Primi mesi del neonato: i consigli della puericultrice

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I primi mesi del neonato sono mesi importanti, perché l’arrivo di un figlio desta sempre un po’ di ansia ed aspettative nei neo genitori. Ecco perché è importante imparare a decodificare il linguaggio del neonato ed i suoi bisogni.

Le domande frequenti ai primi mesi del neonato.

  • Come si prende in braccio un neonato?
  • Come farò ad interpretare il suo pianto?
  • Avrà mangiato abbastanza?
  • Come faccio a capire quando ha fame?

Queste sono soltanto alcune delle domande che spesso i miei genitori si fanno appena avuto il loro bambino.

I bisogni del neonato e il linguaggio del corpo

Il neonato, sin dalla vita prenatale, comunica i suoi bisogni attraverso il linguaggio del corpo. In particolare, alla nascita utilizza un linguaggio che permette di mandare dei chiari segnali rispetto ai suoi bisogni primari

Gli apprendimenti precoci, che vengono indicati come i primi elementi nella costruzione progressiva delle strutture mentali e delle funzioni psichiche, dipendono dalla relazione del feto poi neonato con i suoi caregivers [chi si prende cura di lui, ndr] e dalle esperienze ambientali in cui  egli si trova immerso.

È infatti già nel grembo materno che il bambino risponde a stimoli tattili sonori ed inizia a sviluppare la sua personalità.

Alla nascita è già presente nel bambino una forma e una capacità di Intersoggettività molto prima che il bambino sia capace di comunicazione verbale ed elaborazioni simboliche.

L’importanza di ricreare l’utero materno

Nei miei tanti anni di esperienza, ho potuto appurare come sia fondamentale ricreare l’ambiente uterino durante i primi mesi di vita

È importante strutturare il lettino dove dormirà il neonato in maniera tale che, una volta adagiato, il piccolo possa percepire limiti dello spazio che occupa.

Oggi in commercio si trovano molti ausili che permettono di ricreare l’ambiente uterino in tutta sicurezza. Anche la fasciatura consente di ricreare quello stato nel quale il bimbo ha vissuto per nove mesi e che tanto gli  forniva sicurezza.

Decifrare il pianto nei primi mesi del neonato

Sarebbe molto importante durante i corsi preparto affrontare in maniera sicuramente più approfondita il tema del pianto del neonato. Molto, troppo spesso i genitori arrivano impreparati all’evento anche riguardo a come affrontare e relazionarsi con il pianto del neonato.

Gli adulti attribuiscono al pianto una valenza di sofferenza, dolore.  Ma nel neonato sappiamo che ciò avviene in una piccolissima parte. Il pianto infatti è l’unico mezzo che il neonato ha a disposizione per poter comunicare con l’adulto di riferimento.

Il pianto come mezzo di comunicazione del neonato

Soffermarsi sull’importanza di accettare ed accogliere il pianto come unica forma di comunicazione del neonato, sarebbe già un ottimo lavoro per i neo-genitori.

Il bambino piange in maniera differente a seconda delle situazioni in cui si trova.

Il pianto di dolore

Il pianto di dolore è differente da quello per fame e da quello del sonno. Ecco perché sarebbe utile fare il lavoro di apprendimento in questo senso.

Ascoltare i suoi bisogni e sintonizzarsi su di essi: l’istinto materno

L’istinto materno non fallisce mai, per questo motivo  è importante liberarsi dalle ansie e dalle paure che caratterizzano  questo momento  e per far sì che la nostra essenza più profonda emerga al punto tale da riuscire a connettersi con quella del bambino.

Come liberarsi dai luoghi comuni e dalle interferenze dei cari

Nelle corso della mia professione ho spesso aiutato le neo-mamme ed i neo-genitori in generale a sbarazzarsi di quelle sovrastrutture mentali limitanti, nei primi mesi del neonato, anche attraverso l’utilizzo della floriterapia. Mi riferisco a luoghi comuni ed aspettative da parte di persone esterne rapporto genitori/bambino (parenti, amici e conoscenti). Tutto questo per permettere una perfetta connessione tra la triade mamma-papà-bambino/a.

