Orecchie: disturbi e significati psicosomatici

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Orecchie e udito, cosa rappresentano

Le orecchie sono l’organo dell’udito e dell’equilibrio e comprendono l’orecchio esterno, quello medio e quello interno. Le orecchie rappresentano la ricezione e l’apertura.

L’orecchio esterno e quello medio permettono di captare i suoni; riguardano le informazioni che riceviamo dagli altri o dall’esterno.

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L’orecchio interno permette l’analisi dei suoni e la loro propagazione verso il cervello, oltre a svolgere un ruolo nell’equilibrio; riguarda soprattutto l’ascolto di noi stessi e l’equilibrio in questo ascolto.

Un problema che interessa entrambe le orecchie o una sola riguarda qualcosa che recepiamo o non recepiamo verbalmente dagli altri.

L’orecchio destro, per un destrimane, riguarda il campo affettivo e l’orecchio sinistro ha a che fare con informazioni più razionali. Per il mancino vale, ovviamente, l’inverso.

Orecchie in psicosomatica

Orecchie a sventola

Spesso sono il segnale di uno spirito indipendente.

Significato di un udito debole

Rappresenta mancanza di ricettività: non si ascolta quando gli altri ci parlano e si pensa, invece, a cosa si vuole dire loro. Le persone di tipo visivo pensano molto velocemente e, di conseguenza, quando il loro interlocutore parla, tendono a troncargli il discorso per esprimere quello che pensano. Se la persona non è consapevole di questa tendenza e non la corregge, con il tempo può osservare una diminuzione dell’udito.

In certe coppie anziane, in una delle due persone, si può notare una diminuzione dell’udito, mentre l’altra persona presenta difficoltà di eloquio.  Sovente uno parla al posto dell’altro e l’altro ascolta al posto del primo.

Perdita dell’udito

Indica chiusura: si è riusciti a chiudersi in se stessi per proteggersi dalla sofferenza o dalle critiche, dalla violenza, dalle cose negative dette da chi ci sta intorno. Può anche venire dalla paura di essere criticati; si smette, perciò, di sentire le critiche.

Le domande da porsi sono:” È possibile che non ascolti sufficientemente bene gli altri? Chi o che cosa non voglio sentire? Mi sono forse chiuso dinnanzi ad una persona cara per non soffrire più?

Per migliorare l’udito occorrerà prestare maggior attenzione a ciò che gli altri ci dicono o a ciò che sentiamo. Importante è capire di fronte a chi o a che cosa si tende a chiudere.

Tappi di cerume

Rappresentano i tappi che vogliamo metterci nelle orecchie per non sentire più una o più persone.

Il bimbo che soffre di tappi di cerume può avere la sensazione che i suoi genitori si aspettino che lui sia perfetto; magari vuole chiudersi davanti alle loro spiegazioni, alla loro morale, alle loro critiche che lo fanno sentire in colpa.

Otite

È un’infiammazione all’orecchio; può essere esterna, media o interna a seconda di dove si localizza.

Tutte le forme di otite sono legate alla contrarietà, alla delusione o alla collera rispetto a ciò che abbiamo udito, senza che ce lo aspettassimo, come nelle otiti acute, o a ciò che sentiamo continuamente, come nel caso delle otiti croniche. Possono degenerare in mastoidite quando ciò che si sente “inizia a uscire dalle orecchie” e non lo si sopporta più.

Otite nei bambini

Il bimbo che soffre di otite media è quello più comune: forse si sente contrariato e in collera a forza di sentirsi dire cosa fare e non fare. Gli adulti colpiti da una semplice otite che riguarda un orecchio o doppia che riguarda entrambe le orecchie, possono riflettere sul fatto di aver sentito qualcosa che li ha mandati in collera. Se riguarda l’orecchio destro occorre chiedersi se si è udito qualcosa che ha urtato la propria sensibilità, se riguarda il sinistro, occorre chiedersi se non si stanno ricevendo troppe informazioni negative tutte insieme.

