Ritmo circadiano: cos’è, come funziona e il ritmo sonno-veglia

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Ritmo circadiano cos’è

Il ritmo circadiano è una sorta di orologio biologico, il cui periodo è di 24 ore; ogni giorno si ripetono periodicamente determinate condizioni nel nostro corpo, ad esempio il ritmo sonno-veglia.

Termine coniato da Franz Halberg, viene dal latino circa diem che significa appunto “intorno al giorno”.

Gli studi a riguardo partono già nel 1700, quando l’astronomo Jean Jacques d’Ortous de Mairan analizzò la pianta di mimosa: le foglie si aprono di giorno e si chiudono al crepuscolo. Una volta messe al buio costante, le piante hanno continuato a seguire i propri ritmi interni, aprendo e chiudendo le foglie. Da qui la scoperta del ciclo circadiano, fenomeno noto da secoli.

Ritmo circadiano e ritmo sonno-veglia

Protagonista del Premio Nobel per la medicina 2017 è proprio il ritmo circadiano, questo complesso meccanismo che regola i ritmi biologici degli esseri viventi, dalle piante agli umani, in sintonia con l’ambiente. Il Dott. Luigi Ferini Strambi, primario del Centro di medicina del sonno dell’IRCSS al San Raffaele di Milano afferma che la circadianità è data sia da marcatori esterni come l’alternarsi buio-luce, sia da caratteristiche endogene, come i geni studiati da tre studiosi Premio Nobel. Il lavoro ha scientificamente dimostrato che siamo impostati geneticamente con un certo ritmo.

Ad esempio, il ritmo sonno-veglia, di cui accennato sopra, è regolato in base alla luce e alla temperatura dell’ambiente; esso controlla la produzione di determinati ormoni e neurotrasmettitori che regolano direttamente l’attività cerebrale. Il sistema alla base di regolazione del processo è controllato, nei mammiferi, da un gruppo di cellule situate in una regione dell’ipotalamo.

Ritmo circadiano, come funziona?

Secondo gli studi ogni giorno è suddiviso in cicli di tre ore, durante i quali il nostro organismo è portato a fare certi esercizi o attività, anziché altri.

Un ritmo non è uguale per tutti; il 60% delle persone è definito “normale” perché ha un’alternanza sonno-veglia che coincide a grandi linee con i marcatori esterni di buio-luce. Un altro 30% ha il ritmo circadiano spostato in avanti e il restante 10% ce l’ha anticipato.

I gufi e le allodole

Coloro che lo hanno spostato in avanti sono detti “gufi”, coloro che ce l’hanno anticipato sono detti “allodole”. L’aspetto genetico è fondamentale nell’orologio biologico, basti pensare che circa il 20% dei geni che conosciamo segue, appunto, il ritmo circadiano.

Importanza della qualità del sonno

Le oscillazioni nell’arco delle 24 ore riguardano il sonno, il comportamento alimentare del soggetto, il rilascio di ormoni, la pressione del sangue e la temperatura corporea. Rispettare l’igiene del sonno, ossia la buona qualità del sonno stesso è importante per la buona salute e il buon funzionamento dell’organismo.

Impatto del ritmo circadiano su vita e lavoro

Importante sarebbe anche fare un lavoro che rispetti il nostro cronotipo, cioè le caratteristiche genetiche dell’essere “gufo” o “allodola”.  Il primo dovrebbe svolgere un’attività che inizia tardi la mattina e finisce tardi la sera, “un’allodola” svolgere, invece, un lavoro che inizi presto la mattina e finisca prima che arrivi la sera!

Ovviamente ciò non sempre è possibile, pertanto si invitano tutti quanti a dormire in maniera adeguata e con una buona qualità del sonno, in accordo con l’orologio biologico interno.

Cosa accade se non si rispetta il proprio ritmo circadiano

Chi non rispetta il ciclo circadiano, secondo quanto dimostrato, ha più probabilità di sviluppare tumori di un certo tipo. In questo caso prettamente oncologico, la cura antitumorale va regolata secondo l’orologio biologico del soggetto, somministrando i farmaci ad orari bel precisi per un migliore risultato della terapia.

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