Tarassaco o cicoria selvatica: depurarsi con gusto in modo naturale

tarassaco, dente di leone, pianta, fiore giallo. depurazione, rimedio naturaleTarassaco o Taraxacum officinalis, è comunemente chiamato cicoria selvatica, dente di leone o anche “insalata matta”. E’ una pianta perenne spontanea appartenente alla famiglia delle Asteraceae Composite. In primavera questa è una pianta molto diffusa, addirittura infestante, ma anche molto importante per le sue molteplici proprietà. Del Tarassaco si usano le radici, le foglie ed il rizoma, ma anche la pianta intera. Parliamo di una pianta molto conosciuta nelle tradizioni popolari per le sue proprietà curative e depurative: già le nostre nonne la raccoglievano nelle campagne, dopo la raccolta, a casa la pianta veniva pulita, mondata e consumata condita dopo la cottura, oppure come ingrediente per le minestre. Le giovani foglie venivano aggiunte rude alle insalate mentre la radice veniva bollita per farne decotti.

Le proprietà del tarassaco

Il tarassaco ha principalmente un effetto depurativo, diuretico e leggermente lassativo per l’intero organismo (fegato, cistifellea, reni, intestino), inoltre migliora il funzionamento del fegato. Infatti la tra le sue proprietà ci sono quella epatoprotettiva, colagoga (facilità l’espulsione della bile), coleretica (aumenta la secrezione biliare),  diuretica, stimolante dell’appetito, leggermente lassativa, disintossicante, antireumatica.

Quando è utile l’azione del tarassaco

Il tarassaco agisce soprattutto sul fegato e sui reni, favorendone la depurazione e l’accumulo di tossine. E’ una pianta consigliata a tutti, sia nell’alimentazione, sia come rimedio naturale. In particolare svolge un’azione benefica nei seguenti casi: stipsi, ritenzione idrica, inappetenza, disturbi digestivi, renella, calcoli renali, sovrappeso. Il tarassaco in tintura madre (leggi sotto) è utile in caso di dispepsia, reumatismi, gotta, dermatiti, pruriti, eczema cronico (per l’azione depurativa), disturbi del fegato, alti livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Dove raccogliere il tarassaco

Al giorno d’oggi la raccolta di questa meravigliosa erba spontanea è consigliabile farla in luoghi non inquinati, al riparo dalle zone molto popolate, con traffico o da impianti produttivi industriali. Nonostante ciò non è raro vedere persone ai bordi delle strade trafficate, o in aree verdi ai bordi delle grandi città, raccogliere questa “insalata”. Il consiglio è quello di organizzare una bella passeggiata in campagna o in collina e con l’occasione raccogliere il tarassaco prima che fiorisca, in modo da beneficiare al meglio delle sue proprietà.

Come utilizzare la pianta del tarassaco

tarassaco, insalata, cicoria selvatica, benessere, alimentazione sana, depurativoLe foglie più giovani si possono consumare crude, quelle più grosse previa cottura al vapore (non cuocetele troppo, per non disperdere le vitamine e gli enzimi) e poi condite con olio extravergine di oliva e limone. Cruda si accompagna perfettamente con uova sode come è tradizione in tanti luoghi nel giorno di Pasquetta.

Si recide alla base la giovane pianta non ancora andata a fiore. Si utilizza in vari modi: insalate, minestre, cotta a vapore, nei ripieni. Le foglie sono diuretiche, ricche di potassio e contengono anche caroteni e vitamina C. Un cura primaverile a base di tarassaco selvatico è un ottimo modo per purificarsi dalle scorie invernali. Il mio consiglio è di aggiungere qualche foglia di cicoria selvatica a tutte le insalate, tutti i giorni, per almeno un mese.

La radice ed i rimedi naturali

Con le radici del tarassaco si ottiene una tintura. Anche le radici vanno raccolte in primavera, prima che la pianta fiorisca. Si raccolgono le radici più grosse, si puliscono, e si tagliano a tocchetti. A questo punto si mettono sotto alcool a 70 gradi. In alternativa all’alcol si può usare una buona grappa purché abbia una gradazione alcolica superiore a 50 gradi. Le radici vanno poste in un vaso di vetro e lasciate al buio a riposare per almeno 30/40 giorni. Successivamente si filtrano e se ne usa la tintura nella quantità di 30 gocce diluite in acqua prima dei pasti per favorire l’appetito oppure dopo i pasti per stimolare la digestione e le funzioni epatiche ed intestinali.

Il decotto e l’infuso di Tarassaco

Far bollire per 5/6 minuti un cucchiaio di radici di tarassaco in 250 ml di acqua e lasciare in infusione con coperchio per altri 10 minuti. In alternativa, si può ricorrere all’estratto liofilizzato da assumere lontano dai pasti. In commercio ci sono anche diversi preparati depurativi a base di un mix di erbe officinali che tra le altre contengono anche il tarassaco. Con questi preparati, se necessario, si possono effettuare cicli di trattamento di 2 mesi, intervallati da un mese di pausa. Il sito riza.it consiglia di evitare i rimedi a base di tarassaco in caso di calcoli alle vie biliari, ulcera gastrica e duodenale. Come sempre consigliamo di rivolgersi al proprio medico e non utilizzare il fai da te quando si tratta della propria salute.

 

 

Controindicazioni ed interazioni

Il tarassaco è da evitare nei casi di ulcera gastrica e duodenale e di calcoli alle delle vie biliari. Tenere inoltre presente che può favorire l’iperacidità gastrica, ulcera peptica.Il tarassaco interagisce con antidolorifici, amari, diuretici e ipoglicemizzanti. (*)

Bibliografia

riza.it
dottorperuginibilli.it
Mangiar Sano e Naturale di Michele Riefoli

 

 

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Claudio Monteverdi
Naturopata, esperto di alimentazione naturale, rimedi naturali, floriterapia ed altre tecniche per il benessere. Convinto sostenitore dell'approccio olistico e del vivere etico e sostenibile. Fondatore e direttore del portale BenessereCorpoMente.it
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