Togliete i tablet ai bambini !

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Avete dato un tablet a vostro figlio? Fate attenzione !

Credo che ci sia disinformazione. Altrimenti un genitore proteggerebbe suo figlio.
Faccio un paio di cenni pedagogici.

La mente conscia di un bambino si forma gradualmente dai 4 ai 14-15 anni, pre-età adolescenziale. La mente inconscia è quel contenitore che ci viene fornito sin dalla nascita, bacino di inestimabile dimensione, che memorizza fino a 40gb (gigabyte) di dati al secondo.
La mente conscia è quel filtro che ci permette di scegliere, selezionare, decidere, usare e memorizzare ciò che ci accade. È un filtro nei casi in cui, ad esempio, gestisce, elabora e supera un episodio negativo, impedendogli di diventare, nell’inconscio una ferita.
È facile comprendere come questo non possa avvenire prima dei 14 anni, età nella quale la frase ‘come una spugna‘ riassume al meglio ciò che accade: ciò che viviamo viene assorbito in profondità e per noi diventa legge.
Esempio lampante nei rapporti: alla voce Amore, da bambini abbiamo scritto ciò che dell’amore vedevamo in famiglia o ciò che lo rappresentava.

Non a caso ci si ritrova a costruire rapporti fotocopia di quelli dei nostri genitori. Come una spugna, scrivo, leggo la legge, replico. Spesso senza rendermi conto.
L’inconscio finisce così per diventare il creatore della nostra realtà, sebbene la mente conscia sia illusa di decidere, il risultato è sotto gli occhi di tutti: chi non ha ricreato un rapporto fotocopia di quello ricevuto in pasto in infanzia?

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Prova ad osservare obiettivamente dall’esterno emozioni e sensazioni della coppia, resterai a bocca aperta.

I sensi

Questa breve introduzione mi è utile per giungere al discorso relativo ai sensi.
La mente riceve informazioni dall’esterno mediante i 12 sensi. I più conosciuti sono 5, il primo che viene stimolato, durante la nascita, a con-tatto con le pareti del ventre materno, con l’aria e subito dopo con le mani dell’ostetrica, è il tatto.

Il tatto ha una doppia valenza: farci percepire il mondo esterno e restituirci la sensibilità di interagire con esso.
Faccio un esempio: con il tatto percepisco sia il fiore con le dita, che la qualità della percezione, che mi permette di toccare il fiore con delicatezza o meno. Da qui la frase: ‘cerca di avere tatto’.

I giochi di plastica

Come si sviluppa un equilibrato senso del tatto? Perché è importante? Andiamo con ordine.

Il tatto viene stimolato correttamente dall’equilibrio fra forza impiegata, dimensione e resistenza/peso percepita.
Ad esempio un bambino che vuole spostare una grossa pietra avrà così l’opportunità di tarare i sensori del tatto: l’impegno fisico che la pietra gli richiede scrive nel suo inconscio che, un oggetto di quelle dimensioni, ha quel peso e gli richiede quella forza.

Le mani ricevono informazioni fondamentali per la crescita del bambino: la differenza di peso, superficie, dimensione dei vari oggetti che incontrano, lo allena a calibrare la sua percezione del mondo esterno e, quindi, aspetto di vitale importanza, di come relazionarsi con le persone.
Per questo motivo è fondamentale lasciare al bambino l’opportunità di esplorare, di giocare con la natura, di portare con sé il peso di un suo oggetto.

È più sano che i suoi giocattoli siano di legno, piuttosto che di plastica: un camion gigantesco di plastica, che un bambino di 3 anni solleva con facilità, contribuisce a tradirlo, perché una cosa così grande dovrebbe pesare molto!
I bisogni eccessivi dei genitori di oggi, impediscono ai bambini di crescere e di svilupparsi.
Quando un bimbo sceglie di portare con sé un giocattolo, è probabile che dopo pochi minuti chieda al genitore di tenerglielo.
È sano lasciare a lui il giocattolo, la sua borsa del mare, il suo asciugamano.
Troppo spesso vedo tornare dalla spiaggia genitori letteralmente schiacciati da mille giochi ed i bambini con in mano nulla.
Ritengo sia sbagliato.
Il bambino merita di portare ciò che riesce, per allenare il suo senso del tatto, del peso, della fatica, che si riflette, da adulto, sul suo senso di responsabilità.
Difficilmente troverà chi porterà i suoi pesi, nella vita.

