Musica: un balsamo per l’anima

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La Musica: un sacro annuncio

Credo che la società moderna abbia fortemente bisogno di ritrovare e di rivivere il valore sacro della musica. Un tempo, nell’antichità, ad esempio in India, in Egitto, in Persia, in Cina e in molti altri luoghi della terra, la musica veniva eseguita soprattutto durante rituali e cerimonie sacre e non esisteva musica “di sottofondo” come diremo oggi, o di intrattenimento.

Tra i vari rituali quelli legati alla guarigione erano i più frequenti poiché la musica ha un incredibile valore terapeutico. La musica è inoltre un ponte che collega la nostra componente terrena alla nostra componente divina e ci aiuta a ristabilire questo collegamento necessario per il nostro equilibrio e per la nostra evoluzione.

La Musica: dalla natura agli strumenti musicali

Il suono del mare, di un ruscello, il suono del vento tra le foglie degli alberi, oppure il canto degli uccelli… tutto nella Natura è musica e costantemente risveglia il senso musicale dell’uomo. L’uomo, da parte sua, ha creato gli strumenti musicali per esprimere il proprio sentire e le proprie emozioni. È sempre molto interessante far comprendere come ogni strumento dell’orchestra classica vibri, risuoni, energizzi una parte specifica dell’essere umano. Come capire questo? È abbastanza facile: basta osservare il modo in cui viene suonato uno strumento. Vediamone alcuni esempi.

Il flauto traverso, l’arpa e il tamburo

Il flauto lo si suona portandolo all’altezza della testa, le note escono ovviamente grazie al fiato emesso dalla nostra bocca, quindi questo strumento si trova posizionato all’altezza della testa, ossia del piano mentale. Quindi possiamo dire che il flauto vibra, smuove, energizza tutta la sfera del pensiero e possiamo anche aggiungere che aiuta a sviluppare la saggezza.

Per quanto riguarda l’arpa, questo strumento si appoggia sul petto e con le mani quasi lo si abbraccia. Il petto è la zona del cuore, il cuore sono i sentimenti, quindi l’arpa energizza e mette in vibrazione tutte le nostre emozioni e possiamo anche dire che aiuta a sviluppare il senso del donare, come l’amore per il prossimo.

Il tamburo invece lo si posiziona tra le gambe e lo si percuote colpendolo dall’alto verso il basso. Così la zona del nostro corpo interessata è quella del chakra di base, il muladhara; quindi il tamburo energizza e crea il nostro collegamento con la terra, con le nostre gambe, con la zona sacrale, e possiamo anche affermare che aiuta a sviluppare la volontà.

L’orchestra e l’armonia

Ogni strumento musicale ha le sue specifiche caratteristiche che interessano specifici organi dell’essere umano sviluppando specifiche virtù. Quando è l’intera orchestra a suonare, ecco che l’Armonia si instaura in tutta l’architettura dell’essere umano, in tutte le sue cellule.

Armonia e Melodia, le leggi armoniche

Nella musica antica nessuna nota eseguita nelle cerimonie sacre veniva suonata casualmente; allo stesso modo nessuna nota di una composizione altamente spirituale, ossia di una composizione che arricchisce ed eleva l’anima umana (e qui ci tengo a sottolineare che parliamo sempre di “spiritualità” e non di “religiosità”) può essere scritta senza tenere conto di certe Leggi Cosmiche che possiamo chiamare semplicemente leggi armoniche.

La musica è anche… un’architettura

La Musica è un’architettura spirituale e se prendiamo una cattedrale gotica, è chiaro che non sarebbe possibile visitarla ancora oggi se nel Medioevo i costruttori l’avessero costruita unendo, senza alcun discernimento, strutture e materiali. Allo stesso modo i compositori del passato hanno potuto creare precisi stati d’animo negli esseri umani utilizzando, con accortezza, alcune note invece di altre, alcune armonie invece di altre, alcuni strumenti musicali invece di altri; così tutt’oggi ne assaporiamo un’identica bellezza.

La cattedrale di Chartres, ad esempio, è stata costruita seguendo precise leggi esoteriche per aiutare i monaci, come anche i semplici fedeli, a fare determinate esperienze interiori e spirituali. Così anche meravigliose cattedrali sonore, come le sinfonie di Beethoven e la maggior parte delle musiche di Vivaldi, di Bach, di Mozart, di Monteverdi, come di tanti altri compositori, sono nate per aiutare l’essere umano a ritornare “nel cuore” di quel mondo lontano, ma interiormente molto presente, che è il Paradiso Terrestre, dal quale tutti proveniamo.

