Superare ansia e rabbia con il respiro: impariamo una tecnica

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“Non esiste pratica più elevata del controllo del respiro. Essa elimina ogni impurità ed accende la fiamma della conoscenza” (Vyasa).

Quando siamo arrabbiati perdiamo lucidità e travolgiamo tutto e tutti. La rabbia prende il sopravvento su di noi. Succede lo stesso durante un attacco d’ansia o di panico. Sentiamo una morsa al petto, la respirazione si altera; ci sentiamo ingabbiati e impauriti. Non abbiamo mai il controllo delle nostre emozioni negative. Ci lasciamo travolgere passivamente senza neppure renderci conto del loro arrivo. Il problema è che ogni emozione negativa ci toglie energia.

Un attacco furioso di rabbia e uno stato di ansia prolungata modifica la nostra respirazione, ci rende meno lucidi nelle decisioni e molto più stanchi. Un momento di gioia, invece, ci ricarica e ci rinfranca.

Come fare per aumentare i momenti di gioia?

Semplicemente trasformando le emozioni negative. Chi soffre di attacchi di panico diventa molto più consapevole di altri. L’attacco di panico compromette la quotidianità e, chi ne soffre, teme che da un momento all’altro possa perdere il controllo di sé stesso e divenire vittima di questo disturbo, quindi impara a percepirlo per tempo e ci lavora, trasformandolo nell’immediato.

La stessa cosa dovremmo fare noi quando sentiamo il sopraggiungere di un’emozione negativa. Dovremmo lavorare col respiro. Il respiro viene spesso sottovalutato. Utilizzando il respiro, utilizziamo un mezzo che è parte di noi da sempre. Il respiro smuove interiormente le energie e le riequilibra.

La respirazione è vita, non solo perché ci tiene in vita ma perché attraverso di essa riusciamo a migliorare la qualità della nostra vita. Non occorre attingere a fonti esterne se abbiamo un mezzo eccezionale per riuscire a rinascere.

Come superare ansia e rabbia con il respiro

La tecnica che sto per proporti è molto semplice e molto conosciuta. Riuscirai così, se ne avrai voglia, a portarla nella tua vita. Le tecniche di respirazione dello Yoga (Pranayama) sono parecchie, più o meno difficili. La maggior parte di queste andrebbero trasmesse e praticate, inizialmente, con un insegnante qualificato. Come spiegavo in un precedente articolo, il respiro deve essere gestito e incanalato nel modo corretto. Essendo il veicolo dell’energia diviene benefico se indirizzato correttamente e dannoso se utilizzato male.

Respirazione addominale, una tecnica

È una respirazione molto nota ma è importante sottolineare quanto sia utile per abbassare l’energia ed evitare il proliferare di pensieri venefici. Puoi farla da solo senza problemi. Puoi anche lavorarci quando l’emozione negativa sta per travolgerti, trasformandola.

Poni le mani sotto le ultime costole, le costole fluttuanti, nella zona del diaframma, che divide il torace dall’addome. I palmi sono ben aperti, le dita sono vicine e si sfiorano.

Inspirando dal naso, gonfi la pancia; espirando dal naso, la sgonfi.Tieni controllata la parte alta, la zona toracica, perché la respirazione adesso deve avvenire più in basso. Abbassando la respirazione, porti giù anche l’energia che non andrà più ad alimentare il mentale e, con esso, tutti i pensieri negativi che l’accompagnano.

Questa respirazione puoi farla sul cuscino da meditazione, zafu, a gambe incrociate, se riesci o su un panchetto in legno, se ne possiedi uno. Altrimenti steso su un tappetino o sul tuo letto, con le gambe piegate, in modo da avere la schiena completamente aderente.

Un’altra alternativa può essere il divano di casa, in posizione semi-distesa. La cosa importante è che la parte del diaframma sia aperta, quindi non incassarti, non chiuderti. Devi partire avendo quella zona non contratta.

La respirazione deve essere decisa, in modo che la tua mente trovi un altro appiglio. Devi spostare i tuoi pensieri sul respiro. Stai comunque attento a non forzare eccessivamente. L’espirazione deve essere prolungata. In questo modo svuoti totalmente i polmoni ed elimini le tossine mentali.

Quando sei preda di rabbia o ansia, la tua espirazione è più corta.

Non essere pretenzioso con te stesso, inizialmente, se vedi che la tua espirazione non è completa. Lo diventerà.

Parti con cinque minuti al giorno, per poi arrivare a dieci o anche più. E, soprattutto, utilizzala nei momenti di difficoltà. Puoi fare la respirazione addominale sul posto di lavoro, anche in piedi, se non riesci altrimenti. Nessuno ti vede. Respiri e tranquillizzi la mente.

Se la tua mente è molto irrequieta, puoi creare un altro appiglio, aggiungendo la ripetizione mentale del mantra: Om. Inspirando ripeti Om, espirando conti “uno”, fino ad arrivare a venti. Poi riprendi. Altrimenti ripeti Om senza contare. Scegli la tecnica migliore per te. Puoi utilizzare questa respirazione anche prima di addormentarti, per favorire il sonno. In questo caso, falla pure con le gambe distese.

Se ti accorgi che la respirazione addominale non è sufficiente, che la rabbia, l’ansia e le paure non si allentano, devi pensare di lavorare con una respirazione più forte, che sciolga i nodi più profondi. Dovrai pensare di passare al Rebirthing.

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