Sonnolenza dopo i pasti: cause e rimedi

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Quando ci si addormenta all’improvviso dopo ogni pranzo e anche dopo un pasto leggero, nonostante il sonno notturno sia stato regolare, è un segnale che qualcosa, nel nostro organismo, non funziona correttamente. Questo torpore è, infatti, indotto da una mancata ossigenazione del cervello provocata, a sua volta, dal fatto che il sangue viene convogliato verso gli organi digestivi, cosa necessaria per la digestione.

Cause patologiche della sonnolenza dopo i pasti

Il fegato

Il fegato è il primo ad essere preso in questione: un suo cattivo funzionamento dovuto ad esempio, a qualche forma di epatite, rallenta il processo digestivo affaticando completamente l’organismo. Il medico, per scoprire un’eventuale epatopatia nascosta, prescriverà delle analisi del sangue specifiche, quali GOT, GBT, Gamma GT e Fosfatasi Alcalina. Potrebbe esserci anche una carenza di acido folico, cioè una forma di anemia causata dai bassi livelli di vitamina B9, così come una carenza di ferro entrambi responsabili della sonnolenza post prandiale.

L’alcool

L’assunzione di alcolici, oltre ad un’alimentazione sbilanciata, affatica il fegato, il quale non performante, genera ammoniaca e non riesce a detossinare l’alcool, causando sonnolenza diurna e un sonno affatto ristoratore. Infatti, è stato dimostrato da studi scientifici che c’è una relazione diretta tra l’ammoniemia, quantità di ammoniaca nel sangue e il sonno: troppa ammoniaca incide sulla sonnolenza diurna e modifica la qualità del sonno.

Apnee ostruttive del sonno

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Un’altra causa potrebbe essere la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno OSAS: chi è affetto da questo disturbo non si rende conto di dormire male per un respiro molto faticoso e interrotto a tratti, provocando nell’organismo sonnolenza e spossatezza.

Tiroide

Le patologie tiroidee, in particolare l’ipotiroidismo, possono dare sonnolenza dopo i pasti, così come il diabete o la sindrome metabolica; questi ultimi, comunque, danno anche altri sintomi molto più considerevoli e degni di nota.

Comprendere le cause

Dal punto di vista psicologico, la voglia di dormire dopo il pranzo e la cena, può essere determinata da altri fattori quali forme depressive o disturbi bipolari della personalità, da forte stress per superlavoro, ma anche semplicemente da noia.

In presenza di tale sonnolenza anomala occorre combattere la causa del problema e agire su essa. È importante parlarne con il proprio medico che farà fare degli accertamenti attraverso analisi ed esami per verificare eventuali patologie da curare.  Importante è iniziare a modificare le proprie abitudini alimentari, senza saltare i pasti, consumandoli con calma, preferendo pietanze nutrienti, ma leggere e porzioni poco abbondanti.

Alimentazione corretta per evitare la sonnolenza dopo i pasti

Cosa non mangiare

Sedersi a tavola e consumare un primo, un secondo, il dolce, la frutta e del caffè non è corretto poiché si tratta di accostare cibi incompatibili tra loro. La digestione è tanto più complessa da causare nello stomaco un ambiente iperacido per l’intestino, una pericolosa flora fermentativa. Il primo segnale è la sonnolenza post prandiale accompagnata, spesso in questi casi, da flatulenza e meteorismo. Il rischio delle intolleranze è molto vicino. Quindi buona regola è consumare dopo il “piatto forte” solo una portata di verdure, cotte o crude che oltre a saziare, apportano sali minerali utili e preziosi per sostenere l’organismo nei cambi di stagione.

Consumare, pertanto a pranzo, pasta al ragù come primo e panino con salumi, pesce, carne, uova o formaggi come secondo piatto, è dannoso all’organismo. I rischi sono disturbi della pelle, gastrointestinali, perdita di energia e sonnolenza dopo pranzo.

Cosa mangiare

Consumare, invece, pasta con verdure, riso con aromi, pasta al pesto come primi a scelta e a seguire sempre verdure cotte o crude, è vantaggioso per l’organismo. In questo modo la cellulite se ne va, così come la ritenzione idrica, le infezioni sono meno frequenti, i gonfiori addominali diminuiscono e si previene lo stato influenzale.

Per la cena evitare hamburger con formaggi, uova e pancetta, salumi e formaggi, carne e frutta; si rischierebbe la formazione di residui tossici nell’intestino, danni renali, perdita di calcio nelle ossa.

Preferire, altresì, le uova al pomodoro, la bistecca con dell’insalata, il pesce e le verdure alla griglia e a seguire sempre verdure cotte o crude. Questo pasto consente una digestione ottimale, previene la stipsi, promuove un’epidermide idratata e protetta e fa perdere peso, stoppando i chili di troppo.

Accorgimenti alimentari

Carne e pomodori sono cibi particolarmente acidi, quindi occorre condirli nel modo giusto, in modo da proteggere l’organismo dall’eccesso di acidificazione che alla lunga può provocare gotta, renella e calcolosi biliare. Cucinare la carne con timo e rosmarino compensa l’acidità della carne grazie alle loro proprietà alcalinizzanti. Usare per lo stesso motivo, erbe aromatiche nel cucinare il pesce. Non condire i pomodori e gli ortaggi particolarmente acidi con aceto o limone: la loro combinazione porta alla possibile formazione di acido benzoico. Usare, invece, olio extravergine e sale, possibilmente integrale o rosa himalayano.

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