Ritrovare l’autenticità e la pace interiore con Agrimony

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Una delle essenze più importanti e significative tra i ‘dodici guaritori’ del sistema floreale di Bach è Agrimony. Deriva dal fiore dell’Agrimonia Eupatoria, una pianta erbacea perenne, con fiori gialli disposti a gruppi su una spiga conica (analogia con il bisogno degli altri) una parte dello stelo rimane sotto terra (riferimento ad una componente poco visibile o nascosta). Non tollera i terreni acidi e l’ombra, tende a crescere diretta verso il sole (così come la persona che necessita questo rimedio ha bisogno di pace, dolcezza, non accetta la propria parte ‘oscura’). La pianta nell’antichità veniva usata per curare le ferite e come antisettico per la gola (e in effetti anche il rimedio floreale ha a che fare con il chakra della gola e la difficoltà di espressione della propria autenticità).

La personalità Agrimony

Le persone che spiccatamente incarnano la tipologia Agrimony descritta da Bach sono persone apparentemente allegre, con una vita sociale molto intensa, temono il silenzio e la solitudine, gli altri le descrivono spesso come istrioniche, divertenti, spiritose, evitano a tutti i costi qualsiasi tipo di conflitto con gli altri, disposte a molte rinunce pur di piacere e compiacere. Si potrebbe evidenziare, ad uno sguardo più accurato, che reprimono ed evitano di affrontare situazioni spiacevoli, soprattutto evitano il silenzio e il vuoto che possono metterle in contatto con la propria interiorità e le proprie emozioni. In realtà si tratta di una personalità molto emotiva e sensibile, quindi questa repressione e negazione delle proprie inquietudini porta l’individuo ad una sensazione di tormento interiore che è incapace di accogliere; non è raro che per non soffrire si rifugi spesso, anche abusandone, in sostanze che lo portano lontano da sé, principalmente alcool (che aiuta anche a socializzare) e altre droghe, a volte eccede con il cibo, si butta nello shopping o nel gioco compulsivi, o si affida a psicofarmaci ai primi accenni di dolore, tutto pur di mettere a tacere quello che nella sua interiorità preme per essere ascoltato e accolto. Nasconde le proprie difficoltà, non solo agli altri ma anche a sé stesso, indossa una maschera sorridente e prosegue la sua intensa vita sociale. Questo tipo di personalità non ha mai elaborato le ferite del passato che spesso sono alla base di un senso di tormento interiore semplicemente perché si rifiuta di prenderne consapevolezza, le vive come mine non disinnescate nel timore che il dolore possa esplodere e dilaniarlo. Questo rimedio è molto utile in tutte le situazioni di dipendenze, meglio se associato a Cherry Plum (per la perdita di controllo).

Per situazioni transitorie

Quando Agrimony non è un fiore tipologico, cioè non rispecchia la personalità di base, si può usare anche per riequilibrare disagi temporanei. E’ adatto quando si deve affrontare un conflitto e si posticipa continuamente, oppure per favorire l’espressione emozionale e la sincerità, quando non si vogliono fronteggiare problemi o situazioni sgradevoli e si sprecano molte energie nell’evitamento: a volte chi dopo un trauma decide di reagire con ottimismo e mantiene sempre il sorriso spesso sta coprendo il dolore con un atteggiamento di tipo Agrimony. Tra i sintomi e i disagi che possono migliorare con questo rimedio spesso ci sono sonni disturbati per problemi negati, essendo la notte il momento favorevole all’emergere della parte inconscia. Può aiutare anche a migliorare certi tipi di cefalee persistenti, dovute ad un eccesso di autocontrollo nei confronti delle emozioni o di qualche pensiero o preoccupazione soffocata. Anche le problematiche di fegato (rabbia repressa) possono avere beneficio da questo fiore (non a caso questa pianta viene usata come depurativo del fegato in fitoterapia). E’ un rimedio da tenere a mente in tutti i casi in cui ci siano situazioni che generano tormento, come in presenza di pruriti intensi e bruciori. Orozco sostiene che dal momento che ognuno di noi nasconde qualcosa, anche se non siamo Agrimony tipologici, l’applicazione si rivela di grande utilità; essendo poi un’essenza che ‘fa emergere, portando verso l’esterno’, il suo uso si è dimostrato efficace per accompagnare psicoterapie, favorendo l’affiorare di contenuti nascosti nell’inconscio. Inoltre viene considerato un po’ l’ansiolitico del sistema floreale di Bach (Il dottor Bach scriveva che “Agrimony dona la pace al di là di ogni intendimento”). Infatti durante il colloquio il terapeuta presta attenzione alle seguenti parole chiave, che segnalano spesso la necessità di somministrare questa essenza: tormento interiore, irrequietezza, inquietudine, ansia, sofferenza nascosta. Gli si può riconoscere anche una capacità a livello preventivo, infatti aiutando a trovare canali di espressione emozionale riduce la possibilità di cristallizzazione di conflitti a livello fisico.

