Reflusso gastroesofageo: i consigli della naturopatia

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Reflusso gastroesofageo, un problema molto diffuso, ma sapete esattamente di cosa si tratta e come fare a gestirlo?

Cos’è il reflusso gastroesofageo

Quando mangiamo il cibo passa dalla bocca all’esofago il quale lo porta dritto nello stomaco. Arrivato nello stomaco  il cibo dovrebbe procedere verso il duodeno e non tornare indietro. Questo avviene grazie al cardias, un sorta di valvola che si chiude non appena il cibo è entrato nello stomaco.  Quando il cardias non svolge correttamente la sua funzione, si manifesta il reflusso gastroesofageo, un disturbo legato alla risalita del cibo e dei succhi acidi dallo stomaco all’esofago.

Il problema maggiore di questo effetto è che mentre le pareti dello stomaco sono abituate all’acidità, quelle dell’esofago non lo sono e così vengono irritate dall’acido e lungo andare si infiammano. Spesso oltre al reflusso  gastroesofageo è associata anche  un’ernia iatale e anche una situazione infiammatoria dell’esofago, l’esofagite da reflusso, appunto.

I sintomi del reflusso gastroesofageo

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I sintomi generalmente si  manifestano  come bruciore dietro lo sterno e rigurgito. I momenti critici di chi soffre di questo disturbo sono a seguito di un pasto abbondante e durante il sonno.  In questi casi il succo gastrico risale più facilmente nell’esofago, anche fino in gola. Per questo motivo a volte si può accusare un senso di oppressione nella zona della gola, quello che può essere definito con un nodo alla gola. Alcuni altri sintomi non direttamente collegabili al reflusso gastroesofageo sono  tosse, asma e anche disturbi del ritmo cardiaco, in ogni caso la diagnosi spetta al medico che prescriverà tutte le indagini necessarie.

Fenomeno in crescita, dopo i 40 anni

A causa dello stile alimentare attuale avere un po’ di reflusso ogni tanto può essere normale (purtroppo!). Se il problema si manifesta oltre le 2-3 volte a settimana, il disagio può diventare una vera e propria malattia che potrebbe cronicizzare.

Il reflusso è un disturbo molto diffuso e in notevole aumento negli ultimi decenni, tanto da essere definito la “malattia del terzo millennio“. Colpisce più le donne che gli uomini. La probabilità di soffrire di reflusso gastroesofageo  aumenta con l’aumentare dell’età, in particolare dopo i 40 anni, anche se in genere le persone più colpite sono quelle di età compresa tra i 55 i 64 anni. In Italia è molto diffuso e colpisce circa una persona su tre. E’ un disturbo più comune nel mondo occidentale dove riguarda circa il 10-40% di tutta la popolazione.

Le cause e il significato psicosomatico

I fattori che possono predisporre al reflusso gastroesofageo sono diversi: 

  • sovrappeso,
  • ernia iatale,
  • mangiare in fretta o in modo disordinato,
  • pasti abbondanti,
  • alimenti “pesanti”, troppo conditi o ricchi di spezie,
  • bere alcolici,
  • il caffè,
  • lo stress,
  • l’ansia, ecc.

In ottica psicosomatica il reflusso e l’esofagite da un punto di vista simbolico rappresentano la condizione in cui non si riesce più a “tener dentro parole e/o situazioni che bruciano”.

Spesso ne soffrono persone che da tempo, troppo, hanno messo a tacere o controllato l’impulso a “sbottare”, a dire finalmente quello che pensano, a fare  una volta per tutte ciò che realmente desiderano: in sostanza hanno esaurito la loro capacità di trattenere emozioni e situazioni dolorose.

Questi disturbi rappresentano una situazione “al limite”, è come se il corpo dicesse “non ce la faccio più”, e così il contenuto gastrico “sfugge dal suo recipiente”, per cercare una via d’uscita, come la goccia che fa traboccare il vaso.

Le cure ufficiali

La medicina accademica, propone farmaci antiacidi o antisecretivi in modo continuo o al bisogno, o anche l’intervento chirurgico. Gli effetti collaterali dell’assunzione continuativa di farmaci antiacidi sono molti e diversi. E’ possibile trovare molte informazioni a riguardo, ma basta leggere un bugiardino. Tra questi si segnala il non assorbimento di molti importanti nutrienti, a causa della riduzione drastica dell’acidità dello stomaco.

Approccio della naturopatia

Per alleviare i sintomi nella fase iniziale anche la naturopatia propone rimedi antiacidi naturali ma  l’attenzione non si esaurirà sulla riduzione del sintomo, bensì si concentrerà sulla cura globale della persona e sullo stile di vita:

  • abitudini alimentari,
  • peso,
  • attività fisica,
  • attitudine mentale.

Non solo. In un colloquio il naturopata potrà indagare sulle cause  dei malesseri che possono avere origini diverse, oltre che nello stile di vita anche nella sfera psichica ed emotiva. Stile di vita e terreno della persona daranno informazioni per individuare il trattamento adeguato e personalizzato.

