Pitaya: frutto esotico per mantenersi in forma

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E’ importante inserire nell’alimentazione qualche nuovo cibo soprattutto se si tratta di frutta o verdura. Oggi vi parliamo della Pitaya il frutto prodotto dalle piante di cactus dalla specie Hylocereus originaria delle aree del centro e sud America in particolare sud del Messico, Guatemala, Costa Rica, El Salvador e diffusa anche in tanti paesi dell’Asia.

Il frutto del Drago ed i suoi colori

Viene anche chiamata “Dragon Fruit” o “Frutto del Drago” forse a causa della sua forma e dei suoi colori. Il suo peso è tra i 150 ed i 5/600 grammi ed il suo sapore si avvicina a quello del kiwi e della pera.

La sua polpa è cremosa e contiene semi neri commestibili. Il frutto si può gustare fresco oppure essiccato.

La troviamo in due diverse varietà:

Pitaya Rossa

La Pitaya rossa ha una forma arrotondata e sulla buccia ha delle lingue verdi allungate che avvolgono il frutto. La polpa può essere sia rossa che bianca, ricca di minuscoli semi neri commestibili. Il frutto fresco si conserva per una decina di giorni a temperatura ambiente. Come la pitaya gialla, può essere consumata tagliata a metà e mangiata con il cucchiaino. La polpa rossa aggiunta ai cocktail o ai frullati dà colore e un gusto delizioso. Come la varietà gialla, ha un effetto blandamente lassativo.

Pitaya Gialla

La Pitaya Gialla ha la scorza verde con spine rosa che diventa gialla quando il frutto è maturo. La sua polpa bianca è cremosa ed ha una consistenza succosa. Il frutto fresco è un frutto molto sensibile agli sbalzi di pressione questo complica il trasporto del frutto fresco. La forma essiccata è la soluzione ideale per garantire al prodotto il massimo della qualità.

Le proprietà del frutto del drago

Ricca di vitamina C, vitamine del gruppo B e sali minerali tra cui calcio, ferro, fosforo e magnesio, la Pitaya rinforza il sistema immunitario, l’apparato scheletrico e quello muscolare. Ha proprietà diuretiche Ha un buon apporto di fibre che favoriscono l’equilibrio intestinale.

Il suo consumo fornisce Omega 3 ed antiossidanti tra cui fitoalbumine complesse e licopene. E’ un frutto che dona sazietà, è poco calorico e le sue proprietà diuretiche combattono la ritenzione idrica. E’ pertanto indicato nei periodi di dieta.

Proprietà nutrizionali

100 g di Pitaya intera (di cui edibili circa 55 g) apportano 35-50 Calorie e contengono, all’incirca (fonte humanitas.it):

  • 80-90 g di acqua
  • 9-14 g di carboidrati, fra cui 0,3-0,9 g di fibre
  • 0,1-0,6 g di grassi
  • 0,15-0,5 g di proteine
  • 4-25 mg di vitamina C
  • tracce di vitamina A, tiamina, riboflavina
  • 16-36 g di fosforo
  • 6-10 mg di calcio
  • 0,3-0,7 g di ferro
  • 0,2-0,45 g di niacina

La pitaya è anche una fonte di flavonoidi, importanti sostanze antiossidanti e antiage.

Come mangiare la Pitaya

Frutto fresco

La Pitaya fresca si gusta tagliando il frutto a metà e assaporandolo con il cucchiaino. Se volete potete aggiungere un po’ di limone e poco zucchero o sciroppo di agave. In alternativa potete aggiungerla alla vostra macedonia o frullato.

Il frutto del Drago può dare un tocco originale, di colore e di gusto anche alle insalate, inoltre si presta molto bene ad accompagna i piatti di pesce e di frutti di mare.

Succo di Pitaya

Il succo estratto o frullato viene chiamato “agua de Pitaya” e può essere aggiunto ai cocktail di frutta.

La polpa e la scorza possono essere utilizzati per preparare un ottima marmellata e la polpa può essere utilizzata per guarnire piatti di pesce unitamente o al posto di altra verdura.

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Voto medio su 1 recensioni: Buono

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Pitaya essiccata

Il frutto essiccato si può gustare come snack di metà giornata oppure aggiunto ai cereali (crunchies o muesli) della colazione insieme alle bevande vegetali di riso, di mandorla o di soia.

Insomma, la Pitaya è un frutto molto versatile adatto per tutti: bambini, adulti e anziani e… per tutti i gusti!

Controindicazioni

Non sono note particolari controindicazioni relative all’assunzione di Pitaya, tuttavia è sempre consigliabile accertarsi di non essere allergici a questo frutto se non l’abbiamo mai mangiato prima. Qualora invece scopriste che vi piace molto, non eccedete nel consumo: si tratta di un consiglio valido per tutti gli alimenti.

Approfondimenti scientifici

NCBI (PMC), Metabolic Profiling of Pitaya (Hylocereus polyrhizus) during Fruit Development and Maturation

PubMed, Metabolite profiling of red and white pitayas (Hylocereus polyrhizus and Hylocereus undatus) for comparing betalain biosynthesis and antioxidant activity.

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