Terapia forestale: i benefici dell’immersione nella natura

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Terapia forestale: di cosa si tratta e perché ve ne parlo?

Nel mondo delle cure naturali da molto tempo si parla dell’importanza di una vita in connessione con la natura e dell’importanza degli alberi per il benessere degli esseri umani.

La novità interessante è che adesso si parla di Terapia Forestale come strumento di medicina preventiva, in un Progetto multidisciplinare, con una ricerca scientifica in corso.

Questo accade nella Stazione di Pian dei Termini, a San Marcello Piteglio, località climatica in provincia di Pistoia con caratteristiche climatiche e morfologiche particolarmente adatte a questo tipo di cura.

Ne parliamo con il responsabile del Progetto, il Dottor Francesco Becheri.

Intervista al dott. Francesco Becheri

Torniamo indietro nel tempo, a quando ha iniziato a pensare a questo progetto: qual è stata la scintilla che ha generato in Lei la spinta a portare avanti l’idea?

R. Il progetto nasce formalmente nel 2018 quando ho partecipato ad un bando pubblico per la concessione del Podere Pian dei Termini di proprietà del Patrimonio Agricolo Forestale della Regione Toscana. La spinta nasce dall’amore verso la montagna e dalla ferma convinzione della terapeuticità del rapporto tra essere umano e natura.

Perché in questo caso si parla di terapia, usando un termine strettamente riservato all’ambito clinico, per definire quelli che in apparenza possono sembrare generici benefici sulla salute derivanti dal contatto con la natura?

R. Le differenze fondamentali tra una passeggiata nel bosco e la Terapia Forestale sono tre:

  1. la prima risiede nel fatto di praticare attività di contatto con la natura in specifici contesti forestali collaudati per caratteristiche chimico fisico dell’ambiente,
  2. la seconda è che in qui contesti forestali attraverso la ricerca siano dimostrati effetti di salute psicofisiologica nelle persone che le hanno frequentate,
  3. il terzo elemento è che queste attività siano guidate e monitorate da figure professionali sanitarie.

Noi utilizziamo il metodo scientifico che, in ambito clinico, prevede che i risultati terapeutici siano necessariamente basati su evidenze dimostrate da ricerca, sperimentazione e pubblicazioni.

Questo è l’approccio che utilizziamo nel progetto pilota di sviluppo sulla Terapia Forestale a Pian dei Termini.

Cosa è emerso fino ad ora da questa ricerca?

Siamo nel processo di collaudo della Stazione di Terapia Forestale. Il Cnr ha pubblicato un primo articolo scientifico sulla concentrazione dei VOC (Composti Volatili Organici) i cosiddetti oli essenziali rilasciati dagli alberi.

Questo è il primo step sulla bontà chimico-fisica dell’atmosfera forestale, essenziale per il ruolo che i terpeni hanno nella Terapia Forestale.

Come è nata l’idea di una vera e propria sperimentazione scientifica?

Il modello della Forest Therapy nasce in Giappone ed è un protocollo scientifico con una metodologia ben definita.

Noi ci atteniamo a quell’approccio e cerchiamo di implementarlo con dei miglioramenti. In Giappone esistono poco meno di 100 Stazioni di Terapia Forestale certificate e riconosciute dal governo attraverso un programma nazionale.

Come è stato possibile innescare il processo per una validazione in tal senso?

Sappiamo che è riuscito a coinvolgere molte figure istituzionali, dall’Istituto di Bioeconomia e da quello di Fisiologia Clinica del CNR, il Dipartimento Neuroscienze di Psicologia dell’Università di Firenze, quello di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali, Il Polo Universitario di Pistoia, gli assessorati all’ambiente e alla sanità della Regione Toscana, il comitato tecnico-scientifico del CAI, il Comune di San Marcello Piteglio.

R. La mia attività fino ad ora si è orientata moltissimo sull’aspetto della costruzione di un partenariato scientifico di altissimo spessore ed autorevolezza.