Il potere della musica

Quindi la musica eleva, guarisce, ispira, rigenera, sapendo quali note usare e come combinarle tra di loro, in quello che possiamo definire un “Contrappunto Spirituale”. Ne consegue che è anche molto importante saper scegliere quale musica ascoltare, evitando quella musica che conduce in regioni assolutamente non luminose e non benefiche…

La musica di oggi

I compositori del secondo dopoguerra, ossia appartenenti a quel periodo contrassegnato dal termine “contemporaneo”, hanno in gran parte perduto o voluto ignorare tutte le conoscenze esoteriche legate al modo di comporre musica, conoscenze tramandate per secoli, oralmente o tramite la scrittura, di cui hanno anche ampiamente parlato filosofi del ‘900 come Rudolf Steiner oppure Omraam Mikhael Aivanhov.

La missione dell’artista

Molti artisti contemporanei hanno inoltre ignorato, intenzionalmente o meno, la missione che l’Arte e l’Artista dovrebbero avere sempre: risvegliare nell’uomo il senso sacro della vita, guarendolo da pensieri faticosi, emozioni dolorose, stati fisici patologici. La Musica e l’Arte hanno infatti la capacità di portare l’essere umano oltre la dualità caratterizzante il piano materiale.

Da alcuni anni, fortunatamente, individui legati a vari movimenti spirituali o a vari insegnamenti filosofici, o semplicemente singole persone guidate da un proprio ideale, stanno nuovamente sintonizzandosi su questa linea di coscienza del Suono, cercando una nuova espressività legata al cuore e all’anima, e questo anche preparandosi esotericamente e spiritualmente, e aprendosi all’energia della Madre Terra e della Sorgente Divina.

Mi auguro appunto che molti artisti possano al più presto raggiungere una consapevolezza interiore rispetto a ciò che producono poiché l’Arte può elevare verso il Cielo, ma può anche trascinare negli abissi del subconscio; e se un artista usa la sua creatività per liberarsi istintivamente dalle proprie angosce, senza prima elaborarle e trasformarle, significa che non solo non ha rispetto per la sensibilità e l’intelligenza altrui, ma anche che ha fallito la sua missione.

La mia personale ricerca musicale: la musica che ispira

Credendo fermamente in quello che ho appena scritto ed avendo iniziato a comporre a 11 anni, mi sono sempre opposto alla dissonanza e alla disarmonia. Già ai tempi in cui ero studente di Conservatorio ebbi non poche difficoltà e fraintendimenti per non volermi adeguare a questo dover essere per forza “contemporaneo”, nel senso di fedele riproduttore delle disarmonie del mondo.

A quei tempi però ero un ragazzo e non era ancora venuta alla luce chiaramente quella corrente espressiva, direi liberatoria, che è stata poi chiamata New Age. Non mi considero un compositore New Age, anche se condivido totalmente tutti gli assunti di tale corrente di rinnovamento spirituale.

Una differenza sostanziale: io compongo utilizzando gli strumenti dell’orchestra classica, mentre la New Age utilizza i computer; a livello vibratorio vi è una evidente diversità… un’arpa e il suono sintetico dell’elettronica coinvolgono energeticamente l’essere umano in maniera assai dissimile.

“Un’aura di pace e di benessere”

Per quanto riguarda la mia produzione musicale mi piace poter affermare che le mie composizioni creano immediatamente nell’ascoltatore un’aura di pace e di benessere e questo proprio perché faccio un uso attento degli intervalli musicali e delle armonie, avendo compreso il grande potere di guarigione e di elevazione spirituale che possiede la Musica.

Il potere terapeutico della musica

Anche per questo centri terapeutici, centri per la maternità, reparti ospedalieri, scuole di arte-terapia utilizzano costantemente la mia musica. L’arpa, il pianoforte, la voce di soprano e il flauto sono gli strumenti per cui ho scritto il maggior numero di composizioni (la mia Opera completa è elencata anche su Wikipedia). Uno dei miei principali obiettivi nel comporre è creare Bellezza e attraverso la Bellezza ispirare l’ascoltatore in modo che possa connettersi con la sua parte più preziosa, ossia con la sua Anima e verso la Sua principale necessità: respirare l’Infinito.

La musica di Daniele Garella è distribuita da Stella Mattutina Edizioni

Visita il sito di Daniele Garella

 

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