Senna: benefici e proprietà lassative

senna, pianta officinale

La senna è una droga lassativa di origine vegetale, composta dalle foglie e da frutti essiccati di piante appartenenti alla famiglia delle Leguminose: cassia senna e senna indiana, oggi raggruppate sotto il nome scientifico di Senna alessandrina Miller.

Il nome volgare con cui si indica la Cassia angustifolia, Senna, deriva dal nome della regione della Nubia Sennar; il suo significato dall’arabo vorrebbe dire “sanare”.

E’ formata da piccoli arbusti eretti (1-2m) originari dell’Africa Orientale e dell’India. Il fusto è verde pallido, con lunghi rami eretti, foglie composte, paripennate(4/8 paia di foglioline), alterne, e fiori gialli riuniti in grappoli terminali. Il frutto o baccello è un legume che termina con un punto, residuo dello stelo.

Proprietà

Tra tutti i lassativi antrachinonici è la più usata perché economicamente più accessibile, ma anche la più studiata.

E’ ricca di principi attivi come

ma a differenza di questi è raccomandata per il trattamento della stipsi.

Tali principi attivi antrachinonici vengono chiamati sennosidi A e B. Essi sono dei glicosidi diantronici , contenuti in percentuale intorno all’1’5% nelle foglie e al 2,5% nei frutti. Nel fitocomplesso ci sono piccole quantità di sennosidi C e D, glicosidi monomerici ed antrachinoni liberi. Tra gli altri ricordiamo

  • le mucillagini,
  • i flavonoidi,
  • i polisaccaridi,
  • gli acidi,
  • le sostanze minerali.

I sennosidi, di per sé inattivi, si comportano come dei profarmaci; acquisiscono un’azione lassativa soltanto dopo essere stati metabolizzati dalla flora batterica intestinale, che libera gli agliconi e li trasforma in antroni reinantrone e reina.

La reina è il principio attivo della senna e aumenta di molto la motilità del crasso. La senna è anche un antielmintico e febbrifugo. Utile anche in caso di emorroidi, ragadi anali e per l’eliminazione dal tratto intestinale di mezzi di contrasto usati per esami diagnostici radiologici. Abbinata ad altre sostanze, la senna può essere utilizzata prima di effettuare una colonscopia, perché agisce come “pulitore intestinale”.

Come trovare la senna: forme farmaceutiche e posologia

La senna si trova in compresse, capsule, sciroppi, estratti fluidi, infusi e macerati.

La posologia varia a seconda della forma farmaceutica; si consigliano 2ml di estratto fluido, 8 ml di sciroppo o un infuso preparato con 0,5 / 2 grammi di foglie o frutti, meglio se standardizzati in sennosidi.

L’infuso non va fatto con acqua bollente: si consiglia, invece, la tisana per macerazione a freddo, lasciando riposare la droga in acqua a temperatura ambiente per almeno 10/12 ore. In questo modo la preparazione ha più sennosidi e meno materiale resinoso, ritenuto responsabile dei crampi addominali.

L’effetto lassativo si manifesta da otto a dodici ore dopo la somministrazione orale. Il frutto della senna ha un’azione lassativa più blanda.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Gli antrachinoni, principi attivi contenuti nella senna, tendono ad irritare la mucosa intestinale, al fine di provocare evacuazioni volute.

Pertanto questa droga è sconsigliata in caso di sindrome del colon irritabile, occlusioni intestinali, irritazioni intestinali, stipsi cronica, stipsi spastica, stenosi rettale, colite ulcerosa, appendicite, Morbo di Crohn, dolori addominali.

E ’sconsigliata anche alle donne in gravidanza e a ragazzini sotto i 12 anni di età.

Consigli d’uso

Essendo un lassativo antrachinonico è meglio utilizzare la senna in caso di stipsi occasionali e non prolungare il trattamento oltre i dieci giorni. L’assunzione di senna produce discromie urinarie; infatti, in seguito al suo utilizzo le urine diventano bruno-giallastre, se acide o rosse se alcaline. Anche le feci, per presenza di antrachinoni, possono assumere un colorito giallo-arancione.

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