Sordità

È dovuta a calo o assenza di udito: è dovuta a mancanza di ricettività o è risultato di una chiusura. Ci si chiude per non ascoltare gli altri perché non ci influenzino o non ci facciano cambiare idea. Ci si chiude per non sentire più lamentele, dispute, sofferenze altrui o qualsiasi altra cosa possa risvegliarci il senso di colpa.

In caso di sordità ci si può chiedere:” Che cosa non voglio più sentire? Verso chi mi sono chiuso? “

Labirintite

È un’infezione dell’orecchio interno (vedi articolo sulla labirintite). Occorre chiedersi quale rumore esaspera o se si ha l’impressione di fare troppe cose al punto che escono dalle orecchie.

Sindrome di Ménière

Può risultare da un insieme di conflitti interiori. Le vertigini possono indicare un dilemma, in cui il corpo esige una pausa che la mente rifiuta di concedere. I ronzii possono denotare il rifiuto di prestare orecchio al bisogno di fermarsi o alla sofferenza interiore. Il calo dell’udito può essere la soluzione messa in atto pur di non sentire ciò che chiedono a gran voce il corpo fisico ed emozionale.

Acufene

È un rumore interno, prodotto nell’orecchio, che viene udito solamente da chi ne soffre: un sibilo, un ronzio, un rumore sordo, uno scampanellio…

Vi è un aumento della pressione dei liquidi dell’orecchio interno e può comportare perdita dell’udito. Se è accompagnato da vertigini è la cosiddetta Sindrome di Ménière.

Chi soffre di acufene è coraggioso: affronta le difficoltà con ostinazione e determinazione. Dato che lo squilibrio ha a che fare con la pressione dei liquidi dell’orecchio interno, occorre chiedersi se non ci si senta troppo sotto pressione per raggiungere degli obiettivi o delle scadenze prefissate.

Otalgia

È il dolore alle orecchie. Le domande da porsi sono:” Che cosa ho paura di sentire? Cos’è che desidererei sentire e che invece non sento? Cos’è che mi fa male in ciò che sento?

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Iniziazione alla Lettura dell'Orecchio
Iniziazione alla Lettura dell’Orecchio
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Dr.ssa Federica Zanca
Laureata all’Università degli studi di Verona con una laurea magistrale in Pedagogia ad indirizzo filosofico-psicologico nel 1997. Vincitrice di concorso per la scuola dell’infanzia, primaria e per le scuola superiori è entrata di ruolo nel 1990 e ha insegnato con passione per 25 anni continuativi. Ad un certo punto della sua vita, a 39 anni per la precisione, decide di realizzare il suo sogno nel cassetto: diventare naturopata! Madre di 2 figli a quel tempo abbastanza autonomi anche se ancora bambini, si iscrive al triennio parauniversitario dell’Istituto Riza del Dott Morelli, diplomandosi a pieni voti nel 2012 e seguendo i master di specializzazione per i quali si sentiva portata, imparando così tecniche di terapie olistiche con le quali tutt’ora opera. Decide perciò di lasciare l’insegnamento per dedicarsi completamente ad un’altra professione completamente diversa anche se sempre di aiuto agli altri! Lavorare come Naturopata psicosomatico . Nel 2013 consegue il master di operatore del benessere con più di 1193 ore di corso. È stata in questi anni ed è tuttora assistente ai corsi del naturopata Luigi Dragonetti. Si interessa di medicina ; infatti segue i corsi del Dott Penzo sulla medicina del dottt. Hammer. Segue corsi di Igor Sibaldi su tematiche diverse che vanno dall’analisi della personalità all’angelologia. Ha seguito corsi sull’ipnosi regressiva con Manuela Pompas e Brian Weiss. Partecipa a sedute di costellazioni familiari a Mantova tenute dal Dott Silvestri. Tiene serate informative su benessere salute alimentazione e su tematiche altre riguardanti l’aspetto psicologico della persona( autostima, come rielaborare i traumi del passato…) Ha la sua pagina fb Dottssa e Naturopata psicosomatico Federica Zanca dove è possibile vedere gli articoli che scrive e le attività da lei promosse.

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