Tessuti colorati, pruriti ed eruzioni cutanee: attenzione alle allergie!

abiti neri, calze colorate

Due casi particolar di strane eruzioni cutanee e pruriti, ma che alla luce dei fatti poi emersi troppo particolari non sono, si presentano in studio:

  • un ragazzo venticinquenne che lamenta una fastidiosa e persistente eruzione cutanea simile a un’acne sulla schiena, petto, in parte addome e spesso anche sulle natiche
  • una trentacinquenne che lamenta anche lei eruzioni cutanee sulle natiche e pruriti, disturbi vari delle zone intime.

Le eruzioni cutanee da gruppi rock

Ma andiamo con ordine e vediamo il ragazzo ed i suoi “problemi”. Da molti anni presenta una simil-acne diffusa sulla schiena e, anche se in maniera minore, pure nella zona toracica pettorale.

Le natiche seguono lo stesso andamento anche se in modo minore, nel senso che questa chiamiamola “eruzione cutanea” è più sporadica. Alterna fasi di remissione a fasi in cui invece è attiva e fastidiosa.

La storia del prurito

Il prurito, non particolarmente intenso, richiama vagamente una sorta di leggera orticaria, ma pare essere una componente mai presa in dovuta considerazione.

Negli anni è stato curato allopaticamente con prodotti topici per l’acne, antibiotici ad uso esterno, pomate cortisoniche, detergenti specifici medicati, ecc. con risultati pressoché nulli. Nel tempo ha provato “diete” di eliminazione di certi alimenti che gli venivano indicati come potenziale origine del suo problema, ma le cose non sono mai cambiate. Stanco di questa situazione, su indicazione di un’amica giunge al mio studio anche se non troppo convinto di riuscire a risolvere o almeno alleviare questo fastidioso problema.

Osservare il colore dell’abbigliamento

La mia esperienza personale mi porta immediatamente a notare che il ragazzo veste in “total black”, ma procedo con il solito colloquio conoscitivo. Dopodichè approfondisco la parte relativa al suo abbigliamento che mi conferma la mia prima impressione: il ragazzo veste quasi sempre in nero, adora il metal/rock e ha una collezione nutrita di magliette e felpe nere di vari gruppi che indossa quasi sempre, stessa cosa per le camice, spesso nere.

Punto importante: le magliette e le camice sono a contatto diretto della pelle.

Procedo nell’indagare anche sull’intimo e la risposta, quasi scontata, è che i suoi boxer sono bianchi o neri…. in certi periodi usa più i bianchi, in altri i neri. Decido quindi, come prima verifica, di fargli sempre indossare a pelle una leggera canottiera in cotone bianco, stessa cosa per i boxer, che dovranno essere unicamente in cotone bianco.

Consiglio anche l’uso di un delicato detergente neutro. Fissiamo l’appuntamento tre settimane dopo. Dopo circa quindici giorni il ragazzo mi telefona informandomi che i suoi problemi si stanno “magicamente” spegnendo.

Mi informa altresì di aver notato che deve cambiare spesso la canottiera perché soprattutto quando suda, le magliette nere perdono colore e macchiano la canottiera di grigio/nero. Anche sulle natiche i problemi sembrano essersi quasi risolti insieme all’uso costante di intimo bianco. Per farla breve: caso risolto, il ragazzo manifestava allergia ed intolleranza al colore nero della tintura delle magliette & Co.

Intimo in seducente pizzo nero e passionale rosso

Altro caso: Stefania si presenta in studio per un problema fino ad ora trattato e/o autotrattato seguendo diversi step, come: candida vaginale, vaginite, leucorrea.

Stefania mi racconta di un fastidiosissimo prurito, rossore, secrezioni, e non ultimo eruzioni cutanee sulle natiche che lei identifica come “brufoli grossi e a volte dolorosi”.

Creme e ovuli non hanno mai risolto il problema, il ginecologo non rileva nulla di patologico e Stefania convive con questo disturbo che sembra sparire solo quando va al mare, tanto che pensa che sia l’acqua marina a risolverle il problema.

