Piangere fa bene: 4 motivi per liberare le lacrime e stare meglio

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Piangere fa bene, al di là degli studi che lo confermano vi invito a provare per credere.

È la prima reazione emotiva che esprimiamo quando veniamo al mondo, il nostro “inno alla vita”. Eppure, fin da piccoli ci ripetono come un mantra la frase “non piangere” come se fosse il peccato dei peccati.

Ci viene insegnato che piangere non fa bene. Ma a chi non fa bene? A noi che piangiamo oppure a chi ci è accanto perché non è in grado di stare con la sofferenza? Credo si tratti più della seconda opzione. Chi ci ama non vuole stare male né vederci stare male. Oppure crede che non sia educazione piangere in pubblico, davanti ad altre persone. Piangere è anche un’emozione non accettata a livello sociale. Trascuriamo però quanto può fare male trattenere le lacrime.

Cosa accade dentro di noi quando tratteniamo il pianto?

Vi invito ad ascoltarvi in ogni situazione: davanti alla scienza commovente di un film, in presenza di un grande dolore fisco oppure emotivo.

Provate a prestare attenzione a cosa vi accade mentre trattenete il pianto.

Il corpo si irrigidisce, la gola si blocca, il respiro si trattiene ed il cuore si raggela. Il tutto accade di solito in un tempo breve perché ci hanno abituati che “non si deve piangere” ed ogni volta che le lacrime salgono le ricacciamo giù. Il pianto è una risposta ad un evento che ci emoziona, una risposta spesso non ascoltata.

Perché piangere fa bene: 4 motivi

Piangere fa bene per molti motivi: motivi fisici, interiori e sociali. Ne ho individuati 4:

Dalla tensione al rilassamento

Quando permettiamo alle lacrime di liberarsi, senza trattenerci in alcun modo, tutte le tensioni che l’emozione gioiosa o dolorosa ha creato, si allentano. Tutti i muscoli si rilassano ed il respiro può permetterci di liberare tutta le emozioni che abbiamo sentito e permettere al corpo di ritrovare il suo equilibrio.

Sperimentare intimità ed empatia

Concedersi di piangere davanti ad altre persone ci permette di mostrare la nostra parte più fragile e sensibile. Questo ci permette di avvicinarci all’altro o di far sì che l’altro si avvicini a noi creando intimità, empatia e facendoci sentire uniti.

Un particolare senso di intimità si raggiunge anche con sé stessi anche dopo un bel pianto liberatorio in solitaria. Un’intimità che difficilmente si raggiunge in altro modo.

La pace dopo la tempesta

Poco dopo il pianto, dopo aver sciolto tutte le emozioni, si prova un particolare senso di pace. A seconda della circostanza può durare più o meno a lungo, ma abbiamo la possibilità di spegnere la mente per qualche momento e di stare in contatto con noi stessi.

Il cambiamento di visione

Molto spesso dopo il pianto, l’evento che lo ha scatenato cambia ai nostri occhi e al nostro sentire. È come se avessimo la possibilità di osservare la realtà da una prospettiva più ampia.

E chi non piange mai?

Più spesso sono gli uomini a non piangere mai, ma c’è anche qualche donna che resiste alle lacrime. Sono persone che hanno imparato a trattenere le lacrime sempre, in qualunque circostanza. Ma, poiché il pianto rappresenta un’energia emotiva che vuole uscire per far sì che il nostro sistema psicofisico ritrovi il suo equilibrio, secondo il principio dell’omeostasi, le lacrime cercheranno di uscire altrove. Come sostengo sempre, il corpo parla!

A qualcuno verrà mal di testa o qualche altro sintomo fisico, qualcun altro le sfogherà attraverso le parole o attraverso lo sfogo fisico, altri scrivendo. Ognuno di noi ha il suo modo di rapportarsi alle emozioni, certo è che è sempre bene lasciarle fluire piuttosto che bloccarle per evitare che si blocchino nel corpo creandoci ulteriore disagio.

Gli occhi che piangono di più sono anche quelli che vedono meglio.
Victor Hugo

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