Olismo: prendersi cura della persona non solo del suo sintomo

Il significato di “naturale”

Il concetto chiave all’interno dei primi testi taoisti, che presentano una visione del mondo in continuo cambiamento e trasformazione, dalla comparsa spontanea della vita alla sua successiva dissoluzione, è il concetto di “naturale”, zì rán ⾃自然.

La comprensione di ciò che è “naturale”, zì rán ⾃自然, si ottiene dalla stretta osservazione della natura, da come le cose vengono in essere e in che modo si comportano, dove gli elementi del mondo naturale possono essere visti come archetipi degli esseri viventi.

La Medicina Tradizionale Cinese muove da questi principi millenari e nel corso dei secoli li approfondisce e li arricchisce, non cambiandoli mai. Le teorie successive si aggiungono nel tempo, con criteri di arricchimento e non di sostituzione, creando quindi piani sovrapposti diversi ma sempre collegati tra di loro.

La medicina occidentale, la medicina orientale, le origini

È interessante notare come questo concetto sia lo spartiacque tra la medicina occidentale e quella orientale e in particolare la medicina cinese.

Nella moderna scienza occidentale, il termine “naturale” ha un significato diverso rispetto alla prima concezione europea. Fino al Medio Evo, “natura” (physis nel pensiero greco) designava l’ordine del cosmo, il manifestarsi di un principio primo (archè) nella molteplicità del reale.

Con diverse sfumature seguiva il pensiero di autori come Platone e Aristotele. Ma solo nel pensiero aristotelico si rifugge efficacemente dal dualismo tra materia e spirito. Il concetto di natura in Aristotele sta a significare l’unità inscindibile tra l’essenza di un fenomeno e il suo presentarsi materialmente alla sensibilità e influenzerà il pensiero scientifico (di tutte le cosiddette arti), quindi anche della medicina, fino a Galileo.

Aristotele e l’unità corpo e anima

Il metodo aristotelico voleva che l’affronto del fenomeno fosse secondo l’interezza della sua manifestazione, non affermando a priori elementi o dati di realtà come inessenziali. L’unità di corpo e anima (sinolo), il concetto di sostanza saranno i cardini di tutta la concezione scientifica fino al 1400.

Galileo Galilei e il nuovo pensiero scentifico

Alla fine del 1500 è Galileo il primo ad affermare esplicitamente i tratti del nuovo metodo scientifico che all’epoca si stava imponendo, in radicale contrapposizione a quello aristotelico. La scienza si occupa solo di ciò che è misurabile e quantificabile con precisione secondo i principi della matematica.

Di conseguenza, l’unico possibile oggetto della scienza è la quantità di materia. Tutto il resto è irrilevante e non può essere oggetto di scienza. “Dào 道 dà origine ad uno, uno dà origine a due, due dà luogo a tre, tre dà ori­gine ai diecimila esseri.” citava Huái nán zǐ淮南子 un testo filosofico taoista scritto prima 139 a.C. in assoluta consonanza con il pensiero aristotelico.

Siamo di fronte a due concezioni precise del mondo, del suo significato e quindi anche della modalità di affronto dell’uomo che soffre, si ammala, vive e muore.

Le conseguenze metodologiche

Appare evidente come le conseguenze metodologiche siano diverse. Da una parte un percorso analitico, di separazione della realtà in frammenti sempre più piccoli, dove prevale la misurazione dell’oggetto rispetto alle sue relazioni, dall’altra un percorso analogico e sintetico, che tende a privilegiare i nessi dai più vicini a quelli più lontani. 季羨林 Jì Xiàn Lín (1911 – 2009) un grande maestro della cultura cinese, nel suo libro “Studi sull’antica civiltà cinese” 《谈国学 Tán guó xué 》, fa notare che la cultura cinese muove da una visione sintetica della realtà al contrario della cultura occidentale che presenta un approccio analitico.

Analisi e sintesi, cioè cura del sintomo e cura della persona

Per esempio, nel pensiero occidentale il punto di partenza della conoscenza avviene attraverso l’analisi dei vari elementi presi in esame, mentre il metodo di conoscenza della cultura cinese ha come punto di partenza la sintesi e l’osservazione del “tutto”. “C’è chi vede gli alberi e non la foresta, c’è chi vede gli alberi e la foresta”.[1]

La cura della persona, non solo del corpo

La conseguenza di questo tipo di impostazione, applicata alla pratica terapeutica, porta ad una cura della persona e non più del solo corpo, dal momento che sono strettissimi i nessi entro cui viviamo.

Mao De Xie[2] affermava: “Yīn xiě (yīn e sangue) è la struttura fisica, jīng shén (jīng = essenza e shén = spirito) è il coordinatore e il comandante del corpo umano (la capacità dell’applicarsi).