Alimentazione

Un corretto approccio all’alimentazione non solo inteso come dieta di inclusione e esclusione di certi cibi, può apportare grandi benefici al problema del reflusso. Importante focalizzarsi sui seguenti aspetti: come, cosa, quando. Spieghiamo meglio

Come mangiare: consigli in caso di reflusso gastroesofageo

Con calma

È importante dedicare il giusto tempo al momento del pasto e farlo in tranquillità, senza interruzioni, senza alcun tipo di stress che può essere anche dato da una semplice discussione o dal cellulare che squilla, e possibilmente senza televisione.

Masticare

Inoltre masticare tutto molto bene e accuratamente: la saliva infatti contiene sostanze utili a tamponare l’acidità e la masticazione è fondamentale soprattutto per l’inizio del processo digestivo dei carboidrati.  Dopo il pasto bisogna poi evitare di  sdraiarsi, ma anche di fare attività fisica intensa.

Muoversi dopo mangiato

Una tranquilla passeggiata è per molti essere salutare.

Piccoli pasti

In generale è consigliabile fare piccoli pasti e soprattutto non mangiare se non si è ancora digerito il pasto precedente.

Da notare che queste sono regole generali di buon senso ideali per mantenere in salute il proprio apparato digerente, al di la della problematica del reflusso gastroesofageo che stiamo ora affrontando.

Quando mangiare

È opportuno mantenere una  regolarità delle ore dei pasti, evitando di saltare dei pasti o comunque digiuni prolungati. Regolarità anche nelle quantità: evitare pasti abbondanti. Mangiare poco e spesso.

Cosa mangiare

È consigliabile consumare alimenti nutrienti, freschi e vivi (poco cotti). Evitare i cibi confezionati, evitare o ridurre drasticamente i prodotti da forno e i dolci.  E’ consigliabile associare pochi alimenti nello stesso pasto. Il mono piatto è una ottima soluzione. Occhio alle combinazioni sbagliate come carne e pasta, oppure carne (o pesce) e formaggio all’interno dello stesso pasto. Attenzione ad alcuni alimenti che predispongono all’acidità come spezie, cioccolata, alcol, caffè, menta, alcol, spezie, dolciumi. Ottimi invece l’orzo (da cucinare al posto del riso), il tofu, la patata, lo yogurt bianco (non zuccherato) ed il miso.

Alcuni rimedi naturali

Ogni intervento consigliato dalla naturopatia non potrà che essere personalizzato e coinvolgere più rimedi naturali. Ogni naturopata in funzione del caso specifico potrà proporre rimedi fitoterapici, rimedi floreali, integratori e trattamenti. Tra le tante possibilità ne citiamo alcune.

Fermenti ed enzimi

I fermenti lattici sono un ottimo rimedio per il rafforzamento dell’apparato gastro-intestinale e sono consigliabili per chi soffre di reflusso. Esistono prodotti detti “non gastroresistenti”  che agiscono già nell’esofago e nello stomaco. Lattobacilli, bifidobatteri e altri simili producono vitamine, enzimi e numerosi fattori che concorrono al ripristino dell’ecologia delle nostre mucose Anche l’assunzione durante e dopo il pasto di integratori enzimatici favorisce la buona digestione riducendo il ristagno del cibi nello stomaco.

Trattamenti olistici

Il trattamento craniosacrale è in grado di apportare benefici a chi soffre di reflusso, cosi come trattamenti mirati di riflessologia plantare integrata, effettuati con regolarità almeno per qualche settimana.

Ricette per ridurre i sintomi del reflusso gastroesofageo

Succo verde e succo di cavolo

Succo fresco di verdura verde e succo di cavolo (ottenibile con un estrattore, o anche con una buona centrifuga) : sono  un’ottima cura antiulcera che si può utilizzare anche per il reflusso. Se ne bevono da 3 a 5  bicchieri al giorno. E’ molto efficace, ma non tutti sopportano il sapore forte di questa bevanda.

Kuzu, shoyu e umeboshi

Rimedio Macrobiotico: kuzu-shoyu-umeboshi. Un rimedio che riduce l’acidità, rafforza la digestione alcalinizzando l’apparato digerente, rafforza l’intestino ed anche utile in caso di affaticamento generale. Consiste nell’abbinare tre supercibi della tradizione: il kuzu, un’alga in polvere, il shoyu, soia bio, e Umeboshi, delle prugne fermentate nel sale. Si compone una sorta di brodo o tisana da prendere ogni mattina nei periodi di manifestazione dei sintomi. Per mantenimento o prevenzione può essere bevuta di tanto in tanto.

Ingredienti e preparazione

  • acqua, una tazza
  • kuzu in polvere:  1 cucchiaino da sciogliere in un tazzina da caffè di acqua fredda,
  • 1 prugna umeboshi a cui è stato rimosso il nocciolo (o un cucchiaino di purea)
  • shoyu, 1 cucchiaino

Schiacciare l’umeboshi e mettere il kuzu precedentemente disciolto nell’acqua fredda in un pentolino, portare ad ebollizione e dopo un paio di minuti aggiungere lo shoyu e bollire ancora per altri 2/3 minuti, servire caldo. Bere come se fosse una tisana, o al mattino, o mezz’ora prima del pasto serale.

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2 Commenti

  1. grazie mille. davvero molto interessante. proverò sicuramente il metodo craniosacrale ed il rimedio macrobiotico…anche se la prugna fermentata nel sale sembra poco buona.

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