Sindrome della crocerossina (o crocerossino): quando l’aiuto può far male

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La sindrome della crocerossina o crocerossino individua il comportamento di chi nel suo quotidiano è sempre volto all’aiuto dell’altro e nel fondo del suo cuore sente di poter salvare il mondo.

Molto spesso puoi trovare questa definizione attribuita maggiormente alle donne ed è chiamata anche “sindrome di Wendy” personaggio femminile nella storia di Peter Pan, ma se osservi bene è un comportamento che appartiene anche a molti uomini.

I salvatori del mondo

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Se ti senti di appartenere alla schiera dei crocerossini o hai accanto qualcuno che lo è, saprai bene che i crocerossini si sentono delle persone buone e assertive. Anche chi si relaziona con loro percepisce la loro bontà e affabilità.

Si ha la sensazione che non abbiano bisogno di niente e di nessuno.

In effetti è quello che i crocerossini trasmettono con la loro grande disponibilità e la loro voglia di aiutare tanto da essere spesso associati alle figure dei super eroi invincibili. (Wonder Woman per le donne e Superman per gli uomini). Le loro frasi preferite sono “ci penso io”, “io ti salverò”.

Cosa si nasconde nel cuore di chi ha la sindrome della crocerossina (o crocerossino)

Chi sente un bisogno impellente di essere di aiuto durante l’arco di tutta la sua giornata probabilmente nasconde nel cuore l’esigenza di essere riconosciuto, visto, considerato, ringraziato nello stesso modo in cui ha donato.

Aiutare è un gesto nobile se fatto con equilibrio e consapevolezza. Se diventa un gesto mosso da un bisogno non fa bene né a chi riceve aiuto né a chi aiuta.

Perché l’aiuto può far male a chi riceve aiuto?

Sembra un paradosso leggere che l’aiuto può far male, ma è un’autentica verità. Se aiuti una persona che non vuole essere aiutata e non te lo ha chiesto, stai violando il suo volere e il suo sentire, stai invadendo il suo territorio. Ma, più di ogni altra cosa, stai interferendo nella sua vita.

Se una persona sta vivendo un momento difficile, una sua prova personale e non chiede aiuto, probabilmente sente in sé la forza di affrontarla.

Magari il momento difficile le è accaduto per permetterle di scoprire qualcosa di nuovo, per cambiare direzione, abitudini, per apprendere. L’intervento e l’aiuto non richiesto può deviare la persona dalle sue lezioni di vita, dal suo destino.

Perché l’aiuto può far male a chi aiuta?

Chi aiuta mosso da un bisogno, rivolge fuori da sé le attenzioni per non ascoltare ciò di cui ha bisogno lui stesso.

Spesso non ascolta le sue esigenze e, talvolta, si sacrifica per l’altro al punto di annullarsi. Quando non ti consideri e pur di far felice il prossimo e ti fai andare tutto bene, non ti stai amando. Se nella relazione dici spesso “va bene tutto quello che scegli tu”, stai reprimendo i tuoi bisogni e desideri. Se i bisogni di chi ti sta accanto vengono per primi stai impostando la relazione su un disequilibrio che si può trasformare in dipendenza o co-dipendenza affettiva. Inoltre, puoi vivere con l’aspettativa che prima o poi tutto quello che dai ti torni indietro, ma è impossibile che accada perché hai fatto credere all’altro non solo che lui è più importante ma che tu sei la Wonder Woman o il Superman della situazione.

Il bisogno di aiutare nelle relazioni

Sebbene si parli di spesso di sindrome da crocerossina nelle relazioni di coppia, preferisco considerare questo comportamento in tutti i tipi di relazione. Chi vive in preda al bisogno di aiutare ed essere utile lo manifesta anche in amicizia, sul lavoro, in famiglia. L’importante è sentirsi utili, considerati bravi, rispondere al proprio bisogno, che è per l’appunto, un proprio bisogno non un bisogno dell’altro!

La capacità di ascoltarsi ed ascoltare

Se ti ritrovi in queste parole e descrizioni di stati d’animo, sappi che l’unico modo per riportare la situazione in equilibrio è dedicare del tempo all’ascolto di te stesso e dei tuoi bisogni.

Come puoi essere di aiuto all’altro e prima non sei in grado di aiutare te stesso? Come puoi essere in grado di donare in modo autentico e amare se non sei in grado di donare a te stesso e amarti?

Il tuo bisogno di aiutare, che spesso porta in sé anche un gran dispendio di energie, ha solo bisogno di essere ascoltato e compreso. C’è una parte di te che ha bisogno delle tue cure e attenzioni.

Un dono prezioso

Solo prendendoti cura di te potrai comprendere come prenderti cura anche di chi ti sta intorno.

Solo imparando ad ascoltare te stesso potrai imparare ad ascoltare davvero l’altro e comprendere davvero se e quando ha bisogno del tuo aiuto.

La propensione all’aiuto è un dono prezioso che davvero può salvare il mondo ma solo se equilibrato e consapevole che è necessario intervenire solo laddove ce n’è davvero bisogno.

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Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.

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