Tablet e smartphone: togliete i tablet ai bambini

Parlavo poco fa di tradimento.
Come dicevo, il bambino per molti anni della sua infanzia è gran parte inconscio. Di conseguenza, ciò che riceve dall’esterno diventa legge per lui.
I tablet, come gli smartphone, si utilizzano attraverso un vetro.

[Togliete i tablet ai bambini…]
La mia percezione, al tatto, è fredda e distaccata.
Non ricevo soddisfazione.
Tocco un vetro che produce immagini che si muovono sfiorandole, che nella realtà non esistono. Nella realtà, sposto solo una piuma e poco altro, sfiorandolo.
Il bambino che usa questi strumenti viene costantemente tradito.

Mi spiego. Muove oggetti inesistenti, entra in dimensioni che non può comprendere, perché la sua percezione di tempo e spazio non è ancora formata.
La mente inizia (sottolineo, inizia) a formarsi fra i 4 ed i 7 anni, è quindi pericoloso usare questi strumenti come surrogato del tempo insieme, come oggetto per tenerli buoni.

La fine dell’amore, dell’amicizia

Non abbiamo ancora riscontri, perché le prime generazioni sono quelle di oggi, ma è sufficiente una riflessione: se, in un momento in cui il bambino vuole giocare, gli viene dato uno strumento che tradisce i suoi sensi, stiamo educando il bambino affinché da adulto il suo svago sarà associato a qualcosa che lo tradisce nella sua profonda natura.

Verrà quindi portato a cercare qualcosa che non esiste, qualcosa di psichedelico, che lo alieni dal mondo e lo isoli anche se è insieme ad altre persone, che non abbia tatto ma che porti assuefazione. Sarà la fine delle carezze, degli abbracci, degli sguardi profondi, delle passeggiate mano nella mano, delle notti a guardare le stelle nel firmamento.

La fine del romanticismo e dell’amore.
L’inizio di un’era fredda e distante.

Siamo noi i primi a creare tutto questo. Capite perché dico: togliete i tablet ai bambini ?

Dire no, una scelta consapevole  che fa bene al bambini

Ogni volta che ho detto no a mia figlia – che oggi ha 9 anni ma non si arrende, sa che la risposta è no ma ogni tanto ci riprova 🙂 – , restando serenamente fermo sulla mia scelta, ho ammirato la bellezza della sua reazione: in poco tempo ha inventato un gioco alternativo, fatto di quello che trovava a portata di mano, coinvolgendo bambini o adulti, dando spazio a fantasia e creatività.

Se avessi detto sì, permettendole di chiudersi in un tablet, avrei contribuito ad uccidere tutto quello che è emerso poi.
Fantasia, condivisione, creatività, gioco.
Dire un no fermo e sereno  senza repliche, salva il bambino.
Protesterà di sicuro ma, poco dopo, cercherà un altro modo di gioire e giocare perchè è nella sua natura. Dobbiamo aiutarli a fiorire, impedendo loro di chiudersi in sé stessi.

 

Leggi anche: Troppi videogiochi, a rischio la vista dei bimbi (Ansa.it)

Qui e ora ?

Basta osservare i ragazzi di 15 anni, oggi, ad un tavolo al ristorante.
Ognuno con il suo tablet o smartphone, a comunicare con qualcuno di lontano.
Mentre la vita è qui, ora.
La compagnia con la quale sono usciti, in quel momento, sembra inutile, inesistente, assente. Ognuno è proiettato altrove. Insieme, per stare da soli. La fine dell’amore, dell’amicizia, di ciò che nella vita avvicina alla felicità.
Siamo solo all’inizio.
Togliete i tablet ai bambini, per favore.

 

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