Devo dire che è stato possibile perché questo modello rappresenta una proposta virtuosa che coniuga in sé ricerca, salute, ambiente, economia, promozione del capitale naturale, turismo.

Ci potrebbero essere benefici anche su altri piani della salute della persona, oltre a quello fisico?

Avete valutato anche possibili miglioramenti sul piano emotivo?

R. I benefici sono riscontrabili a livello psicologico, fisiologico, e sul sistema immunitario.

Abbiamo già effettuato uno studio preliminare sugli aspetti emotivi ed in particolare sulla riduzione dell’ansia. Abbiamo raccolto dati incoraggianti anche per quanto riguarda la riduzione della pressione arteriosa. I prossimi step di ricerca riguarderanno l’integrazione sul piano fisiologico e su quello immunitario.

Quali sarebbero per la Comunità i benefici di istituzionalizzare questo metodo di cura, oltre che per il singolo individuo?

R. La prevenzione sanitaria, oltre alla doverosa promozione della salute delle persone contribuisce alla riduzione dei costi diretti ed indiretti del sistema sanitario pubblico.

Si potrebbe ipotizzare una vera e propria prescrizione di questa terapia, come per le cure termali, e per quali patologie?

R. Uno degli obiettivi a lungo termine della nostra sperimentazione è proprio quella di evidenziare inequivocabilmente l’efficacia e la convenienza di una prescrizione verde riconosciuta dal sistema sanitario.

La letteratura scientifica ci dice che la Terapia Forestale:

  • riduce pressione sanguigna,
  • allevia lo stress,
  • migliora la salute cardiovascolare e metabolica,
  • fa calare i livelli di zucchero nel sangue,
  • stimola concentrazione e memoria,
  • mitiga depressione, ansia e rabbia,
  • alza la soglia del dolore,
  • infonde vigore,
  • potenzia il sistema immunitario attraverso l’incremento delle cellule killer naturali (nk),
  • accresce la produzione di proteine antitumorali,
  • aiuta a perdere peso,
  • migliora la qualità del sonno.

Potrebbe portare a ridurre il consumo di alcuni farmaci?

R. La Terapia Forestale non sostituisce trattamenti farmacologici. Si tratta di una forma di prevenzione sanitaria e di promozione della salute che integra in maniera sinergica medicina e psicologia. La riduzione del consumo di alcuni farmaci potrebbe essere dunque una conseguenza indiretta che andrebbe attentamente ponderata a seguito di specifiche ricerche.

Estendendo il concetto di ‘salute globale’ alla ‘green economy’ è verosimile dire che il progetto Terapia Forestale potrebbe portare benefici effetti anche dal punto di vista economico per il territorio?

Intendo, potrebbe generare una forma di turismo sostenibile in un territorio della Toscana ad oggi poco conosciuto, qualcosa che può incoraggiare una crescita economica sostenibile e rispettosa della Natura?

R. Certamente sì. Questa iniziativa, unica nel suo genere, mira a contribuire alla promozione del turismo welness sul territorio della Montagna Pistoiese, e di conseguenza ad un aumento di reddito per le imprese agricole ed agroforestali.

Quando è possibile visitare la Stazione di Terapia Forestale?

R. Con le cautele del momento attuale a causa delle restrizioni per il COVID 19, da giugno 2020 sarà possibile partecipare ad incontri introduttivi sulla Terapia Forestale con una esperienza pratica d’immersione.

Compatibilmente con l’evoluzione della normativa durante l’estate saranno programmati Workshop più strutturati sulla Terapia Forestale. Gli aggiornamenti saranno sul sito ufficiale e sulla pagina Facebook di Terapia Forestale.

Per informazioni, vi lascio i miei contatti:

Grazie dott. Francesco Becheri per questa esauriente spiegazione.

Vi invitiamo a visionare il video:

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