Muoversi per gestire sovrappeso e obesità. Le cose da sapere

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attività fisica, movimento, esercizio, sovrappeso, obesità

Sovrappeso e obesità oramai dilagano,questo è sotto gli occhi di tutti. I motivi di questa sconfitta sono da ricercarsi in molti, troppi, aspetti del nostro progresso e del nostro “benessere”. Gli stimoli obesogenici sono tanti e le armi a nostra disposizione poche, forse questo è il motivo principale.

Forma fisica, sovrappeso, obesità: da dove partire ?

Alimentazione ed attività fisica, i due punti di partenza per il nostro benessere, le 2 più importanti aree su cui possiamo intervenire per prenderci cura di noi stessi. Spesso sottostanno ad interpretazioni che poco hanno a che vedere con il benessere e che inevitabilmente portano all’ennesimo, prevedibile, insuccesso.

Componente fondamentale delle cause di quell’antiestetico ma soprattutto dannoso grasso in eccesso (sottolineo in eccesso perché è solo di quello che ci dobbiamo preoccupare) è la sedentarietà.

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La sedentarietà è la diretta conseguenza della riduzione, ed a volte della quasi completa eliminazione, dell’attività fisica.

Ora è bene, per poter cominciare nel migliore dei modi, fare un po’ di chiarezza nel mare di termini che affollano i nostri tentativi falliti. Tanto per cominciare attività fisica ed esercizio fisico così spesso usati come sinonimi, assolutamente, non lo sono.

Facciamo chiarezza: differenza tra esercizio fisico e attività fisica

Attività fisica.

  • Per attività fisica si intende qualsiasi gesto o azione, inteso proprio come movimento corporeo,della nostra quotidianità, che induce un dispendio energetico. Ad esempio guidare,cucinare,giocare a tennis,ecc… Quindi dire “faccio attività fisica” siginifica semplicemente che “mi muovo”.

Esercizio fisico

  • L’esercizio fisico è, ovviamente, un’attività fisica, ma pianificata, mirata e ripetuta nel tempo con l’intento di migliorare o mantenere la propria forma fisica (o fitness, che va tanto di moda).

Fitness.

  • Con il termine fitness,in ultimo,si intende un insieme di capacità,innate o conseguite con l’esercizio fisico,che ci consentono di compiere determinate attività fisiche. Per intenderci,soggetti con una buona forma fisica possono compiere attività più pesanti,in termini di intensità o durata,rispetto a chi ha una forma fisica peggiore.

Ora, al fine di concatenare tra loro i concetti appena chiariti, possiamo dire che

per smettere di essere dei sedentari dovremmo aumentare le nostre attività fisiche giornaliere (salire e scendere le scale,passeggiare,ecc…)

ma anche inserire degli esercizi fisici mirati, ripetendoli nel tempo,questo farà migliorare la nostra forma fisica.

Questi chiarimenti sono fondamentali al fine di adottare un linguaggio comune che non lasci spazio a libere interpretazioni tipiche del “secondo me”. Il nostro corpo funziona, reagisce e si adatta così come sa fare e reinterpretare questo suo “mondo” può solo peggiorare le cose.

Misuriamo i nostri sforzi

E’ vero sappiamo che dobbiamo muoverci di più, ma come pesare i nostri sforzi?
Partiamo dal presupposto che tendiamo sempre ad ingigantire ciò che facciamo, quindi portare a spasso il cane o fare il giro dell’isolato viene visto quasi al pari di una mezza maratona. Non è così che si contrasta il sovrappeso.

Ci sono diversi modi che vengono utilizzati per valutare l’impegno che le varie attività fisiche comportano. (Non dimenticate che l’esercizio fisico non è altro che una di queste). Tra i più comuni troviamo il massimo consumo di ossigeno (VO2max), la frequenza cardiaca (FC) e gli equivalenti metabolici (MET).

Per un pubblico “fai da te”, che non conosce i meandri della fisiologia sportiva, i MET, che esprimono il costo energetico delle varie attività, sono il modo più semplice per orientarsi ed avere un’idea.

In un aggiornamento congiunto dell’American College of Sports Medicine (ACSM) e il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) sono state definite leggere (es:cucinare, giocare a biliardo, e sì, anche portare a spasso il cane) quelle attività fisiche aventi un dispendio inferiore ai 3 MET, moderate (es:nuotare lentamente, passeggiare a passo svelto) tra i 3 ed i 6 MET e vigorose (es:tagliare la legna,giocare a squash) quelle che superano i 6 MET.
Valutare correttamente il nostro impegno fisico ci aiuterà a ottimizzare tempi e risorse ed a puntare il dito direttamente al traguardo da raggiungere.

 

 

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