Storia di un massaggio metamorfico: l’empatia che porta benessere

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Il Massaggio metamorfico rappresenta un momento di assoluta sacralità dove pensieri, desideri, progetti ed emozioni si incontrano con le nostre radici fino a toccare le vette più alte.

In questo articolo racconteremo un’esperienza diretta, reale per comprendere meglio come il massaggio non sia uno scambio tra cliente ed operatore, ma l’incontro di due esseri preziosi.

Daremo un nome immaginario al protagonista di questa storia vera per garantire la sua riservatezza.

Tutti cerchiamo il Benessere

Un giorno di Settembre arriva una telefonata e con il mio solito entusiasmo rispondo ed ascolto la voce squillante di questa madre, che amorevolmente si prende cura di suo figlio. Angel (nome inventato) ha 11 anni, soffre di ritenzione idrica, riuscendo a non urinare per svariate ore; è cieco dall’età neonatale con due protesi color nocciole messe lì a sostituire i suoi occhi; i medici sospettano anche lievi forme di autismo per Angel, che da anni non parla emettendo solo mugugni per comunicare.

Fissiamo il primo appuntamento, giorno ed orario, decidendo insieme di iniziare il ciclo di trattamenti con un particolare tipo di massaggio olistico: la tecnica metamorfica .

Incontrare l’altro è incontrare noi stessi

Suona il citofono e la mia adrenalina va a mille quando sento il primo suono emesso da Angel; dopo qualche istante arrivano alla porta dello studio una donna ed un ragazzino snello che si aiuta negli spostamenti con un bastone bianco.

Fisso i suoi occhi e con voce alta li accolgo, ma Angel ha forti momenti di rabbia, di paura e risponde con gridolini e lacrimoni. Lì capisco che non occorre presentarmi come riflessologo, ma semplicemente come Stefano.Lì comprendo che sto incontrando anche me stesso. Studiando Angel, le sue gambe scattose, le sue mani, le espressioni del suo viso, i suoi calci al pavimento ed il suo rifiuto ad incontrare le mie mani, non vado via ma gli rimango accanto.

Il potere dell’empatia nel massaggio metamorfico

Angel, minuto dopo minuto, incontro dopo incontro, impara il suono della mia voce, l’odore della candela ed il calore della stanza. Nota i cambiamenti del tono della mia voce, impara che posso cantare, che posso ridere, che posso sussurrare.

Il massaggio parte finalmente ed il primo punto trattato è la testa, il riflesso dell’ipotalamo sul cuoio capelluto. Un massaggio nuovo, non scritto sui libri o imparato ai corsi di formazione. Un massaggio ispirato dalle mani di Angel che guida le mie sulla sua testa, come se sapesse come funziona, come se conoscesse i trucchi del massaggio.

E’ un massaggio metamorfico che ha il sapore dell’incredibile, perché gli scatti di ira lasciano lo spazio ad una danza leggera, i calci al pavimento lasciano il tempo ad un dondolare nel ritmo della musica di sottofondo, i lamenti vengono asciugati da suoni di apprezzamento, le lacrime scivolano via lasciando gli occhi chiusi. Angel sembra entrare in uno stato catartico ed io lo seguo.

Partire insieme per ritrovare il sorriso

Con Angel non posso prendere nessun appuntamento per praticare il massaggio con lui, perché con lui ogni incontro è una lezione per imparare a sorridere. Anche quando scalcia, quando allontana le mie mani, quando alzandosi in piedi mi invita a ballare o a farsi prendere in braccio per cullarlo.

Durante gli incontri tecniche di riflessologia plantare si confondono a risate, manovre di massaggio alla schiena e massaggio sportivo si trasformano in scherzi e spintoni.

Per me Angel è “un fratellino” con cui percorro una fetta di cammino. Un fratellino che non posso curare, non posso salvare, per cui non posso diagnosticare nulla non avendone le competenze, ma posso permettere a lui ed anche a me di sorridere insieme.

Ed Angel sorride, ridacchia gradualmente, ride sempre di più prendendomi in giro mentre nasconde il viso tra i cuscini.

Portare frutto è essere un frutto

Con Angel il massaggio metamorfico diventa viaggio verso il benessere, verso lo sfruttare bene questa vita facendola fruttificare, essere un pezzo di Bene per sé stessi e per gli altri.

Angel non ha gli occhi ma mi scruta in profondità. Non parla ma sa cantare benissimo le melodie che porta nel cuore.

Per il mondo Angel è diverso, ma per sé stesso Angel è unico, irripetibile, prezioso!

Angel cammina con un bastone ma è capace di volare e di farmi volare.

Angel è unico. Io sono unico. Tu che leggi sei unico!

Stai sorridendo vero?

Il massaggio che trasforma
Il massaggio che trasforma
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