Tiglio: proprietà e benefici

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tiglio, fiori di tiglio

Ti sei fatto sopraffare dai malanni invernali? Raffreddore, tosse, vie respiratorie ostruite sono alcuni dei tuoi sintomi? La fitoterapia può venirti in aiuto con un vegetale dalle molteplici proprietà. Parliamo dei fiori di tiglio.

Descrizione botanica del Tiglio

Il tiglio è un albero maestoso che può arrivare fino ai 25 metri di altezza facente parte della faglia delle malvaceae*1. E’ caratterizzato da foglie decidue (cadono in inverno), alterne, a margine seghettato, ed infiorescenze pendule intensamente profumate. Il frutto è una noce.

Sul nostro territorio troviamo allo stato spontaneo solo due specie: Tilia cordata Mill. e Tilia platyphyllus Scop. che si differenziano per le dimensioni delle foglie e del frutto (in T. platyphyllus sono più grandi). Inoltre, la fioritura in T. platyphyllus è più precoce, tant’è che è soprannominato tiglio estivo, mentre in T. cordata è posticipata di circa due settimane (da qui il nome tiglio invernale). Dalla loro ibridazione si otterrà poi Tilia vulgaris, principalmente impiegata nelle parchi urbani.

In ambito erboristico vengono utilizzate le infiorescenze di T. cordata od una miscela delle tre specie differenti.

I fiori contengono principalmente flavonoidi, tannini (2%), un olio essenziale, acidi organici (acido caffeico, clorogenico e p-cumarico) e fino al 3% di sostanze mucillaginose.

Proprietà salutistiche

La presenza delle molteplici componenti ne fa un rimedio  utile in caso di malattie da raffreddamento e febbre. I fiori sono infatti dotati di attività diaforetica, ed antispastica a livello addominale (in particolare per la presenza dell’acido cumarico e di alcuni  flavonoidi).

Una droga diaforetica sarà in grado di aumentare la sudorazione determinando un lieve abbassamento della temperatura corporea (per esempio in stadi febbrili). Nel contempo l’aumento di sudorazione faciliterà l’eliminazione delle tossine batteriche.

Per la presenza dell’olio essenziale è altresì dotato di attività diuretica e sedativa (sopratutto in caso di ansia e stress psico-fisico, in associazione con passiflora incarnata, melissa officinalis e lavanda angustifolia). Le mucillagini e l’olio essenziale rendono la droga un ottimo antitussivo ed emolliente a livello del cavo orofaringeo.

L’utilizzo ufficialmente approvato in ambito erboristico è  pertanto il trattamento del raffreddore e della tosse correlati agli stati da raffreddamento.

Proprietà cosmetiche

In ambito cosmetologico l‘estratto di tiglio viene impiegato per le sue proprietà rinfrescanti e lenitive. Contiene infatti mucillagini ed eteropolisaccaridi che creeranno un sottile film in grado di trattenere l’acqua a livello cutaneo, idratandola. Lo potresti pertanto trovare nella lista delle ingredienti di un crema  viso, un siero od un detergente sotto la dicitura INCI*2 “Tilia Platyphyllos (o Tilia tomentosa o Tilia cordata)  Extract”.

Modalità d’assunzione

Infuso come coadiuvante nel trattamento della tosse e delle bronchiti: utilizza dai 4 agli 8gr (massima dose giornaliera) di droga secca in 150 ml di acqua bollente (indicativamente la capienza di una tazza). Lascia in infusione 10-15 minuti a coperchio chiuso, fai ricadere nell’infuso il vapore condensato formatosi sulla superficie interna del coperchio (si sarà arricchito di microquantità di olio essenziale), filtra e sorseggia lentamente una o più volte al giorno.

Ricordo che le preparazioni estemporanee, come infusi e decotti, sono rimedi casalinghi in cui non sarà possibile conoscere l’esatta concentrazione in molecole bio-attive, oltretutto presenti in forma molto diluita. Pertanto per un effetto più certo e riconoscibile sarà necessario optare per preparazioni erboristiche titolate pronte all’uso, quali tinture madri, tinture idroalcoliche ed estratti secchi.

Tintura madre

Si tratta di una preparazione ottenuta facendo macerare le infiorescenze  fresche in una soluzione idro-alcolica a titolo noto per un lasso di tempo  determinato (solitamente 21 giorni).

Per sapere quanto assumerne considera che sarebbero necessarie 4 gocce di tintura ogni 10 kg del proprio peso corporeo. Pertanto su un soggetto di 60 kg  dovrai utilizzare 24 gocce (4ggt x 6)  da diluire in un terzo di bicchiere d’acqua, da sorseggiare lentamente  2-3 volte al giorno oppure 10 minuti prima di coricarsi.

Gemmoderivato

A tal fine si utilizzano le gemme di Tilia tometosa Moench (o tiglio argentato), una specie differente rispetto a quelle che abbiamo finora discusso. La sua azione si esplicherà sopratutto a livello del sistema nervoso, inducendo calma e tranquillità. Indicata pertanto in soggetti che soffrono di insonnia o stanno vivendo un momento di ansia e stress.

Il gemmoderivato è una preparazione liquida in qui le gemme fresche e le parti in accrescimento del vegetale vengono fatte macerare per un lasso di tempo determinato in una soluzione acquosa di glicerina vegetale (ed una piccola percentuale di alcol alimentare). Il periodo di raccolta (primavera) è pertanto differente rispetto a quello delle infiorescenze (estate) utilizzate per formulare la tintura madre.

Il gemmoderivato concentra pertanto in sé tutta l’energia racchiusa nelle gemme, dalle quali poi si formeranno tutti i nuovi tessuti (rami, foglie, fiori frutti). Motivo per il quale la sua azione sarà meno marcata ma rivolta su un  fronte più ampio rispetto alla tintura madre.

Indicata pertanto come coadiuvante nei disturbi cronici (piuttosto che per le fasi acute ove riveste maggiore efficacia l’utilizzo di una tintura) per un lasso di tempo lungo. Inoltre contenendo una minima percentuale di alcol è altresì adatto all’utilizzo in bambini.

Come utilizzarlo: dalle 4 alle 7 gocce due tre volte al giorno, di cui una poco prima di addormentarsi, da diluirsi in 1/3 di bicchiere di acqua, da sorseggiare lentamente.

E’ un rimedio che potrai assumere ininterrottamente fino a 60 giorni con l’accortezza, di praticare poi delle sospensioni di una settimana ogni mese successivo ai primi due iniziali.

Avvertenze d’uso

I fiori di tiglio risultano essere una droga sicura ed ai dosaggi indicati non vengono riportati effettivi collaterali o controindicazioni.

Note

*1:secondo la classificazione APG  (Angiosperm Phylogeny Group III)

*2 INCI: International Nomenclature of Cosmetic Ingredients: nomenclatura internazionale che identica in maniera univoca ogni componente contenuto in un cosmetico secondo il Regolamento CE 1223/2009.

 

Bibliografia principale

Bettiol, F.F Vincieri, Manuale delle preparazioni erboristiche. Fitoterapici, fitocosmetici, prodotti erboristici, integratori alimentari a base di piante, Milano, Tecniche nuove

Capasso, G. granolini, A.A. Izzo (2006), Fitoterapia impiego razionale delle droghe vegetali, Milano, Sprinter-Verlag, 2006.

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