Turismo accessibile: cos’è e come può essere messo in pratica

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Parliamo di turismo accessibile. Oggi è sempre più importante offrire un’esperienza di relax e di vacanza in piena sicurezza anche a persone con disabilità o con bisogni speciali: la possibilità di viaggiare, andare alla scoperta di posti nuovi, prendere parte ad eventi e manifestazioni, visitare musei e parchi dovrebbe essere infatti un diritto di ogni cittadino, non il “lusso” di una parte della cittadinanza.

Bastano pochi accorgimenti per realizzare il primo passo verso l’apertura di uno spazio fisico alle persone con disabilità motorie: istallare un montascale per disabili, sostituire una scalinata con una rampa, disporre di supporti automatici per non vedenti.

Cos’è il turismo accessibile

Il turismo accessibile è l’insieme di mezzi, servizi e strutture adeguate ad accogliere persone con disabilità o che abbiano particolari bisogni (si pensi, ad esempio, a un genitore con un bambino in passeggino o carrozzina). L’obiettivo è quello di permettere a tali soggetti di godere della possibilità di viaggiar e di spostarsi in autonomia e in sicurezza, senza la necessità di un aiuto esterno.

L’accessibilità di un luogo o di un servizio inizia dalla sua capacità di rendersi disponibile e facilmente raggiungibile e, inoltre, una volta raggiunto di rispondere ad esigenze complesse ed eterogenee.

Tali servizi e tali strutture devono essere offerti da personale qualificato, in grado di comprendere le esigenze di una persona con problemi di mobilità. Al contrario, l’accessibilità di una struttura o un servizio viene meno se questo, sebbene preso singolarmente soddisfi tutti i requisiti, non sia collegato a una rete efficiente di servizi, strutture e mezzi parimenti accessibili. Nel caso specifico del turismo, ad esempio, un albergo sarà pienamente accessibile solo se connesso a una rete di mezzi di trasporto accessibili, ristoranti accessibili, luoghi di interesse storico-artistico accessibili ecc.

I destinatari del turismo accessibile

A ben vedere, non c’è un vero e proprio gruppo specifico di persone che possono trarre vantaggio dall’accessibilità in campo turistico, escludendo altri a priori. A beneficiare dell’accessibilità, infatti, non sono solo gli utenti che si spostano in sedia a rotelle o con l’ausilio di un bastone da passeggio, ma anche chi non può o non può ancora camminare correttamente come bambini molto piccoli o infortunati che si spostano con le stampelle.

Si è già accennato anche alla categoria delle carrozzine e ai passeggini per bambini; ma a beneficiare dei criteri di accessibilità con cui si allestiscono strutture o servizi sono anche persone con deficit visivi o uditivi, persone affette da deficit cognitivi e addirittura anche soggetti che hanno difficoltà in ambito alimentare (allergici e intolleranti, ad esempio). I casi sono però i più disparati e l’offerta di strutture e servizi si estende a molte tipologie di persone.

Tanti tipi di accessibilità

Vogliamo inoltre riflettere sul ruolo dell’accessibilità nella nostra società e sulle diverse tipologie di accessibilità che possono interessare una struttura ricettiva oppure un servizio.

Si parla innanzitutto di un’accessibilità fisica, ovvero di interventi concreti sulle strutture, volti a rendere gli ambienti alla portata di tutti e sicuri rimuovendo le cosiddette “barriere architettoniche”.

Gli ostacoli principali in questo ambito sono rappresentati da gradini a ridosso degli ingressi, percorsi particolarmente stretti, scarsa o errata illuminazione, pavimentazione sdrucciolevole o in forte pendenza, mancata segnalazione di vetrate e corpi trasparenti, ecc…

Ma non esistono solo barriere di tipo architettonico: uno degli ostacoli principali all’accessibilità di un determinato servizio è la difficoltà con cui si reperiscono informazioni circa il suddetto servizio.

Un’efficace informazione si concretizza attraverso la pronta disponibilità di informazioni precise e dettagliate: è importante, ad esempio, sapere in anticipo quali sono i servizi offerti dalla struttura per una persona che non può muoversi senza sedia a rotelle.

Infine, si deve parlare anche di accessibilità economica: vi siete mai chiesti quanto costi condurre una vita con problemi di disabilità?

Spesso le persone che hanno particolari bisogni devono affrontare spese molto ingenti e costi aggiuntivi per supplire a carenze o mancanze derivate da una situazione di scarsa accessibilità di una struttura.

Alcuni suggerimenti per un turismo accessibile

  1. Alla base di un reale progetto di accessibilità c’è la conoscenza dei vari problemi e delle diverse necessità che i diversi tipi di disabilità (motoria, sensoriale, intellettiva) possono comportare. Senza uno ricerca e uno studio in tal senso, l’accessibilità resterà un traguardo solo teorico.
  2. L’accessibilità delle informazioni è importante tanto quella che abbatte le barriere architettoniche: bisogna fare uno sforzo per rendere accessibili le informazioni di cui l’utente può aver bisogno, specialmente attraverso il web.
  3. Cooperazione è un’altra parola d’ordine: è necessario creare delle reti di servizi e strutture che operino in sinergia per potenziarsi l’un gli altri. Questo è “turismo per tutti”.
  4. Questa rete di strutture e servizi non è fruibile senza un adeguato sistema di collegamenti: a realizzarlo dovrà essere un trasporto pubblico e privato che rispetti i principi dell’accessibilità (e che contempli quindi piazzole, piattaforme, rampe al posto di scale, posti riservati, ecc.)
  5. È inoltre auspicabile l’uso delle nuove tecnologie per realizzare percorsi tattili, mappe interattive, supporti acustici, segnaletica sonora: come si è detto, l’accessibilità non deve limitarsi al superamento delle barriere architettoniche.
  6. Per condurre al meglio un progetto di accessibilità è fortemente consigliato coinvolgere le Associazioni di rappresentanza delle persone con disabilità fin dall’inizio della fase di progettazione: nessuno conosce meglio i bisogni di una persona disabile delle stesse persone disabili!
  7. Servizi e strutture adeguate non saranno tuttavia accessibili se non sono gestiti da personale qualificato e formato a dovere sulla tematica dell’accoglienza e dell’assistenza specifica.
  8. Infine, è importante non smettere di sensibilizzare i cittadini e in particolare coloro che lavorano nel settore turistico, affinché si possa diffondere il concetto di ospitalità turistica per tutti.

Perché occuparsi del turismo accessibile?

Chiudiamo con le parole di Roberto Vitali, fondatore e presidente di Village for All: «Se l’Italia riuscirà a rappresentare un modello di offerta turistica accessibile, sarà perché saremo riusciti a conciliare convenienza economica e responsabilità sociale con la voglia di garantirci un futuro migliore. È questa la grande sfida che ci siamo posti: cambiare il punto di vista e concentrarci sui bisogni delle persone per soddisfare le necessità di tutti i clienti».

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