Yoga per neonati: conoscere e stimolare il nostro bambino

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Yoga per neonati, vi parlo per esperienza diretta.

Subito dopo la nascita della mia prima figlia, infatti, e durante il mio lavoro di educatrice e di insegnante di yoga per bambini, ho utilizzato più metodologie di insegnamento ai bambini di tutte le età, cercando di comprendere quali fossero gli approcci migliori.

Ho avuto così la possibilità di osservare l’efficacia e i benefici che questa pratica, lo yoga, ha nella vita dei bambini, in particolar modo  dei più  piccoli e, allo stesso tempo, individuare i nodi critici che si possono creare durante la pratica.

Autenticamente yoga dalla nascita

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Fin dal momento della nascita, è noto, come sia fondamentale per i benessere del bambino il contatto con la madre. Un contatto fatto principalmente di manifestazioni di affetto (carezze e baci) e,  mano a mano che il bambino cresce,  di giochi con il corpo.

Sono questi i momenti, insieme ad altri che possono sembrare più banali, come il cambio pannolini, che possono essere supportati da una pratica yogica. Molte sono le proposte fatte dai testi in commercio ma  solo l’esperienza ci può dire che cosa è meglio fare.

Come e quando proporre yoga ai neonati

Dalla conoscenza all’esperienza: dalla rigidità della programmazione alla spontaneità di una pratica nella vita quotidiana.

Grazie alle osservazioni e i feed-back raccolti sul campo  ho compreso, prima di tutto, quali sono le condizioni ottimali in cui il bambino può avere il massimo beneficio  e quali invece gli sbagli da evitare nel proporre yoga ai neonati.

In primo luogo, per sapere se stiamo agendo correttamente è importante, oltre a sentirci noi rilassati e a nostro agio durante la pratica, osservare la risposta del bambino a ciò che gli stiamo proponendo: le sue espressioni e il suo corpo ci parlano.

In secondo luogo, ho potuto constatare che il bambino avrà sicuramente beneficio nella pratica se la stessa nasce dalla spontaneità e non da una rigida volontà dell’adulto, sia riguardo ai tempi sia riguardo alle modalità.

Yoga per neonati: niente aspettative ed ascolto

Abbandoniamo credenze e aspettative: ogni corpo ha specifiche esigenze che cambiano in ogni momento e che vanno colte e guidate dall’intuito, supportato da una buona conoscenza.  Ho imparato a non dare per scontato nulla e,  come nella pratica per adulti, a non aspettarmi che il loro corpo faccia quello che io voglio o che credo debba fare.

I piccoli, come noi grandi, possono trarre il massimo beneficio dallo yoga se noi li aiutiamo  a  potenziare le loro capacità fino a toccare il loro limite e senza mai superarlo.

Utilizziamo quindi la dolcezza e l’ascolto quando entriamo in contatto con loro. Possiamo abbandonare le lezioni preimpostate  osservando i piccoli e restando collegati a loro, diventiamo uno con loro per comprendere di cosa davvero hanno bisogno.

Yoga per bambini: altri consigli utili

Seguiamo i movimenti naturali del loro corpo e usiamo lo yoga per  intensificarli, nutrendo così il loro percorso di crescita e di conoscenza di sé e del mondo.

Offriamoci a loro come specchi da cui possono imparare e osserviamo in loro  come naturalmente il corpo  impara e loro imparano dal corpo e dal mondo.

Infine, nonostante molti testi parlino di pratiche reimpostate e quindi di una certa durata, è importante sapere che le tempistiche dei bambini sono molto diverse dalle nostre. Questo è dimostrato dal fatto che anche il loro corpo cambia diversamente più velocemente del nostro. Loro non hanno bisogno di un’ora e mezza di pratica, è meglio invece dedicare alla pratica piccoli momenti durante la giornata.

Esempi di pratica yoga con i neonati

Per rispettare i tempi di crescita e le esigenze del bambino è consigliabile proporre una pratica dinamica composta di movimenti ripetuti più volte e, se vogliamo, supportarla con canzoncine che conosciamo o inventate da noi al momento.

