Omotossicologia: cos’è e cosa cura

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inquinamento, tossine, omotossicologia
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Origine dell’omotossicologia

L’omotossicologia basa il proprio fondamento sullo studio delle omotossine, concetto attraverso il quale, è stata sviluppata dal medico tedesco Hans – Heinrich Reckeweg che può essere considerato a pieno titolo il padre dell’omotossicologia.

Grazie al suo lavoro questa medicina alternativa e complementare nel corso del 1900 è diventata una scelta terapeutica nella maggior parte dei Paesi nel mondo.

Cosa significa

Il termine omotossicologia è composto da tre voci: “omo” che significa uomo, “tossico” che deriva da veleno o tossina, e in ultimo “logia” derivante dal Greco “logos” che significa studio. Ciò permette di definire questa disciplina come medicina alternativa che studia l’influenza delle sostanze tossiche sugli esseri umani, più precisamente, studia come la presenza delle omotossine provochi ripercussioni sulla funzionalità cellulare, e, di conseguenza, verso tutto l’organismo.

Tutt’ora continuano gli studi e le ricerche in campo omotossicologico in tutto il mondo grazie soprattutto ai progressi delle biologia molecolare e oggi più che mai, a 33 anni dalla sua scomparsa, il dott. Reckeweg vede coronato il suo sogno ovvero, creare un ponte tra medicina convenzionale e medicina complementare attraverso l’omotossicologia.

Le malattie secondo l’ omotossicologia

Secondo questa disciplina medica le malattie sono causate dalle così dette omotossine che, quando presenti nel nostro organismo, attivano dei meccanismi di difesa biologici utili contro di esse definendo lo stato di malattia come  l’espressione dello sforzo che compie l’organismo per bilanciare il danno provocato dalle tossine.

Secondo l’omotossicologia i sintomi clinici di una malattia o di un malessere sono le reazioni che possiamo vedere superficialmente a seguito di una reazione del nostro sistema di difesa biologico. In pratica ciò che vediamo non è ciò che in realtà è, pertanto i sintomi non sono altro che il prodotto finale dell’azione difensiva del nostro organismo contro il carico di tossine.

L’origine delle tossine

La domanda ad alcuni sorgerà spontanea, come introduciamo le tossine nel nostro organismo? La risposta è semplice: il mondo nel quale oggi viviamo ci induce a consumare cibi industriali, a respirare aria inquinata, a vivere con ritmi frenetici e stressanti. La somma di tutto questo crea le condizioni favorevoli  per apportare al nostro organismo tossine che, inevitabilmente, andranno a creare situazioni favorevoli per l’innesco di molteplici potenziali patologie e malesseri.

La disciplina omotossicologica interviene in questi casi mediante un approccio bioterapeutico attraverso il quale, il medico omotossicologo, prenderà in considerazione la tipologia di omotossine e di intossicazione del paziente per attuare una terapia di “depurazione” andando a stimolare il sistema di difesa dell’organismo mediante una terapia di regolazione in modo tale da ristabilire l’omeostasi.

Senza l’uso dell’omotossicologia dovrebbe essere il nostro naturale meccanismo di difesa biologico verso le omotossine che, costantemente in allerta, attiva le risposte più appropriate che siano di tipo immunologico, ormonale o enzimatico per proteggere e salvaguardare l’organismo da un eventuale carico di tossine.

Omotossine cosa sono

Sono definite come qualsiasi sostanza tossica per l’organismo umano e ciò che è interessante sono gli effetti che essa provoca sulla cellula. Come detto, possono essere sia di tipo esogeno che di tipo endogeno. Sono di tipo esogeno tabacco, alcool, aromi, coloranti, dolcificanti, metalli pesanti, radiazioni ecc. Mentre quelle di tipo endogeno sono prodotto direttamente dal nostro organismo come prodotti intermedi o di scarto di processi metabolici ad esempio l’ammoniaca, l’anidride carbonica ecc.

“La dose crea il veleno” Paracelso

In omotossicologia non è solamente la sostanza tossica in sé a risultare dannosa pertanto bisogna considerare e valutare il tipo di sostanza, le dosi (cui siamo sottoposti ripetutamente nel tempo) e il periodo di interazione con l’organismo.

Questo significa che una dose elevata di una tossina nel nostro organismo è pericolosa, ma nello stesso tempo potrebbe risultare pericolosa anche una tossina presente in minore quantità, ma a contatto con il nostro organismo per un periodo di tempo più lungo.  Questo permette di constatare che una tossina diventa tossica nel nostro organismo in condizioni ben definite e che non tutte le tossine hanno lo stesso livello di tossicità per i nostri organismi.

I tre pilastri dell’omotossicologia

Il primo pilastro è la disintossicazione mediante l’utilizzo di determinati farmaci di drenaggio a livello linfatico mediante il quale le tossine vengono veicolate dalle cellule e dalla matrice extracellulare al circolo sanguigno e, successivamente, si attua un drenaggio più specifico su organi emuntori per l’ eliminazione delle tossine dai nostri organismi.

Il secondo pilastro utilizza farmaci per l’immuno-modulazione attraverso la quale da un lato le difese vengono mobilitate e dell’altro la reazione difensiva viene mantenuta entro determinati livelli  mediante una terapia regolatoria che protegge il paziente da reazioni infiammatorie correlate al trasporto e alla gestione delle omotossine.

Il terzo pilastro invece utilizza farmaci per il supporto organico e cellulare che contribuisce a un generale miglioramento fisiologico attenuando i sintomi e migliorando la qualità della vita del paziente.

Obbiettivi della medicina omotossicologica

Gli obbiettivi principali di questa disciplina medica alternativa sono il drenaggio e la disintossicazione del corpo dalle tossine, dalle quali dipende la qualità della nostra vita. Nel contempo l’omotossicologia sostiene che qualsiasi trattamento terapeutico tradizionale adottato per la maggior parte delle malattie croniche, se non supportato da opportuni trattamenti omotossicologici bioterapeutici di drenaggio e disintossicazione , sarà un trattamento terapeutico che non avrà effetti benefici a lungo termine e porterà delle recidive della malattia.

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