NutrirSi, ovvero il nutrimento: cibo o affetto ?

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Nutrimento: cosa significa per te? Cosa pensi che voglia dire nutrirsi?

Passeggiando per la città, mi capita di appoggiare gli occhi in quelli di altre persone.
La sosta, che spesso risulta vietata, mi restituisce sensazioni divergenti, che lasciano spazio a conclusioni convergenti. La mia percezione negativa di questo periodo storico viene amplificata dal richiamo che sembra giungere dal cuore di molti, che recita sempre più forte e chiaro:”Ho bisogno di affetto…” . Poi, ogni giorno ci sediamo a tavola due o tre volte.

La mattina tipica di molte persone

Una volta sceso dal letto, viene in tuo soccorso il loop mentale o un bel pensiero travestito da preoccupazione: la giornata inizia all’insegna della diatriba sto nella mente o mi mento?
E così, nella tappa al bagno, siamo pronti x l’appuntamento fugace con l’immagine dipinta sullo specchio, per l’overdose quotidiana di autocritica e giudizio, condita dal tipico regime a compassione zero.
“Ma che faccia hai questa mattina?”
Squilli di tromba e canti avvolgenti accompagnano l’apertura dell’armadio che sembra di un nemico:”Qui non osano più neanche le aquile!”
È qui che dovrai trovare l’entusiasmo di una combinazione decente, che ti accompagni senza clamore fino alla lavatrice della sera.

La colazione, un rito dimenticato

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Il prossimo passo ti aspetta nel frigorifero, se avrai lo spazio per la colazione. Tanti  la fanno al bar o saltano direttamente al pranzo, accontentandosi di un caffè. C’è chi la fa uscendo, chi dormendo. In pochi la considerano un rito, sarebbe meglio sedersi e poter dire di aver mangiato.
Caffè, latte, biscotti o tè, non importa, meglio il silenzio, la pace, magari un grazie, prima di uscire dalla porta. Anche se di nutrirsi non si ha il tempo, fretta, distrazione, ansia vengono assimilate al volo, mentre usciamo veloci come il vento.

Ascensore, auto, o metropolitana

Uno sguardo allo specchio prima di uscire, con una sbirciatina extra per chi ha l’ascensore da chiamare.
“Ma che faccia hai questa mattina?”
Quella di prima!
Ecco appunto…”
Il giudice interiore deve esser messo a tacere.
L’ultimo tratto di strada prima di cominciare a lavorare, può essere un buongiorno mondo!, invece del continuo lavorio mentale. A spasso, fra i pensieri di una persona normale, raramente c’è lo spazio per un sorriso, un gioco, un ben volere.
E così..
Dopo le ore che ti tocca lavorare, giunge l’ora del pranzo, nella quale di qualcosa ti vorrai nutrire.
Quante domande poni al tuo intestino? “Cosa ti va oggi, lo vuoi un involtino?”
Dai al tuo corpo l’attenzione che merita o ti fermi all’acquolina, al “penso che”, all’insalatina?
Così ti siedi ed insieme alla pietanza, il tuo corpo digerisce quello che da questa mattina presto hai nella mente (come sostanza).

Il bis, il dolce e la merenda

Hai sorriso, gioito, e vissuto una mattinata divertente? Bene!
Il tuo corpo ringrazia ed insieme al cibo manda giù l’entusiasmante.
Sei passato attraverso ansia, preoccupazione, tensione?
Il tuo fisico non vorrebbe ma mi sa che ho ragione..
Che ne sarà di questo pomeriggio?
Sorrisi, gioia, piacere oppure un lento e trascurato ammaraggio?
Di cosa ti nutre questa giornata?
Pensi che sia cibo, mentre ogni istante è un’abbuffata.
Silenzi, parole, discorsi, ambienti, in tutti i momenti conviene stare attenti.
Tensioni e stress, nello stomaco il bruciore…
Parole non dette, ecco alla gola il dolore.
Quanto ci pensi, al problema che resta?
Fallo un po’ meno, o avrai mal di testa!
Si avvicina la sera, si torna verso casa, che ne è stato di questa giornata, hai goduto di ogni cosa?

La cena

Il nutrimento è giunto al traguardo, questo momento può esser balordo, hai regalato al tuo corpo un riguardo?
Siediti a tavola ma ripensa allo specchio, quello che hai dentro non è troppo vecchio?
Se non ti sei curato di vivere d’amore, forse stavolta basterebbe un melone.
Questa giornata è appena finita, se ti nutrivi solo dei pasti era facile la partita.
Quello che di triste regali al tuo cuore, dalla mattina alla mattina si trasforma in dolore.
Ricordalo sempre, senza saltare un’ora, il tuo corpo resiste ma non si sa fin quando ancora.
Ciò che ci nutre non è solo un alimento, quello che manca è perché non sei attento.
Apri gli occhi e cerca lo stupore.
E ti consiglio anche un’abbuffata d’amore.

Nutrimento: cibo  e affetto. Non è un gioco

Con questa filastrocca ho voluto giocare, ma ciò che è scritto fra le righe mi sta molto a cuore. Suggerisco di osservare le sensazioni che vivi in ogni attimo, sono quelle che inquinano il tuo corpo. Una volta messo in equilibrio il nutrimento qualitativo quotidiano, mangiare solo ciò che è salutare per l’organismo sarà una naturale conseguenza. L’altro nutrimento di cui tutti abbiamo bisogno è l’affetto. Non avere paura di chiedere e di donare affetto…

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