Vescica, disturbi e psicosomatica: lasciare andare e trovare il proprio spazio

La vescica è l’organo che raccoglie l’urina prima che venga espulsa dal nostro corpo. Situata dietro il pube può arrivare a contenere fino a 80 cl di urina, che proviene in modo lento e costante dai reni, attraverso due canaletti, detti ureteri. Quando il volume dell’urina raggiunge i 35/40 cl, sentiamo il bisogno di urinare (i reni producono circa 1,5 litri di urina al giorno). È lo sfintere dell’uretra (il canale che porta l’urina all’esterno) che agisce da rubinetto, mantenendo chiusa la vescica. L’atto dell’urinare è volontario e avviene rilassando lo sfintere. Quando, per vari motivi non riusciamo a controllare questa funzione, abbiamo quella che definiamo incontinenza.

Tra i disturbi più frequenti che interessano la vescica troviamo la cistite, un’ infiammazione che colpisce maggiormente le donne, anche a causa della minor lunghezza dell’uretra, rispetto agli uomini. Alcuni bambini soffrono di enuresi, la “pipì a letto” data da un mancato controllo dell’apparato urinario durante il sonno.

La vescica nella visione psicosomatica

Quello su cui la vescica ci può dare informazioni è la capacità di lasciarsi andare, oppure per contrapposizione del controllo rigido e l’attitudine a trattenere. Può indicare un’educazione ricevuta di tipo rigido e impostata sullo schema punizione/ricompensa.  La conseguenza sono probabili paure e sensi di colpa incontrollati con possibili ripercussioni sulla vescica, un organo costantemente sotto controllo. L’atteggiamento in questo caso è sottomesso, di una persona che non sopporta ed evita le tensioni. A volte la persona con problemi alla vescica mostra timidezza, disagio nell’affrontare gli altri. Quasi ad esprimere una difficoltà a riconoscersi uno spazio proprio.

Nel caso dell’enuresi è possibile che il sonno, alleviando il controllo che avviene durante la veglia,  offra una possibilità di liberarsi di qualcosa che non si vuole far uscire durante il giorno.

Riflessologia plantare e tecniche energetiche

La riflessologia plantare è un valido strumento per intervenire sull’apparato urinario. Capita a volte  di riscontrare fastidio o dolore nella zona riflessa della vescica in concomitanza con le varie problematiche esistenti. Curiosamente tale fastidio è spesso collegabile ad altre situazioni. Gonfiori intestinali, stipsi, prostatiti, gravidanza e parto, prolasso del pavimento pelvico. In questi casi la vescica non ha problemi in sé ma si trova in una situazione di “sofferenza” a causa di altri eventi che la condizionano o di organi che la comprimono. Questo mi permette di ricordare una delle caratteristiche della riflessologia plantare, ovvero che il punto dolente sul piede non va inteso come un riferimento diretto all’organo riflesso. Proprio in una visione olistica è possibile ricondurre il segnale ad altre parti del corpo o meglio al corpo nel suo insieme.

Restando in un ambito energetico, in particolare nella Medicina Tradizionale Cinese, anche digitopressione e TuiNa permettono di intervenire sulle problematiche collegate alla vescica.  Uno dei meridiani energetici principali fa riferimento proprio a quest’organo. Ha il suo punto di inizio sul lato interno degli occhi, risale lungo la testa per poi scendere lungo la schiena e le gambe, posteriormente, per terminare sul lato esterno del quinto dito del piede.

La tecnica craniosacrale per la vescica

Anche la tecnica craniosacrale può essere di aiuto per le problematiche legate alla vescica. Infatti permette di intervenire sull’area pelvica, sia sulla parte vertebrale che sulla quella tessutale,  migliorando le tensioni fisiche e quelle emozionali, spesso “memorizzate” nel nostro corpo.

L’idroterapia, un aiuto naturale

Un’ulteriore possibilità di intervento sul sistema urinario è l’idroterapia. In particolare per la vescica le applicazioni calde locali permettono un rilassamento che può aiutare in caso di difficoltà urinarie.  Per cistiti e incontinenza notturna si possono fare, più volte al giorno, pediluvi caldi così come camminare molto in acqua. Anche gli enteroclismi contribuiscono a sfiammare l’area.

Comportamenti alimentari e… caratteriali

Una buona abitudine, utile per tutto l’organismo ma soprattutto per l’apparato urinario, è quella di bere acqua, frequentemente, poca per volta, meglio se lontano dai pasti. Per non sottoporre la vescica a sforzi notturni si potrebbe ridurre al minimo l’acqua bevuta dopo cena. Infatti non è consigliabile restare a lungo con la vescica piena. Anche la costipazione intestinale non aiuta: la compressione che ne deriva può spingere la vescica verso il basso.  Inoltre, qualora in una persona si riscontrassero le caratteristiche psicosomatiche collegabili a quest’organo,  potrebbe essere utile intervenire con attività che sviluppino la capacità di affrontare gli altri, anche attraverso una buona postura, in modo da diminuire il disagio e la timidezza, possibilmente arrivando a guardare le altre persone bene negli occhi. Importante è anche lavorare per ridurre il senso di colpa e sentirsi un po’ meno responsabili di tutto.

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Marco Pellegatta
Naturopata, pratica Riflessologia Plantare Integrata, Metamorfica, Tecnica Craniosacrale, Digitopressione Dinamica, Operatore EFT e Logosintesi. Svolge la propria attività a Novara.
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