Come scegliere il proprio operatore olistico?

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In un precedente articolo abbiamo visto da vicino le differenze ed i punti di incontro tra la medicina tradizionale e la medicina alternativa. Qui invece vedremo come un operatore olistico arrivi agli occhi delle persone, clienti e non e, come questi ultimi interpretano il suo lavoro ed il suo operato.

Cosa fa un operatore olistico

Il binomio “Operatore Olistico” spiega quasi in toto il lavoro che svolge: opera in maniera umile, perché non fa altro che applicare, sperimentando, adattando, delle tecniche millenarie che mettono le loro radici direttamente nell’Essere Umano e nella Natura.
La disciplina di cui mi occupo ad esempio, la Riflessologia Olistica, ha più di 5000 anni, ma è nata con l’uomo; il contatto, il massaggio, il toccare il corpo dell’altro ed il proprio per lenire dolori ed arrecare sollievo, sono azioni innate, insite in noi.

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Il termine “Olistico” ha tante sfaccettature ed interpretazioni ma la sua etimologia è ben precisa: dal greco “Olos” = Tutto. L’operatore olistico usa tutte le sue conoscenze per svolgere il suo lavoro, adopera tutti gli strumenti che ha a disposizione per costruire, risvegliare il Benessere dei suoi clienti: empatia, tecnica, studio, esperienza personale, sensibilità, ascolto attivo, esperienza maturata sul campo, il sentire del cliente, la testimonianza di altri clienti. L’operatore olistico vede la persona che si rivolge a lui nella sua globalità.

Benedire il disagio

Di fronte ad un preciso disagio, l’operatore olistico non mira ad eliminarlo come se fosse un nemico, ma benedice quel segnale, perché dal particolare si può arrivare al generale, dalla goccia all’oceano. Nella Riflessologia Olistica non si trattano mai specifiche patologie, bensì queste vengono interpretate, lette, studiate olisticamente per portare beneficio all’individuo nella sua interezza.

Ad esempio un mal di schiena è un buon volano per trattare blocchi emotivi (ad esempio attraverso il massaggio metamerico), oppure dolori muscolari generici o specifici (lombalgia, sciatalgia, torcicollo), rileggere il vissuto del cliente assieme a lui.  L’operatore olistico non tratta casi, numeri, cartelle cliniche, malattie, ma accoglie persone che portano davanti a lui tutte se stesse non lasciando nulla fuori dalla porta dello studio.

Come riconoscere un vero operatore olistico

Le peculiarità che differenziano un operatore olistico da una persona che si improvvisa tale sono:

  • Il suo credo: crede in ciò che dice agli altri? Sperimenta sulla sua pelle la tecnica che pratica? Crede nella tecnica che utilizza?
  • Il suo modo di essere: è gentile? Ha tatto nel porsi come operatore? Usa parole adatte alla circostanza? E’ delicato ed efficace nell’attività che svolge?
  • Le competenze: studia costantemente aggiornandosi? Modella il suo sapere in base alle persone? Sa essere flessibile nell’uso delle sue conoscenze a seconda dei diversi casi?
  • È veritiero: dice la Verità che percepisce durante il trattamento?
  • È onesto: applica dei prezzi “giusti” ai trattamenti? Sa venire incontro a necessità economiche particolari dei suoi clienti? Conosce il valore della gratuità, cioè offrire i trattamenti senza aspettarsi un ritorno?
  • E’ sensibile: si accorge per tempo di eventuali disagi del cliente? Ascolta il vissuto del cliente senza emettere giudizi o sentenze?

La caratteristica che non deve però mai venire meno e sorregge tutte le altre è la gradualità: un operatore olistico non promette miracoli, rispetta sempre i tempi e le procedure della disciplina olistica che propone, strettamente connessi alla gradualità della Salute / non Salute e alla gradualità che pulsa nella Natura intera, compreso l’Essere Umano.

Cerca l’operatore olistico che fa per te

Se cerchi un operatore olistico, egli deve tassativamente avere tutte queste caratteristiche e se anche solo una mancasse, continua la tua ricerca senza accontentarti.

Il tuo Benessere è molto prezioso e non accetta mezze misure. Avere nella propria rubrica il numero di un valido operatore olistico è indubbiamente un vantaggio, per te e per tutte le persone con cui attiverai il passaparola.

Da parte mia un caloroso augurio a tutti gli operatori olistici, me in primis, di continuare ogni giorno questa bellissima opera di gradualità, che porta a ripristinare e far perdurare nel tempo il Benessere nelle persone che si incontrano.

L’operatore olistico perfetto non esiste, ma esistono tantissimi operatori spinti dal desiderio di mettere in circolo Gioia, Benessere, Felicità, Rilassamento, Fiducia attraverso il proprio essere!

Buona ricerca a tutti!

 

 

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