Rebirthing: rinascere a nuova vita

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Il rebirthing è un’antica pratica che rientra nelle tecniche di respirazione dello Yoga (Pranayama). È considerato il Pranayama supremo, la respirazione più forte e completa e la più risolutiva. Il rebirthing è una pratica utile a tutti e da tutti fruibile.

Lavorare in modo mirato con il proprio respiro porta innumerevoli benefici.

Il rebirthing scioglie ansia, depressione, rabbia, ogni emozione negativa conseguenza di traumi e paure represse, conflitti interiori irrisolti. Lavora sugli attacchi di panico agendo sulle cause che hanno condotto la persona a svilupparli.

Come agisce il rebirthing

Il nome in sanscrito è pranapanagati ovvero “connessione tra l’energia ascendente (prana) e quella discendente (apana)”. Il prana è azionato dall’inspiro, l’apana dall’espiro, quindi “connessione tra inspiro ed espiro”. Non vi è più la ritenzione fra le due fasi.

Veniva praticata da Yogi sia induisti che buddhisti e trasmessa direttamente da Maestro a discepolo.

Il rebirthing è quindi una respirazione connessa ma non c’è iperventilazione. L’energia attivata, grazie alla connessione, si dirige dove serve, su diversi piani. Si giunge, così, ad un riequilibrio fisico, mentale ed energetico.

Il nome inglese “rebirthing” è stato dato da un ricercatore olistico americano, Leonard Orr, che ha portato la pratica in Occidente.

“Rebirthing” vuol dire “rinascita”. Il nome scelto racchiude l’essenza della pratica.

Il rebirthing porta ad una “rinascita”. Si rinasce a sé stessi. La pratica ci ripulisce da paure, traumi, schemi mentali, limiti e ogni sorta di scoria mentale che, negli anni, abbiamo accumulato, vuoi per l’educazione impartitaci, per le esperienze vissute o per convenzioni che seguiamo pedissequamente.

Il rebirthing ci ripulisce dal superfluo e dalle zavorre che ci impediscono di camminare liberamente e, ripulendoci, ci fa ritrovare la nostra vera natura. Riscoprendo ciò che siamo realmente, riscopriamo un nuovo modo di vivere e di vedere la realtà. Quindi avviene una vera e propria “rinascita”.

Respirare correttamente per evitare squilibri

Come ho scritto in precedenti articoli, bisogna fare attenzione a come si utilizza il respiro.

Il respiro, se ben attivato e condotto, dona innumerevoli benefici. Se utilizzato male, invece, apporta disastrose conseguenze.

Ho conosciuto diverse persone, nel corso degli anni, che mi hanno raccontato di pessime esperienze avute proprio con il rebirthing e, per tale motivo, ritenevano la pratica molto pericolosa. Nessuna di loro, purtroppo, ha mai più voluto utilizzare il rebirthing.

Forse sarà successo anche a qualcuno di voi. In questo caso siete stati sfortunati nell’approccio. Forse avete trovato insegnanti che non vi hanno personalmente seguito in modo consono o che vi hanno trasmesso la pratica nel modo sbagliato.

Come dicevo e come asseriscono i Maestri e i testi di Yoga, il rebirthing è la respirazione per eccellenza: potente, forte, in grado di trasformare completamente la vita di una persona.

È proprio perché è tanta l’energia che si mette in moto che i benefici apportati sono immensi. Ed è proprio per questo motivo che questa respirazione scava molto in profondità e scioglie i nodi interiori.

Non c’è da spaventarsi, però. Mentre si respira, accompagnati dal proprio insegnante o Maestro, si rimane sempre in uno stato di consapevolezza, quindi non si vivono stati alterati di coscienza.

Se questo accade o se è accaduto ad alcuni di voi, è dovuto al fatto che non avete lavorato con il rebirthing!

State molto attenti a chi vi propone di respirare ad occhi chiusi o a chi non vi segue personalmente; la respirazione dell’allievo va seguita in ogni istante.

Con gli occhi completamente chiusi, la mente continua a proliferare e, nonostante si pensi il contrario, ci si allontana dalla concentrazione e dall’interiorizzazione.

Il mio consiglio, per evitare guai, è quello di iniziare il rebirthing con sedute individuali, quindi farsi trasmettere la pratica direttamente da un insegnante o da un Maestro per acquisirla in modo appropriato e renderla, così, più efficace e benefica.

Il respiro risana e trasforma

Dicevo che il respiro smuove l’energia. Infatti chi respira male ha poche energie; spesso dorme male, si stanca facilmente, è poco concentrato e via dicendo. Senza contare i vari disturbi fisici e mentali correlati.

Il respiro scioglie le cause di tutte le nostre paure e risana il corpo.

L’energia si muove intelligentemente; non mira a sconvolgerci, perché il nostro organismo è spinto sempre a salvaguardarci e a mantenere l’equilibrio. Se si è in grado di rivivere il trauma pregresso, senza turbamenti, lo si rivive, altrimenti l’energia stessa lo trasforma e lo si metabolizza sotto il livello della coscienza.

Le nostre paure ed insicurezze sono frutto di traumi subiti. Ne ho parlato in un precedente articoloCi si sente meglio e rivitalizzati dopo aver sciolto il nodo che ci reprimeva e ci impediva di vivere pienamente.

Per questo motivo affermo che “l’energia è intelligente” e che il respiro è il mezzo più risolutivo che ci è stato donato per trasformare la nostra vita.

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