Oli essenziali: guida pratica per una scelta consapevole

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Oli essenziali, meravigliosi rimedi naturali, vi invito a conoscerli.

Olfatto: una doverosa premessa

Affrontare in maniera olistica la propria quotidianità significa innanzitutto porre maggiore attenzione alle proprie sfere sensoriali e percettive.

Fra i cinque sensi, l’olfatto, più di ogni altro, ha la formidabile capacità di evocare in ogni essere vivente ricordi, pensieri, immagini, luoghi ed emozioni. La stessa scienza moderna riconosce questa intima relazione “profumo – psiche” e ciò viene anche utilizzato dal mercato odierno per attrarre il consumatore.

Ma cos’è che stimola in ognuno di noi questo aspetto sensoriale?

Le note aromatiche di un profumo, di un fiore, di una pietanza o di qualsiasi altra cosa profumata, da dove traggono origine?

Premesso che ormai la quasi totalità delle fragranze e degli aromi sul largo mercato è di origine sintetica, esiste comunque una nicchia di prodotti, le cui componenti aromatiche sono esclusivamente di origine naturale, e come tali sono state estratte dal regno vegetale unicamente con processi fisici che preserveranno le caratteristiche chimico-biologiche dell’estratto stesso. Stiamo parlando degli oli essenziali.

Che cos’è un olio essenziale

Dal punto di vista biochimico è un insieme complesso, altamente concentrato, di differenti molecole odorose ed estratto mediante opportuno processo fisico.

Si tratta di un vero e proprio condensato di luce e di calore. Ogni vegetale che ne è ricco, persegue due principi fra loro complementari: un processo di condensazione, che porta alla formazione dell’ essenza ed al suo confinamento all’interno di particolari strutture del vegetale;

un processo di espansione, di diffusione verso l’ambiente circostante, che permetterà alla pianta stessa di essere “visibile” e percepita dagli altri organismi viventi.

Nei secoli passati l’alchimista, molto attento al regno della natura, ha affinato le tecniche con le quali estrarre un olio essenziale, con l’intento di ottenere un concentrato di energia utile all’umano.

Oli essenziali: sostanze pure e completamente naturali

L’avvento della chimica moderna, ha poco a poco introdotto essenze ricreate in laboratorio, confinando sempre di più, quelle provenienti per estrazione fisica da materiale naturale.

Il principio alla base di questa scelta risiede nel fatto che un essenza ricreata in laboratorio sarà standardizzata in tutte le sue componenti, pertanto assicurerà una certa stabilità della fragranza nel tempo, ed un costo della materia prima e del processo enormemente più ridotto.

Ma un olio essenziale è molto di più di una semplice sommatoria di componenti miscelati in maniera stechiometrica in laboratorio.

Unessenza naturale ha una matrice aromatica unica e ciò le permetterà di interagire con ogni soggetto in maniera differente, lavorando sia sul piano fisico che sui piani più sottili dell’essere.

Laromaterapia è proprio la disciplina che studia l’utilizzo degli oli essenziali naturali come supporto salutistico per l’organismo umano.

Variabilità nella composizione di oli essenziali diversi

L’olio essenziale è caratterizzato da molecole aromatiche chiave (key compounds), caratteristiche per quell’olio (le stesse che poi verranno sintetizzate in laboratorio per creare un profumo od un aroma di sintesi) e da un vastissimo gruppo di altri composti presenti anche in minima quantità se non in tracce, che conferiranno al nostro estratto un impronta unica nel suo genere, non riproducibile artificialmente.

L’olio essenziale di Lavandula angustifolia, per esempio, è costituito da due componenti chiave, il linaiolo e l’acetato di linalile. Le molecole citate, dovranno trovarsi al suo interno in determinati range percentuali. Ma unitamente a queste saranno presenti anche numerosi altri composti: monoterpeni (fra cui pinene, canfene, limonene..), sesquiterpeni, alcoli (boreolo, geraniolo..) ed altri ancora.

Le concentrazioni percentuali non saranno mai fisse, ma potranno variare, in relazione a molteplici fattori:

  • la specie botanica, in primis
  • l’età della pianta
  • il terreno su cui è stata coltivata ed i metodi agronomici adottati;
  • l’altitudine
  • la latitudine
  • la temperatura
  • il tasso di umidità ambientale
  • il periodo in cui è stata raccolto il vegetale
  • il processo stesso di estrazione dell’olio.

