Quello che gli altri pensano di te

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uomo applaudito, riconoscimento

Ci vuole coraggio per mettere da parte quello che gli altri pensano di te

Ci vuole coraggio per ammettere che molti dei nostri comportamenti, modi di fare e addirittura strade di vita intraprese sono influenzati quasi totalmente dal bisogno di riconoscimento, dalla necessità conscia o inconscia di ricevere l’approvazione degli altri per ciò che siamo e facciamo. Ci vuole coraggio per mettere da parte quello che gli altri pensano di te, per andare oltre le apparenze di un bel vestito, di un diploma, di un titolo scritto su un biglietto da visita e scegliere chi siamo veramente accogliendo i nostri veri bisogni.

Ascoltare e accettare i nostri bisogni

Lo psicologo Abram Maslow ha ben analizzato i bisogni dell’essere umano e li ha inseriti in una piramide che parte dai bisogni primari fisici (fame, sete etc.) fino ad arrivare al bisogno di autorealizzazione.

Piramide_maslow

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La piena autorealizzazione, non può avvenire se non viene soddisfatto il bisogno di stima, di riconoscimento. Quest’ultimo ci permette di avere fiducia in noi stessi e nel prossimo, ci dà consapevolezza delle nostre capacità e la forza per esprimere i nostri talenti.

La frustrazione di questo bisogno crea dei blocchi che ci impediscono di muoverci con naturalezza nella vita: rimaniamo imbrigliati in una continua ricerca di approvazione da parte degli altri che se non soddisfatta ci conduce in uno stato di sfiducia e bassa stima di noi stessi.

Anche se fai fatica ad ammetterlo quello che gli altri pensano di te, è importante e ti influenza!

Famiglia e società

L’origine di questa frustrazione può essere cercata nella nostra infanzia, nell’educazione famigliare. Questa può essere stata o troppo presente ed elogiante creando una sorta di “abitudine al complimento” che continuiamo a cercare anche nel corso della vita adulta e senza la quale non ci sentiamo bene con noi stessi, oppure molto assente creando in noi un estremo bisogno di essere visti, approvati e riconosciuti dal mondo esterno. Questo bisogno può diventare così forte da dominarci facendoci perdere chi siamo veramente, la nostra essenza: possiamo arrivare così a vivere in un luogo che non ci piace, a fare un lavoro per cui non siamo portati, ad indossare vestiti scomodi che non ci fanno sentire a nostro agio.

Osservati e ascolta

Quanto è importante per te il giudizio altrui? Quante cose hai fatto e fai per essere come gli altri ti vogliono? Quanto ti senti bene quando qualcuno ti approva? Quante volte sei amorevole altrimenti temi l’altro possa andarsene?

Ripeto che ci vuole coraggio per ammettere che siamo intrappolati nel bisogno di riconoscimento che è sano se è una conferma rispetto alla stima che abbiamo di noi stessi, poco sano se sostituisce l’autostima con la stima che gli altri hanno di noi. Questo si manifesta con le frasi che ci diciamo, spesso senza accorgercene “se piaccio loro allora valgo” “se mi amano e mi cercano allora sono degno d’amore”.

Il che significa che se l’altro non c’è non esistiamo!

Riconoscersi senza riconoscimento

Se riesci a diventare consapevole di essere intrappolato nel bisogno di riconoscimento puoi cercare di sentirti bene con te stesso senza l’approvazione degli altri. Puoi prendere quello che gli altri pensano di te e metterlo da parte. Puoi ascoltare e cercare chi sei, chi vuoi essere e che strade vuoi intraprendere nella vita a prescindere dal parere di famiglia, amici, società. Puoi Riconoscerti senza chiedere niente a nessuno se non al tuo cuore.

 

 

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