La carenza del fisico comporta l’incapacità dell’applicarsi. Il deficit e il consumo di yīn e sangue (yīn xiě kuī hào) provocano affaticamento e perdita di forza, essenza e spirito (jīng shén pí juàn ér fá lì)”.[3]

La medicina tradizionale cinese si pone quindi con tutta la varietà delle sue forme terapeutiche (qi gong, taiji, dietetica, rimedi naturali, agopuntura e moxibustione, massaggio) come ausilio, come strumento per modificare il proprio stile di vita e non solo per alleviare, togliere i sintomi. Prevenzione e cura della persona.

Nel Jīn Kuì Yào Lüè 金匮要略, “Le prescrizioni della camera d’oro”, cap.1 linea 6, uno dei testi classici della medicina cinese, il grande medico Zhang Zhong jing 張仲景 (150—219) scrive:

Una persona deve nutrire se stessa ed essere prudente, non lasciare che il vento perverso invada canali e collaterali; combattere il perverso non appena siano invasi canali e collaterali prima che vengano raggiunti visceri ed organi; appena sensazioni di pesantezza e di stasi si verificano nei quattro arti occorre usare esercizi di dǎo yǐn导引[4], tǔ nà 针灸[5], zhēn jiǔ 针灸 (agopuntura e moxibustione), 膏摩 gāo mó [6] in questo modo i nove orifizi rimarranno liberi”.[7]

Subito dopo continuava: “Inoltre occorre obbedire alle leggi [8], evitare danni da animali, moderare l‘attività sessuale, regolare il caldo e il freddo con vestiti, l’amaro, l‘acido, il piccante e il dolce con la dieta e non lasciare che il corpo si debiliti, allora le malattie non avranno accesso agli interstizi (腠理 còu lǐ)”.[9]

In questa esortazione è racchiusa tutta la saggezza antica e l’arte del curare.

Il significato di cura secondo la Medicina Tradizionale Cinese

Curare nella concezione unitaria della Medicina Tradizionale Cinese non è l’applicazione di una tecnica seppur valida, è uno sguardo completo fino al punto più lontano dell’universo.

Un cammino che terapeuta e paziente fanno insieme. C’è da chiedersi se oggi la Medicina Tradizionale Cinese abbia ancora questa profondità e possa essere considerata ancora un’arte o invece sia stata ridotta alla visione meccanicistica della Medicina Occidentale. Una discreta tecnica con i suoi bravi studi di evidenza.

Articolo di dott. Renato Crepaldi

Note e riferimenti

[1] 只⻅见树⽊木,不⻅见森林林 zhǐ jiàn shù mù, bù jiàn sēn lín

既⻅见树⽊木,⼜又⻅见森林林 jì jiàn shù mù, yòu jiàn sēn lín

[2] Mao DexiLa diagnosi in Medicina Tradizionale Cinese e la terapia delle patologie più comuni nella traduzione di Lucio Pippa e Renato Crepaldi pag 309

[3] 阴⾎血为体,精神为⽤用,体不⾜足则⽤用不能, 今阴⾎血亏耗,故精神疲倦⽽而乏⼒力力.

Yīn xiě wéi tǐ, jīng shén wèi yòng, tǐ bù zú zé yòng bù néng, jīn yīn xuè kuī hào, gù jīng

shén pí juàn ér fá lì

[4] Con il termine Dǎo yǐn si intendono gli antichi esercizi ginnici della tradizione orientale. Per Wang Bing, importante medico della dinastia Tang, Dǎo yǐn significava “scuotere i tendini e le ossa, così come muovere le gambe”

[5] Metodo di regolazione del respiro (espirazione ed inspirazione)

[6] Frizionare il corpo con pasta medicinale od unguento

[7] 若若⼈人能养慎,不令邪⻛风⼲干忤经络;适中经络,未流传腑脏,即医治之;四肢才觉重滞,即导引、吐纳、针灸、膏摩,勿令九窍闭塞;更更能⽆无犯王法,禽兽灾伤;Ruò ruò rén rén néng yǎng shèn, bù lìng xié fēng fēng gàn gàn wǔ jīng luò; shì zhòng jīng luò, wèi liú chuán fǔ zàng, jí yī zhì zhī; sì zhī cái jué zhòng zhì, jí dǎo yǐn, tǔ nà, zhēn jiǔ, gāo mó, wù lìng jiǔ qiào bì sè; gèng gèng néng wú wú fàn wáng fǎ, qín shòu zāi shāng;

[8] Si intendono le leggi naturali nella visione cosmica della tradizione cinese. Dào 道, yīn yáng 阴阳, Wǔ xíng五行

[9] 房室勿令竭之,服食节其冷、热、苦、酸、辛、甘,不遗形体有衰,病则无由入其腠理。Fáng shì wù lìng jié zhī, fú shí jié qí lěng, rè, kǔ, suān, xīn, gān, bù yí xíng tǐ yǒu shuāi, bìng zé wú yóu rù qí còu lǐ.

 

 

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Dott.Renato Crepaldi
Medico di lungo corso ha praticato da sempre la medicina generale nel versante occidentale (per oltre trent’anni è stato medico di base) e in quello orientale.
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