Nel primo mese di vita possiamo iniziare ad aprire dolcemente le mani dei neonati massaggiandole e fare lo stesso con  i piedi.

Possiamo massaggiare la testa delicatamente con i polpastrelli delle nostre dita, per aiutarlo ad addormentarsi serenamente. Durante il cambio pannolino possiamo sollevare le gambe del neonato, afferrare dolcemente i polpacci e  portare così le gambe piegate al petto. Ripetiamo questo movimento più volte,  aiutando il corpo  ad espellere l’aria che spesso nei neonati provoca le coliche gassose.

Accompagniamo inizialmente i piccoli in una graduale apertura

Intensifichiamo dolcemente i movimenti delle braccia e della gambe con le nostre mani accompagnandoli, distendendo le braccia oltre la testa per poi farle tornare lungo il corpo, e distendendo completamente le gambe.

Con il bambino in posizione supina,  allunghiamo un braccio e la gamba opposta contemporaneamente e se vogliamo portiamo la colonna vertebrale in torsione portando un braccio da una parte e la gamba opposta dall’altra.

In questo modo alternando i movimenti su entrambi i lati, portiamo il bambino ad imparare a ruotare testa, collo e schiena da entrambi le parti (spesso i bambini tendono a voltarsi solo da una parte).

Fin dai primi mesi di vita utilizziamo il nostro corpo come supporto al corpo del bambino. Quando il bambino tenta naturalmente ad inarcarsi, appoggiamolo sulle nostre gambe per intensificare l’inarcamento. In questa posizione possiamo massaggiare il petto e l’addome. Quando siamo seduti con lui sul letto, mettiamo il bambino in posizione supina, solleviamo le sue gambe, prendiamo dolcemente le caviglie e uniamo le piante dei suoi piedi.

La trottola, una pratica yoga per i neonati

Uno dei primi giochi che si possono fare è la trottola. Ecco come si fa:

afferriamo i piedi del bambino e le mani e facciamolo rotolare a sinistra e a destra, questo lo aiuterà nei primi 5 mesi ad imparare a girarsi da solo.

Sempre tenendolo in posizione supina, afferriamo le caviglie e solleviamo  le sue gambe, portando il suo corpo nella posizione del pilastro,  divarichiamole più volte per trovare la massima apertura.

Mettiamo il bambino in posizione prona, massaggiamogli dolcemente la schiena, seguiamo con le dita la sua colonna vertebrale. Osserviamo se e come naturalmente, il piccolo,  cerca di sollevare testa, spalle e dorso aiutandosi con le braccia.

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Possiamo, nei primi mesi, aiutarlo in questo movimento, afferrando e sollevando le sue spalle delicatamente. Vedremo  come, dopo circa i primi 5 mesi di vita,  da solo si posizionerà nella postura del serpente. Applaudire e gratificare il bambino durante la pratica (ma anche durante ogni passo che compie nella sua crescita) aiuta il bambino a gioire di ciò che sta facendo. Più il bambino cresce più i giochi e le posture da inventare aumentano e anche noi possiamo praticare in contemporanea con lui.  Quando il bambino non ha voglia di giocare con noi possiamo semplicemente divenire il suo specchio praticando davanti a lui; mio figlio spesso mi osserva  seguendo con attenzione ogni movimento del mio corpo e divenendo a sua volta il mio oggetto di meditazione.

Yoga, una pratica naturale per i nostri bambini

Con i bambini possiamo imparare a creare una pratica davvero naturale, dove naturale significa in linea con quello che siamo,  restando nell’ascolto e nella vera accettazione delle possibilità che il qui e ora ci offre.
In questo modo, oltre ad incrementare le potenzialità del corpo, l’autostima ed  evitiamo frustrazioni sia da parte nostra sia da parte del bambino.

Yoga con i tuoi Bambini
Juliet Pegrum
Oltre 70 posizioni yoga per bambini da 3 a 11 anni
Giunti Demetra

Tratto da: https://www.macrolibrarsi.it/libri/__yoga-con-i-tuoi-bambini-libro.php

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