Una rapida indagine, frutto di esperienze precedenti, mi porta ad indagare sull’intimo di cui fa uso Stefania e come immaginato, mi viene confermato un uso sistematico e costante di slip neri o rossi, perizomi neri o rossi , culotte nere e rosse, i suoi colori preferiti nella scelta dell’intimo. Mi comunica di aver notato, quando lava a mano l’intimo, che lo stesso, anche dopo molti lavaggi, non smette mai di perdere il colore, ma non aveva mai dato troppo peso alla cosa…. errore!!!!

A fine incontro le suggerisco di eliminare totalmente il nero ed il rosso e di passare al bianco in puro cotone. Le resistenze in tal senso appaiono evidenti, ma decide comunque di provare ed il giorno stesso acquista tutto ciò che le serve per passare dalla sera stessa all’uso del bianco.

Ci rivediamo dopo tre settimane in cui il nero ed il rosso sono stati totalmente aboliti: i disturbi sono scomparsi, prurito risolto, rossore anche, nessuna perdita. Le restano solo i segni scuri dei “brufoli” sulle natiche, ma quelli andremo a schiarirli piano piano con l’uso di prodotti naturali specifici.

Stefania è felice di aver risolto e di avere finalmente capito che l’origine dei suoi problemi era legato all’uso costante dell’intimo nero e rosso. Ora ha deciso che indosserà questo intimo solo sporadicamente. Ha capito anche perché al mare il problema si risolveva, l’uso dell’intimo era molto limitato durante la giornata.

Tinte, allergie e dermatiti “modaiole”

Le allergie e le dermatiti da contatto dovute ai residui delle tinte chimiche con cui vengono colorati gli indumenti sono numerose e possono causare, come abbiamo visto, disturbi difficili da identificare e a volte curati o confusi per “altro”.

Spesso incolpiamo la povera cioccolata di averci provocato quel “maledetto” brufolo o quella lieve allergia così fastidiosa, eliminiamo alimenti convinti siano all’origine di quello strano prurito o eruzione cutanea, ma non pensiamo quasi mai quanto certi coloranti degli indumenti che indossiamo possano crearci problemi: il nero, il viola, il blu, il rosso, sono tra i primi imputati.

A volte si incolpa il tessuto sintetico, ma raramente è lui la causa. Il problema risiede nel fatto che i coloranti hanno molta più difficoltà a fissarsi sulle fibre sintetiche che quindi diventano una fonte di rilascio costante di colore.

Avrete modo di verificare il colore ceduto alla pelle dagli indumenti strofinando un batuffolo di cotone intriso di alcool sulle zone rimaste a contatto con l’indumento colorato: risulterà grigio, nerastro, blu o marrone/rossastro.

Come comportarci per evitare problemi?

La prima indicazione per metterci al riparo da fastidiosi disturbi è di lavare sempre i capi appena acquistati, anche più volte.

Avremo così anche modo di accorgerci quanto colore perdono e quanto continuino a perderne nel tempo.

Comprenderemo quanta tinta si deposita sulla nostra pelle ogni volta che indossiamo determinati capi di abbigliamento, intimo, calze, jeans, collant… Il lavaggio ripetuto ci consentirà, altresì, di eliminare in parte anche altre sostanze come ammorbidenti e detergenti che a volte contengono la temibile formaldeide.

Un’altra indicazione spesso risolutiva quando indossiamo capi colorati, è quella di proteggerci con magliettine o canottiere a pelle di cotone bianco. Le stesse creeranno una “barriera meccanica” tra le nostra pelle e l’allergene. L’intimo dovrà essere assultamente bianco, considerando anche che l’avremo a contatto costantemente con parti molto delicate. Riserviamoci quindi un uso una tantum dell’intimo colorato. E se avete una pelle sensibile sarete ancora più predisposti a questo genere di problematiche, quindi ponete sempre grande attenzione su ciò che acquisterete. Stessa cosa in estate o in soggetti che sudano molto: il sudore e l’umidità renderanno ancora più intenso il rilascio del colore.

Il naturopata saprà darvi i giusti suggerimenti

Last but not least, un “passaggio” dalla vostra naturopata di fiducia è sempre consigliato: saprà suggerirvi come e cosa indossare, quali colori “prendere con le pinze”, quali tessuti risultano essere i più predisposti a rilasciare colore, ed infine come riparare, con i prodotti naturali giusti, i danni provocati dai coloranti.

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