Nergi: le proprietà del kiwi siberiano, superfood

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Cos’è il nergi

Nergi è un piccolo frutto poco più grande di un chicco d’uva, anche simile nell’aspetto, che all’interno assomiglia ad un kiwi, anche se non è un piccolo Kiwi. La buccia è verde, liscia e sottile, senza peluria esterna, per questo si può mangiare insieme al frutto. Una delle caratteristiche che rendono questo frutto interessante è l’elevato apporto nutrienti, in particolare di vitamina C.

La storia del kiwi siberiano

Il frutto, della specie Actinidia arguta, esiste da secoli ed era già noto come kiwi siberiano, o kiwiberry. Altri nomi usati sono kiwi arguta, baby kiwi mini kiwi. Negli anni Novanta, alcuni botanici neozelandesi hanno incrociato tra di loro alcune piante di questa specie al fine di migliorare complessivamente la loro qualità.  L’Actinidia arguta è una liana rampicante che raggiunge tra i 6 e i 10 metri di altezza. I frutti arrivano a maturazione nel periodo compreso tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, in piccoli grappoli di 4-5 frutti ogni 10 centimetri di ramo. I frutti vengono raccolti a mano.

Di qui sono emerse nuove varietà, che hanno mantenuto le caratteristiche organolettiche e le qualità nutrizionali delle varietà originali, ottenute da impollinazione naturale. Se anche voi che leggete, come me, siete diffidenti in merito alla naturalezza di questo frutto, non preoccupatevi: non si tratta di frutti OGM (Organismi Geneticamente Modificati).

Che sapore ha il nergi e quando mangiarlo

Spiegare un sapore a parole non è certo facile, se non l’avete ancora assaggiato di consiglio di farlo. Potete aspettarvi un sapore dolce, davvero gradevole, non acidulo come quello del kiwi. Mangiare qualche frutto di nergi insieme a qualche mandorla è una ottima idea per uno snack di metà mattina. Ottimo anche perché il piccolo frutto fornisce poco più di 50 Kcal per 100 grammi, circa una dozzina di nergi

Come per tutta la frutta consiglio di non mangiarlo a fine pasto, in quanto potrebbe provocare fermentazione.

Proprietà nutrizionali

Per le sue proprietà nutrizionali il baby kiwi è considerato un superfood come la maca peruviana.

Vitamine

Come già anticipato all’inizio, questo frutto è una ricca fonte di vitamina C e di vitamina E,  entrambe vitamine antiossidanti che aiutano a proteggere il corpo da danni causati dai radicali liberi, molecole dannose per l’organismo.

Le quantità sono sempre da considerare indicative, in quanto le varie fonti riportano dati diversi, che probabilmente vengono determinate dalle diverse variabili in gioco, come la diversa pianta, la zona di provenienza, il diverso grado di maturazione, e così via. Possiamo considerare che 100 grammi di nergi contengono almeno 52 mg di vitamina C e più di 5 mg di vitamina E. In entrambi in i casi si tratta di una parte importante della dosa giornaliera raccomandata, che nel caso della vitamina C varia tra 25 e 60 mg, e nel caso della vitamina E è di 15 milligrammi.

Interessante notare che il quantitativo di vitamina C comparabile o superiore a quello di alcune qualità di arance, del limone, del litchi e del ribes rosso. Ricordo che tra le sue molte proprietà la vitamina C rinforza il sistema immunitario, è antiossidante e migliora l’assimilazione di alcuni minerali, come ad esempio il ferro.

Nergi e Minerali

Per quanto riguarda i minerali il nergi contiene buone quantità di calcio, fosforo, magnesio, potassio.

Conservazione e altre curiosità

Si conserva per 3 giorni a temperatura ambiente, per una settimana in frigorifero.

Questo frutto è noto in Europa  soltanto dal 2005 in Europa grazie ad una società francese specializzata nella coltivazione di mini frutti. Durante un viaggio in oriente lo staff dell’azienda ebbe l’opportunità di scoprire  questo frutto, risultato di incroci naturali, e ne apprezzò fin da subito le sue preziose proprietà nutrizionali. Fu così che ne acquistò i diritti di produzione per il territorio europeo, avviandone poi il commercio. La scelta del nome “nergi”  deriva da “energy”, energia.

Per questo motivo Nergi è un marchio registrato. In italia le prime coltivazioni sono state avviate nel 2013. Le aree di coltivazione sono concentrate in Piemonte, nella zona di Cuneo. I frutti sono in vendita soltanto dal 2015, ed ora sono disponibili anche in alcune catene di supermercati.

 

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