Un’epoca “Agrimony”

La società consumistica, soprattutto dagli anni 80 in poi, ha incoraggiato molto questo tipo di personalità, con la negazione collettiva del dolore, l’obbligo di sorridere e di mostrarsi sempre felici in mezzo agli altri, magari con un bicchiere in una mano e una sigaretta nell’altra, mostrando una giovialità enfatica poco autentica; l’esaltazione della velocità nel passare da un’esperienza all’altra (con sotteso incitamento a ‘fuggire’ e non soffermarsi sui problemi perché è importante mostrarsi felici); il non accettare neppure una debolezza fisica come l’influenza rifugiandosi in medicine che rendono subito efficienti e ci impediscono di fermarsi anche solo per un pomeriggio; il proliferare di diagnosi di ‘disturbi dell’umore’ con conseguente somministrazione immediata di psicofarmaci; l’etichetta di ‘perdente’ per chi attraversa momenti difficili e mostra la propria debolezza, mentre il vincente deve sempre mantenersi sulla breccia con una vita iperattiva e molto intensa (la nascita delle sostanze ‘stimolanti’ e le nuove droghe come cocaina ed ecstasy). Un’ epoca che premia l’immagine, dove vale la pena di soffermarsi e ricordarsi principalmente non di essere piacevoli, ma di quanto sia piacevole e liberatorio essere essere autentici: il fiore di Bach Agrimony apporta armonia, pace, luce interiore e capacità di trovare dentro di sé la radiosità e la gioia tanto cercate all’esterno.

Effetti “collaterali”?

Secondo alcuni floriterapeuti questo fiore va somministrato con prudenza, si dice che il paziente “Agrimony” sia anche difficile da aiutare, a causa di questa identificazione con la maschera che indossa. Ci sono varie idee in proposito tra gli esperti. In alcuni casi la persona può sentirsi, dopo l’assunzione, precipitata fuori dalla propria zona ‘confort’ e per questo impaurita o angosciata dal prorompere di emozioni soffocate che emergono. Spesso si preferisce non includere questo fiore nella prima miscela di fiori suggerita al cliente: Kramer suggerisce di preparare il cliente prima con Cherry Plum e Sweet Chestnut, e solo successivamente dare Agrimony. Orozco invece sostiene che non bisogna avere paura delle emozioni, ogni persona è diversa dall’altra e ogni reazione sarà diversa anche per chi assume Agrimony: l’essenziale è che il terapeuta accompagni e rassicuri il cliente nel viaggio e che non abbia lui stesso timore delle emozioni che emergono. Di sicuro quando il fiore ha fatto il suo effetto la persona si troverà con una maggiore serenità, calma e pace interiore, maggior consapevolezza di sé e propensione all’autoaccettazione e all’espressione autentica delle proprie emozioni e sentimenti.

Nota della redazione

Agrimony e Resource GoodNight di Guna

Agrimony è uno dei fiori di base contenuti nel preparato Resource GoodNight della  Linea Resource di GunaSi tratta di un composto che raggruppa i Fiori di Bach adeguati per evocare le proprie innate risorse interiori quando si desidera un sonno tranquillo, sereno e ristoratore.  In questo contesto Agrimony rappresenta l’armonia, Aspen la serenità, White Chestnut la pace interiore, Impatiens la tranquillità, Scleranthus l’armonia dei ritmi circadiani, Walnut l’adattamento all’ambiente ed Olive la rigenerazione. L’affermazione positiva che rappresenta la condizione di equilibrio ritrovata con questo composto è la seguente: “Mi lascio accogliere sereno dal sonno, mi abbandono in pace, mi addormento tranquillo, mi riposo, mi rigenero”.

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