Orto sul balcone: consigli pratici ed ecosostenibili

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Orto sul balcone, una hobby che può dare molte soddisfazioni.

Il desiderio del contatto con la terra

Presi dalla frenesia quotidiana del proprio lavoro sentiamo sempre più la necessità di ritrovare noi stessi nel contatto con la terra. Sia che abitiamo in città o in un piccolo paese di provincia, la voglia di tornare in qualche modo alle proprie origine agricole si fa sempre più sentire.

E negli ultimi tempi questo aspetto si è tradotto in un vero e proprio impazzare di orti ovunque ci sia qualche piccolo lembo di terra a propria disposizione. Laddove la terra scarseggia, la mente si ingegna ed ecco un nascere di piccoli orti sul balcone, che spuntano dai davanzali e colorano palazzi e verande dei colori dell’estate.

L’orto di casa al posto del supermercato

Oltre ad essere un buon esercizio mentale, fisico e spirituale, l’orto si rivela altresì una valida alternativa all’acquisto di ortaggi al supermercato. Buona parte della verdura presente sulla larga distribuzione non proviene da coltivazione locali, talvolta addirittura dall’estero, e non si conosce molto sul metodo con cui è stata coltivata. Questo impatta considerevolmente sull’ambiente, sia in termini di inquinamento atmosferico (prodotto per il lungo viaggio che il vegetale affronta prima di giungere sulla tavola del consumatore), ma anche in termini di eventuali diserbanti e fertilizzanti di sintesi utilizzati in campo.
Autoprodursi verdura significa in primis conoscerne e seguirne l’intero ciclo vitale, dal seme al frutto, escludendo trattamenti fitosanitari e riducendo pertanto la propria impronta ecologica.
Ma quali sono gli elementi basilari che possono aiutarci nella realizzazione di un orto pensile anche se siamo alle prime armi?

Come realizzare l’orto sul balcone

Innanzitutto sarà fondamentale la scelta degli spazi e la determinazione dell’esposizione solare. Un balcone rivolto a sud, sarà soleggiato per la maggior parte della giornata, e questo sarà fondamentale per un buon sviluppo di specie come pomodori, melanzane e peperoni. Per conoscere l’orientamento si potrà utilizzare una bussola, osservare dove sorge e tramonta il sole od affidarsi all’applicazione di google maps sul proprio dispositivo smartphone.

In secondo luogo dovremo valutare se acquistare delle sementi o delle piantine già formate. La scelta è personale ma comunque subordinata al periodo stagionale in cui stiamo allestendo il nostro orto domestico. Bisogna infatti considerare che il seme per germinare e trasformarsi nel vegetale vero e proprio necessita di tempo, pertanto se partiamo con le semine di pomodori e peperoni e/o melanzane a maggio inoltrato dovremo essere consapevoli del fatto che raccoglieremo i frutti del nostro lavoro al termine della stagione estiva.
In tal caso caso sarà più funzionale fornirsi di piantine già formate ed eventualmente procedere nella semina delle sole erbacee come, basilico, maggiorana, dragoncello, erba cipollina. Eventualmente l’anno successivo, nel periodo opportuno, si potranno utilizzare le sementi delle specie coltivate effettuando una semina domestica.

Agricoltura biodinamica: una visione olistica

Se volessimo poi rispettare in maniera più completa possibile l’intero ciclo del vegetale e considerare la nostra produzione in chiave più “olistica” potremmo affidarci al calendario biodinamico, una sorta di agenda che indica quali sono i giorni e le ore all’interno della giornata più opportune per effettuare qualsiasi lavoro agricolo, dalla semina, al trapianto alla raccolta.

Secondo l’agricoltura biodinamica, introdotta nel 1924 dal filosofo Rudolf Steiner la terra è considerata un vero “organismo vivente” ed ogni specie presente su di essa risente delle influenze di forze cosmiche provenienti dalle costellazioni dello zodiaco e trasmesse alla terra dalla luna. La qualità del vegetale ottenuto non si riferisce tanto alle sue caratteristiche organolettiche (che sono comparabili con quelle di un vegetale ottenuto con regime biologico) quanto all’aspetto vibrazionale intrinseco del mio frutto, come se fosse un vero e proprio energizzante che lavora sui diversi piani dell’individuo, da quello più fisico a quelli più sottili.

Cosa coltivare nell’orto sul balcone

Scelta della specie botanica: è uno degli elementi fondamentali se volgiamo rispettare in pieno il concetto di ecosostenibilità e biodiversità.
Sia quando scegliamo i semi che le piantine già formate, sarà necessario conoscere la reale specie botanica, identificata con il proprio nome in latino composto da genere, specie ed eventuale varietà.

Inoltre, laddove possibile, preferire “vecchie” specie vegetali, che appartenevano ai tempi passati. Guadagneremo in termini di esperienze sensoriali olfattive e gustative. In tal modo si contribuirà al mantenimento della bio-diversità, sempre più compromessa dalla presenza sul territorio, di specie altamente ibridate e dall’uso indiscriminato di diserbanti.

In ultimo, consiglio di scegliere sementi e piantine provenienti da agricoltura biologica.

Le sementi convenzionali infatti, vengono talvolta trattate con cere che limitano la proliferazione di muffe sul seme stesso (tipo fagioli e fagiolini).

Di per sé questo non costituisce un grande problema, in quanto una volta germinato, il seme si “libererà” di questa cuticola protettiva. L’aspetto da tenere in considerazione è sopratutto legato ad eventuali trattamenti fitosanitari che ha subito la pianta da cui il seme proviene. A maggior ragione se optiamo per piantine già in vaso, accertiamoci che il vivaista le abbia coltivate in maniera biologica.

Dove reperire il materiale vegetale con le giuste caratteristiche

Un aiuto potrebbe arrivare dal portale di civiltà contadina (www.civiltacontadina.it) e dai seed saver (letteralmente salvatori di semi) sparsi sul territorio nazionale. All’interno di questi circuiti gli utenti, si scambiano consapevolmente sementi di specie antiche di qualsiasi vegetale impegnandosi a conservarli e preservarne la specie in esame.

Quale terriccio usare per l’orto

Il  letto di semina e di dimora delle nostre piantine influirà sul loro successivo sviluppo.

Accertatevi che il terriccio che acquistate non sia stato addizionato di fertilizzanti di sintesi (solfato ammonico, nitrato di calcio ecc..).

I vasi dovranno avere uno strato di fondo costituito da giaietto o palline di argilla espansa, fondamentali per un corretto drenaggio dell’acqua in eccesso. L’eccesso di acqua determina asfissia e marciume radicale.

Il terriccio dovrà essere ben sciolto, cioè, non si dovrà compattare eccessivamente o trattenere per lungo tempo l’acqua. Se necessario potrà essere addizionato con il 10% di sabbia.

Si potrà poi arricchire in seguito, con concimi naturali autoprodotti come, ad esempio, macerati vegetali di equiseto, ortica, fondi di caffè, o compost domestico.

Riassumendo, avere un orto in casa è semplice

Questa è una piccola guida che prende in considerazione solo alcuni aspetti basilari per avere un orto sano e ricco. Mettere in pratica questi consigli è molto più semplice di quanto sembri, permettendo di stimolare la nostra creatività nel realizzare spazi verdi domestici ed esseri fautori di un vero e proprio gesto di ecologia per il benessere dell’intera collettività.

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Lucy Halsall
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