Le varietà diverse di una stessa specie botanica

Talvolta la medesima specie vegetale presenta varietà differenti, i “chemiotipi, distinguibili per la prevalenza di un composto chiave rispetto agli altri presenti.

E’ il caso del Thymus vulgaris, caratterizzato da chemiotipi a Timolo, a linalolo e a geraniolo; o del Rosmarinus officinalis, con varietà a cineolo, borneolo e verbenone.

Ognuno di questi oli, avendo una composizione differente, esplicherà una diversa azione salutistica.

Detto ciò, è chiaro che la scelta di un estratto di questo tipo,deve essere accurata ed approfondita, a maggiore ragione nel caso venisse utilizzato per aromatizzare pietanze od in ambito aromaterapico.

Come scegliere allora consapevolmente fra i vari prodotti presenti sul mercato?

L’etichettatura in questo frangente giocherà un ruolo fondamentale, anche perché è lo strumento più diretto con il quale il consumatore potrà discernere.

Dovrà pertanto riportare:

  • La dicitura “olio essenziale di” seguito dal nome comune e dal nome in latino della specie botanica estratta (genere e specie, per esempio: Lavandula angustifolia, Romarinus officinalis..). Questo consentirà di identificare la specie in maniera univoca.
  • La parte del vegetale utilizzata: da sezioni differenti della stessa pianta (fiori, foglie, corteccia, radici) si ottengono oli essenziali completamente diversi sia dal punto di vista biochimico che per l’utilizzo che ne consegue. Per esempio: per distillazione dei fiori del Citrus aurantium var. amara si ottiene l’olio di neroli; dalle distillazione delle sue foglie e dei suoi rametti si ottiene il petitgrain; per spremitura della scorza del frutto, l’olio di arancio amaro.
  • La varietà del vegetale o meglio “il chemiotipo”.
  • Il metodo di estrazione adottato (estratto per distillazione in corrente di vapore acqueo, estratto per spremitura, estrazione mediante solventi organi, od estrazione in CO2 supercritica)
  • Il lotto di produzione
  • Il volume in ml
  • Il paese d’origine del vegetale
  • Il metodo agronomico utilizzato per la coltivazione (da agricoltura biologica, convenzionale o da crescita spontanea) ed eventuali certificazioni riconosciute a livello internazionale (AIAB, ICea, Ecocert..)
  • La data preferibile entro il quale dovrà essere utilizzato.
  • Il simbolo di rischio “Xi”, atto ad indicare che il prodotto in questione, può essere irritante per la pelle e le mucose corporee se non utilizzato correttamente.
Olio Essenziale Lavanda
Olio Essenziale Lavanda

Le altre informazioni utili

A queste informazioni basilari, possono aggiungersene altre. Se non sono presenti in etichetta, per questioni di spazio, possono essere riportate su un opuscolo a parte.

Parlo, ad esempio, dell’analisi chimica gascromatografica a campione, per evidenziare le principali molecole target ed i principali range di concentrazione. Questa informazione, potrebbe risultare utile al consumatore per confrontarla con le banche dati esistenti e riconoscere la qualità dell’essenza. Per ragioni di costi, non tutte le aziende possono permettersi analisi simili; pertanto ben venga se presenti, ma non discriminate a priori un formulatore che non ne dispone.

Un elemento da non dimenticare è infatti anche la conoscenza del produttore stesso, che talvolta può rivelarsi una garanzia alla pari di una certificazione riconosciuta.

In ultima analisi valutate il prezzo degli oli essenziali

La materia prima, la manodopera utilizzata per la raccolta e la metodica di estrazione incidono notevolmente sul costo finale. Basti pensare che la resa di un olio essenziale di lavanda angustifolia è di circa l’1% calcolato a partire dal peso delle sommità fiorite fresche(!). Ci sono specie vegetali, quali la Rosa damascena e la Melissa officinalis la cui resa è ancor minore.

Diffidare pertanto da “essenze” (questa la dicitura che talvolta si trova su alcuni prodotti) che costano pochi euro, perché con ogni probabilità sono formulati di scarsa qualità, adulterati con oli vegetali o ancor peggio con molecole di sintesi, pertanto non adatti all’utilizzo umano.

Se siete indecisi nella scelta, rivolgetevi ad un erborista od un farmacista di fiducia, anche alla luce degli elementi sopra esposti. Seguite infine le corrette modalità di utilizzo, in quanto anche se di origine naturale, l’olio essenziale è un estratto fortemente concentrato. Un uso improprio può essere dannoso per l’organismo.

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Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.

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