Onice: la pietra del primo chakra e del coraggio

onice, pietra

La struttura dell’Onice

L’onice è una pietra di colore nero, striata di bianco; è una varietà di calcedonio che appartiene alla classe degli ossidi, del gruppo dei quarzi. Il suo colore dipende dalla presenza di ferro e carbonio nella sua struttura. Si forma dai magmi più freddi attraverso un processo idrotermale.

I tempi antichi

Nell’antichità, Santa Ildegarda attribuiva all’onice caratteristiche curative sia per gli occhi che per la febbre, indicando preparati che combinano questa pietra al vino oppure all’aceto. La stessa pietra veniva anche indicata dalla Santa come rimedio per allontanare la tristezza, contrariamente alle connotazioni negative che le vennero attribuite successivamente.

Le caratteristiche e gli impieghi dell’Onice

Il suo colore nero ci fa subito collocare questa pietra tra quelle che lavorano sul primo chakra, ovvero il chakra del radicamento, dei nostri istinti primordiali e delle emozioni ancestrali.
Il modo in cui l’Onice risuona con il primo chakra, fa sì che questa pietra aiuti a riportare in equilibrio una specifica forma di paura. Questa emozione infatti di solito porta a due reazioni: la paralisi o la fuga. L’Onice lavora sull’aspetto paralizzante della paura, su quelle forme di incertezza e indecisione che nascono dalla paura di muoversi in una direzione, di scegliere.

Onice in Medicina Tradizionale Cinese

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Prendendo in considerazione la Medicina Tradizionale Cinese, l’emozione della paura corrisponde al movimento Acqua (colore nero), al quale sono collegati anche le ossa e l’udito. L’Onice infatti aiuta l’apparato scheletrico rinforzandolo e agevolando la saldatura di eventuali fratture, e inoltre agisce sull’orecchio esterno e interno, migliorando l’udito ma anche metaforicamente mettendoci in contatto con noi stessi, permettendoci di ascoltarci e di percepire la nostra volontà profonda.

Protezione e identità

In questo modo l’Onice lavora sulla paura paralizzante e la trasforma: si prende coscienza di sé stessi e della propria volontà e si acquisisce il coraggio di operare le proprie scelte. Imparando a conoscerci, accettandoci ed amandoci nella nostra interezza ed aumentando quindi la nostra autostima. La pietra permette di affermare sé stessi e le proprie scelte senza lasciarsi influenzare dall’esterno, rafforzando l’identità. Questo tipo di azione è rispecchiata anche dall’azione sul corpo, infatti l’Onice aiuta a rinforzare il sistema immunitario, vale a dire le difese della persona da agenti esterni.

Significato più profondo

Conoscere noi stessi però significa anche entrare in contatto con le nostre ombre, con i lati oscuri della nostra personalità, che spesso rifiutiamo e che magari ci piacciono poco. L’Onice ci permette quindi non solo di conoscerci, ma anche di integrare la nostra parte oscura con quella in luce, nell’equilibrio di yin e yang secondo il quale la luce e l’ombra non esistono l’una senza l’altra. È bene ricordare infatti che questa pietra di colore nero presenta delle striature bianche, pertanto nella sua stessa struttura è evidente questa coesistenza e integrazione.

Gli eccessi

È bene ricordarsi che anche se l’Onice è una pietra che tende ad agire lentamente e quindi ha bisogno di un po’ di tempo per dare dei risultati evidenti, bisogna evitare di eccedere nell’uso.

Come in tutto infatti, gli eccessi portano alla trasformazione degli aspetti positivi in negativi: ad esempio portando un eccesso di autostima a diventare egoismo, o un eccesso di coraggio a diventare imprudenza.

In alcune tradizioni l’Onice è chiamata anche la pietra degli egoisti, probabilmente per questo motivo.

Inoltre, poiché l’Onice agisce sui flussi di energia del nostro corpo, è bene non circondarsi di una quantità eccessiva di questo minerale.

Pendente in Onice facet - Cod 202
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