Tecniche Jin Shin Do®: liberarsi dalla corazza per raggiungere la felicità

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La pressione ed i suoi effetti

La pressione nel Jin Shin Do® è molto particolare, dura infatti alcuni minuti e viene applicata con il dito medio o l’indice (più raramente con il pollice), è delicata e mette in collegamento due punti energetici alla volta appartenenti allo stesso Meridiano Organico o allo stesso Vaso Meraviglioso. In questo modo, il ricevente ha tutto il tempo di entrare in contatto con la tensione del punto, di ascoltare le sensazioni e quindi di lasciarsi andare. La delicatezza di questo intervento conduce spesso il ricevente ad uno stato meditativo, aprendogli così il passaggio verso emozioni, visualizzazioni ed al suo mondo interiore, aiutandolo a trasformare, anziché sopprimere, gli stati d’inquietudine.

Un’altra particolarità del Jin Shin Do® è che si applica su un qualsiasi lettino da massaggio. Ciò permette al praticante di restare comodamente seduto su di una sedia o alle volte in piedi a lato del ricevente.

Il Jin Shin Do® permette di lavorare sui piani fisici, mentali e spirituali, portandoci a coscienza del nostro mondo interiore ed a provare un senso di consapevolezza e calma.

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Lo stato di trance

Il Jin Shin Do ® promuove un piacevole rilassamento, una stato di trance in cui il partecipante trasferisce la propria consapevolezza dalla testa al resto del corpo, ovvero dal razionale alle sensazioni ed alla saggezza del corpo-mente-spirito.

Alle volte, quando il punto è particolarmente chiuso e resistente, è possibile applicare il “body focusing“, ovvero suggerire al ricevente, attraverso delle induzioni, di focalizzare la mente ed il respiro sul proprio corpo ed in specifico sul punto.

Applicato in questo modo Jin Shin Do può portare spontaneamente il ricevente ad uno stato di trance. Come dice Iona Marsaa Teeguarden nel suo libro “La Guida Completa alla Digitopressione Jin Shin Do ® (Ed. Mediterranee) “lo stato di trance è una condizione di maggior vulnerabilità, è importante quindi che il praticante conosca i principi fondamentali della comunicazione.

La prima regola di tutte le terapie è quella di non nuocere. Parole e silenzi possono avere effetti positivi, neutri o addirittura negativi. Imparando a rispettare gli stati di trance è possibile evitare di creare danni a causa di errori di comunicazione, dando così spazio alle sensazioni, ai sentimenti ed al rilascio del corpo-mente”.

Un po’ di teoria su Jin Shin Do

La digitopressione Jin Shin Do®  rinnova, armonizza e rinforza l’energia vitale del corpo e dello spirito. Secondo le teorie della medicina tradizionale cinese, l’energia vitaleChi” fluisce lungo ben precisi canali che scorrono sulla superficie del corpo umano. Essi sono presenti in tutti gli esseri viventi e vengono anche chiamatimeridiani“. Lo stato di buona salute, sia fisica sia mentale, corrisponde al buon fluire del Chi in essi. Se tale fluire perde il suo equilibrio, può venir stimolato agendo su appositi punti a loro volta localizzati lungo i meridiani. A poco a poco il ricevente scivola in un rilassamento profondo, uno stato alterato di coscienza che può favorire la formazione spontanea di immagini e ricordi.

Le immagini risvegliate dal rilassamento e dalla stimolazione dei punti possono portare alla liberazione delle varie emozioni e traumi repressi che risiedono intrappolati nel corpo stringendolo in una morsa di tensioni muscolari e nervose (corazza). Secondo la filosofa del Jin Shin Do le emozioni irrisolte, ovvero non vissute, si insediano nel corpo e generano problemi che possono nel tempo eventualmente trasformarsi anche in ciò che la medicina moderna classifica come malattia. Quando durante una seduta affiorano alla coscienza immagini ed emozioni, il trattamento prevede che il ricevente ne parli al praticante. Quest’ultimo si limita ad ascoltare, senza giudicare, senza dare consigli, comportandosi semplicemente da “compagno di viaggio“.

La digitopressione, quasi certamente più antica dell’agopuntura, si basa sulla prevenzione, sulla ricerca di un buon equilibrio psicofisico, sul concetto che la salute sia uno stato d’equilibrio energetico e che la malattia ne sia la mancanza.

Jin Shin Do: acquisire consapevolezza di sé per essere felici e liberi

Jin Shin Do® ha inserito nella pratica della medicina tradizionale cinese la teoria dei segmenti di Wilhelm Reich, quest’ultimi sono come degli anelli orizzontali che dividono il corpo in varie “fette”. Quando questi anelli si irrigidiscono, per via degli atteggiamenti difensivi nei confronti della vita, si formano le cosiddette “corazze“. E’ per via di queste corazze che l’uomo moderno non è più in grado di esprimere le proprie emozioni e non riesce a liberarsi da vecchi traumi e da schemi comportamentali. E’ un problema tipico della vita moderna occidentale e quindi sconosciuto dagli antichi cinesi. La corazza corporea è una tensione fisica profonda, che tende a creare, o ricreare, uno squilibrio emozionale.

Corazzarsi, o irrigidirsi, significa porre resistenza; così facendo tentiamo di evitare di riprovare emozioni o sentimenti di cui abbiamo già fatto un’esperienza negativa: tentiamo di reprimere emozioni come la rabbia, la paura, l’amore, il dolore, o la fatica. Corazzarsi significa principalmente rendersi insensibili al fine di evitare ciò che è spiacevole: invece di accettare ed esplorare i nostri sentimenti, poniamo resistenza e cerchiamo di bloccarli.

Attraverso la pratica del Jin Shin Do® è possibile acquisire consapevolezza dell’unione corpo-mente e dei collegamenti energetici che uniscono l’uomo all’ambiente che lo circonda. Si può invertire la tendenza allo squilibro iniziando ad eliminare le barriere che sono state erette ed imparare a gustare la vita. Lo scopo non è diventare “perfetti”, ma felici e liberi.

Pierluigi Duina, Senior JSD Teacher

Leggi anche: La digitopressione Jin Shin Do®, disciplina olistica integrabile allo Shiatsu

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