Prevenire le malattie dei bambini giocando

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Malattie dei bambini: diciamoci la verità, quanto preoccupano noi mamme?

Malattie dei bambini: partiamo dal principio

Non c’è persona al mondo che conosca meglio i nostri figli di noi mamme.

Quello che viene chiamato istinto materno non è solo un mito o una leggenda, ma semplicemente realtà. Il nostro ruolo è, quindi, fondamentale nell’accompagnare i bambini in un percorso di crescita più sano e sereno possibile, laddove sano e sereno sono due concetti profondamente collegati.

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Questo non significa che il bambino non debba incontrare difficoltà o non si debba mai ammalare. Ma  grazie alla nostra attenzione e azione consapevolmente indirizzata, possiamo aiutarlo a trovare la sicurezza e la stabilità per poter attivare gli strumenti atti adatti a superare gli ostacoli (tra questi, la malattia) che naturalmente incontrerà nel suo percorso di crescita.

Desidero quindi portare in questo articolo il frutto della mia esperienza  di mamma e operatrice olistica. Invito inoltre i genitori ad allargare la loro visione dal campo fisicoquindi dai sintomi delle comuni malattie, per andare ad esplorare il campo emotivo e relazionale, punto di partenza per una buona prevenzione.

Prevenire dall’origine: crescita, cambiamento e conflitto emotivo nel bambino

Secondo gli studi del dottor Hamer  e di noti psicologi e ricercatori, le malattie hanno origine dal conflitto emotivo e da meccanismi di pensiero negativi che spesso ne derivano.

La malattia, secondo questi approcci,  è la ricerca del nostro corpo di trovare un nuovo equilibrio in un momento di cambiamento e crisi.  Viene quindi naturale, pensare all’infanzia, fase della vita sottoposta a costanti cambiamenti. La prima prevenzione da parte di noi genitori può essere quindi una maggiore attenzione alle fasi critiche e di cambiamento e l’attivazione di varie strategie di comunicazione con il bambino, così da portare alla luce della consapevolezza i nodi critici per poi scioglierli.

L’importanza dell’osservazione per passare all’azione

Già dai primi anni di vita dei nostri figli possiamo capire quali sono i loro punti di forza, quali le loro difficoltà  e  quali modalità ogni bambino utilizza per rispondere alle sfide che la vita gli propone.
Ogni bambino, infatti, ha una sua individualità e le sue tendenze.
Non è un caso che il periodo di crescita dove più si ammalano i nostri figli sia il primo anno in cui entrano nelle istituzioni scolastiche: asilo nido o scuola materna e non è un caso che il mese di settembre, momento in cui iniziano le scuole, coincida con le prime sindromi influenzali.
È, infatti, questo un periodo di forte cambiamento: qui il bambino deve lasciare il nido materno per entrare in uno spazio nuovo, dove troverà altri bambini e con i quali, per la prima volta dovrà condividere spazi e materiali. Questo avvenimento per molti bambini è causa di stress e tensioni in quanto non tutti gli spetti di questo cambiamento vengono recepiti e accolti con gioia ed entusiasmo.

La fiaba come terapia

Per la mia esperienza di madre uno strumento fantastico di  prevenzione e guarigione è rappresentato dalla fiaba. Come scrive Bruno Bettelheim nel suo libro “Il mondo incantato” la fiaba, mentre intrattiene il bambino, gli permette di conoscersi e favorisce lo sviluppo della sua personalità. Questo strumento, secondo lo scrittore, fa emergere i meccanismi inconsci di conflitto del bambino e  i suoi bisogni; la vittoria del protagonista della storia si proietta nell’inconscio dell’infante e diventa la propria vittoria rispetto ad un determinato conflitto nella vita reale. Per questo motivo i piccoli hanno bisogno di sentire sempre lo stesso racconto e lo richiedono fino a quando hanno superato il conflitto in questione; le difficoltà del protagonista rispecchiano quindi le sue sfide.

Yoga e aura soma: la prevenzione a portata di tutte le mamme

Anche lo yoga può essere un valido strumento da utilizzare nella prevenzione con i nostri figli.
Possiamo giocare agli animali e imitare le loro forme, saranno le scelte dei nostri figli e le posture da loro create a dirci quali sono le parti del loro corpo aperte e sciolte,  quali quelle chiuse o tese su cui bisogna portare apertura e rilassamento. l’importante, da parte nostra, è conoscere i principi basilari di questa pratica e se possibile consultarsi con un insegnante di yoga specializzato nell’infanzia.

La respirazione

Un altro modo di utilizzare la pratica yoga è agire sulla respirazione  giocando con i suoni delle vocali: con i più piccoli può essere divertente imitare i versi degli animali, quali ad esempio la mucca, la pecora, l’asinello,  allungando la vocale fino a far finire l’espiro.

Stimolare i bambini

Possiamo stimolare i bambini dicendo loro “Fai il verso più lungo che puoi”. Oppure, ad ogni età, giochiamo con loro a pronunciare più volte le vocali in questa sequenza: u, o, a, e, i. Questo agirà sui principali centri energetici chiamati chakra: sul primo chakra agisce la u, portando radicamento, sicurezza e stabilità; la o agisce su secondo e terzo chakra aiutando l’intestino e il sistema digestivo, portando gioia e calore; la a agisce sui polmoni portando coraggio e capacità di agire. Influenzando il cuore, apre alla relazione e alla voglia condividere i propri spazi senza lasciarsi invadere. La e agisce sulla gola, sulla comunicazione e stimola la creatività; infine la i agisce sul terzo occhio, centro legato all’intuito e alla guida verso un giusto agire.

La classica prevenzione

È importante, quando vogliamo prevenire le malattie dei bambini con integratori, prodotti fitoterapici o omeopatici, affidarci ad un esperto che, grazie ad una attenta valutazione, possa consigliarci sui prodotti migliori. Infatti come più sopra ho già accennato, ognuno di noi ha la propria individualità e non tutti i rimedi sono adatti a tutti.

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