Passiflora: proprietà e benefici

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passiflora fiore

Periodo di intenso lavoro, stress psico-fisico e difficoltà ad addormentarsi?

La fitoterapia può venirti in aiuto con un vegetale dalle molteplici proprietà. Parliamo della passiflora incarnata, il cui frutto è comunemente noto come passion fruit. Questa pianta non è solo conosciuta per arricchire raffinati cocktail dal gusto tropicale, bensì anche come valido aiuto nei momenti di stress e per disturbi legati alla sfera nervosa, in particolare l’insonnia.

Descrizione botanica

Si tratta di un’erbacea perenne, rampicante, originaria dei paesi a clima tropicale e sub-tropicale dell’America centrale e meridionale.

In ambito culinario si utilizzano specie e varietà di passiflora differenti da quella incarnata (per esempio Passiflora edulis, comunemente soprannominata “maracujá“) caratterizzate dalla presenza di piccoli frutti, bacche ovoidali, molto simili ad un uovo, di giallo, viola o rosso (a seconda delle varietà) che contengono al loro interno una polpa gelatinosa profumata, di colore verde trasparente dal sapore acidulo e ricca in semi scuri. Si può mangiare la polpa così al naturale, od impiegarla per la preparazione di succhi di frutta, bevande e cocktail.

Passiflora incarnata presente invece, frutti più piccoli, ugualmente commestibili, che a maturazione rimangono verdi e più morbidi al tatto.

Proprietà salutistiche della passiflora

Ai fini erboristici si utilizzano le infiorescenze di Passiflora incarnata (fioritura: fra giugno e settembre), davvero caratteristiche ed appariscenti (con gradazioni che vanno dal bianco al color malva)  ed altresì piccole sezioni di fusto.

Le foglie ed fiori contengono principalmente flavonoidi (circa il 25%)  come la vitexina e la quercetina, e modeste quantità di alcaloidi indolici (fra cui armano, passiflorina, armalina, armalolo), acidi grassi (linoleico, linolenico…), fitosteroli, tannini.

Gli effetti sedativi ed antipatici della passiflora sono ben documentati tanto che la Commissione tedesca E*1 (Agenzia regolatoria governativa sul territorio tedesco), la raccomanda per i disturbi del sonno e dell’irrequietezza nervosa. I flavonoidi sono i principali responsabili dell’azione sedativa (sembra che si legano ai recettori delle benzodiazepine),  mentre gli alcaloidi armanici dell’attività spasmolitica. Quest’ultimi inducono proprio il rilassamento del tessuto muscolare liscio a livello gastrointestinale, bronchiale ed uterino.

Grazie alla sinergia di queste componenti, l’assunzione di un estratto a base di passiflora aiuta ad avere un sonno fisiologico senza risvegli notturni e senza intorpidimento mattutino, ma potrà altresì essere impiegato in caso di crampi causati dalla sindrome del colon irritabile di origine nervosa, dolori mestruali e tosse.

Modalità d’assunzione della passiflora

Infuso: utilizzare 4-8gr (massima dose giornaliera) di droga secca in 150 ml di acqua bollente. Lasciare in infusione 10-15 minuti a coperchio chiuso, filtrare e sorseggiare lentamente una o più volte al giorno o poco prima di coricarsi.

Può anche essere associata ad altre piante ad azione calmante come tiglio (Tillia cordata), melissa (Melissa officinalis) e menta (Mentha piperita).

Ricordo che le preparazioni estemporanee, come infusi e decotti, sono rimedi casalinghi in cui non sarà possibile conoscere l’esatta concentrazione in molecole bio-attive, oltretutto presenti in forma molto diluita. Pertanto per un effetto più certo e riconoscibile sarà necessario optare per preparazioni erboristiche titolate pronte all’uso, quali tinture madri, tinture idroalcoliche ed estratti secchi.

Tintura madre

Per sapere quanto assumerne considerare che sarebbero necessarie 4 gocce di tintura ogni 10 kg del proprio peso corporeo. Pertanto su un soggetto di 60 kg   bisognerà utilizzare 24 gocce (4ggt x 6)  da diluire in un terzo di bicchiere d’acqua, da sorseggiare lentamente  2-3 volte al giorno oppure 15-20 minuti prima di coricarsi.

Estratto secco titolato

In tal caso avremo una preparazione solida, incapsulata o sotto forma di pasticca. Il dosaggio giornaliero varia a seconda del produttore pertanto attenersi a quanto indicato in etichettatura. Sarà fondamentale accertarsi che sia presente in etichetta la dicitura “titolato in vitexina al…%” (o in “flavonoidi totali espressi come vitexina”) seguito dal valore percentuale o numerico. La titolazione è un analisi strumentale che permette di determinare quantitativamente la concentrazione di una o più molecole attive, responsabili dell’azione salutistica.

Se dall’analisi viene riscontrato che quel dato componente è sotto la soglia minima indicata dalle farmacopee ufficiali, significa che l’effetto sarà ridotto se non nullo. Pertanto ritrovare indicato in etichetta questo parametro, ci permetterà di scegliere un formulato che effettivamente svolge la sua attività.

Secondo la farmacopea europea la passiflora deve contenere non meno del 1,5 % di flavonoidi totali espressi in vitexina, calcolati sulla droga secca.

Avvertenze d’uso

La passiflora è una droga relativamente sicura ed ai dosaggi indicati non mostra avere effettivi collaterali considerevoli. In dosaggio eccessivo può portare a sonnolenza e sedazione. Non utilizzare in concomitanza con farmaci ad azione sedativa (poichè ne incrementerebbe l’effetto), con barbitutici ed anticoagulanti cumarinici (tipo Warfarin – poiché le cumarine contenute nel vegetale aumenterebbero in maniera spropositata l’effetto del farmaco).

Sconsigliata l’assunzione in gravidanza (poiché gli alcaloidi indolici possono agire come stimolatori delle contrazioni uterine) e nei soggetti inferiori ai 12 anni d’età.

Curiosità

Il nome “frutto della passione” deriva dal fatto che il cerchio di filamenti colorati del fiore ricorda la corona di spine di Gesù pertanto il momento della passione e della sua crocifissione.

Note

*1:Commissione Tedesca E: valuta ed approva le erbe medicinali basandosi su dimostrate evidenze di sicurezza ed efficacia.

Bibliografia principale

  1. Bettiol, F.F Vincieri, Manuale delle preparazioni erboristiche. Fitoterapici, fitocosmetici, prodotti erboristici, integratori alimentari a base di piante, Milano, Tecniche nuove, 2012.
  2. Capasso, G. granolini, A.A.Izzo (2006), Fitoterapia impiego razionale delle droghe vegetali, Milano, Sprinter-Verlag, 2006.
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