Fiori australiani e neomamme: rimedi utili per i primi mesi

I fiori australiani o Bush flowers, scoperti sviluppati dello psicologo e biologo Ian White, rappresentano un valido sostegno per le grandi emozioni che le donne e le coppie di neo-genitori si trovano ad affrontare dopo il parto Durante l’allattamento

Il rimedio Equilibrio donna ed Emergency aiutano notevolmente in questo periodo in cui alcuni fattori se fisiche e motivi possono alterare uno dei momenti più gioiosi del per le neo mamme.

Stress stop ed energy, per supportare la donna che la sensazione di non farcela in particolare per i numerosi risvegli notturni e per la stanchezza generale tipiche nel periodo dei primi mesi del neonato.

Le Essenze sono completamente naturali e possono essere assunte tali quali sotto la lingua o massaggiate dolcemente sul corpo oppure vaporizzate nell’ambiente.

Bush gardenia è il rimedio ideale per risolvere eventuali conflitti tra mamma e papà che potrebbero insorgere le prime settimane di vita del neonato

Per contenere la gelosia ed il disagio tra fratellini sorelline più grandi, può essere utile utilizzare Mountain devil capace di risolvere le ostilità e sviluppare tenerezza accettazione e amore per il nuovo nato.

Una curiosità: capire la personalità del neonato dai tratti del volto

Secondo gli psicologi prenatali, attraverso lo studio della psicologia del linguaggio e comunicazione corporea è possibile interpretare il carattere ed il temperamento dei neonati già a pochi giorni di vita. In particolare, la morfopsicologia, scienza ideata dallo psichiatra francese Luis Cormano, studia le caratteristiche della persona a partire dalla fisiognomica, la scienza che studia le caratteristiche della personalità attraverso la lettura del volto.

A partire dai tratti presenti nel volto, in uno stretto rapporto tra forma e psiche, si guardano la forma della testa, del viso, degli organi di senso, occhi, naso, bocca, ed altre parti del corpo, oltre alla struttura ossea, ai muscoli e alla pelle, che consentono al bimbo di manifestare all’esterno la sua interiorità. “Ogni aspetto del corpo va osservato con cura, perché nulla è casuale” afferma Corma.

Sintonizzarsi con il neonato

Intuire già durante la gravidanza, quali siano le caratteristiche personali del neonato, è estremamente utile per rispondere al meglio alle sue necessità. Ciò consente di creare una buona intesa e di gettare le basi per un buon attaccamento genitore bambino prima della nascita.

Lo Psicologo prenatale Dott. Gino Soldera, afferma che l’utero sia la prima culla del bambino in cui viene protetto, nutrito e amato. Egli consiglia di sintonizzarsi da subito con il neonato per creare un legame profondo attraverso una comunicazione tattile, verbale e psichica (bonding) che lo aiuti a crescere sano, sereno e sicuro, offrendo stimoli adeguati ed imprinting positivi al fine di favorire la crescita della sua mente e lo sviluppo della personalità futura

Per concludere: l’importanza della istintualità

Le nostre generazioni digital spesso ci fanno sentire avvantaggiati rispetto a quelle del passato anche in relazione ad eventi naturali come il divenire genitori.

Tuttavia, oggi più che mai si riscontrano delle difficoltà nella gestione dei figli rispetto ad un tempo in cui c’erano sicuramente molti meno mezzi di sostentamento ma molta più istintualità, soprattutto nei primi mesi del neonato.

È proprio su di essa, l’istintualità genitoriale, che spingo a forgiare l’esperienza della maternità e paternità, con un occhio di riguardo certo al progresso scientifico, ma senza dimenticare il nostro lato ‘animalesco ed istintivo’.

Perché spesso è quella parte dell’essere umano che non sbaglia mai.

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Bibliografia

 

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