Mononucleosi: cos’è e come prendersene cura

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Mononucleosi: una malattia infettiva virale, acuta e contagiosa, che colpisce l’organismo in seguito alla trasmissione di un virus: quello di Epstein Barr ( EBV). E’ un virus della stessa famiglia del virus della varicella che va ad infettare un tipo di cellule del sistema immunitario, i linfociti B. Detta anche  “malattia del bacio” poiché la trasmissione del virus avviene attraverso la saliva.

Cose da sapere sulla mononucleosi

E’ una malattia diffusa nella fascia di età che va dai 15 ai 25 anni, ma può essere trasmessa anche ad una persona adulta.

Nei bambini che contraggono la mononucleosi in età inferiore a 12 anni, con lo scambio di giochi portati alla bocca, l’infezione è quasi sempre asintomatica o con sintomi così lievi da essere confusa con una semplice influenza.

Il virus di Epstein Barr è anche responsabile della genesi di alcuni tumori epiteliali, di alcuni tipi di linfoma come quello di Hodgkin e del carcinoma del rinofaringe. La mononucleosi si chiama anche malattia ghiandolare: una delle manifestazioni più tipiche è infatti l’ingrossamento delle tonsille accompagnato da ingrossamento dei linfonodi del collo e talvolta, anche della milza e del fegato.

Nella maggior parte dei casi è risolvibile e si guarisce senza troppe complicazioni. Importante è la terapia farmacologica o naturale. Inoltre si raccomandano il riposo, il calore e una buona idratazione.

Chi colpisce la mononucleosi?

Spesso tale malattia, che può colpire chiunque, è asintomatica e comunque i soggetti più colpiti sono i giovani; nei Paesi industrializzati almeno il 50% delle persone colpite sono giovani adolescenti. Se il soggetto che la contrae non è particolarmente debilitato e con un sistema immunitario già compromesso, la malattia procede senza sintomi e si risolve senza particolari complicazioni.

Non sono rari i casi di persone che scoprono dopo moltissimi anni e quasi per caso di aver già contratto tale virus. Queste persone sono immuni da attacchi successivi, anche se è dimostrata una certa riattivazione del virus che provoca astenia e stanchezza generale da non considerarsi pericolose.

Come si trasmette e come si fa la diagnosi?

Il contagio avviene attraverso la saliva: un bacio, uno starnuto, tosse, l’uso di spazzolini, posate, bicchieri infetti ed altri oggetti contaminati e utilizzati dal portatore del virus. La malattia  è contagiosa dal momento in cui compaiono i primi sintomi, mentre non lo è nella fase di incubazione.

La durata della contagiosità è variabile: se nella maggioranza dei casi il virus viene eliminato in poche settimane, in alcuni soggetti può permanere nella saliva anche per molti mesi. Una persona è contagiosa fino a quando le IGM risultano positive, ciò significa che il virus è ancora nell’organismo.

La diagnosi è clinica se i sintomi sono palesi. Se si hanno dei sospetti si fa un esame del sangue per dosare gli indici di infezione, la transaminasi, la bilirubina, e soprattutto si ricercano anticorpi specifici anti EBV, con il dosaggio delle IGM, le quali segnalano l’infezione in atto, e le IGG che sono i cosiddetti “anticorpi della memoria” in quanto restano nel tempo e sono la traccia dell’infezione avvenuta.

Sintomi

Nei primi 7-15 giorni compaiono sintomi influenzali, come malessere generico, stanchezza, svogliatezza, mal di gola, mal di pancia, nausea, mal di testa, febbricola, talvolta sudorazione e brividi.

Successivamente compaiono infiammazione della gola con chiazze rosse sul palato, ingrossamento e presenza di secrezioni sulle tonsille, febbre piuttosto alta, ingrossamento delle ghiandole del collo. Potrebbero comparire anche ingrossamento inguinale e ascellare, esantema simile al morbillo e gonfiore alle palpebre.

Complicanze della mononucleosi

  • La complicanza più rara, ma anche la più grave è la rottura della milza. È consigliabile tenerla sotto osservazione perché il pericolo è che si ingrossi e si rompa provocando così gravi conseguenze tra cui la morte. Evitare quindi attività fisiche di sforzo e impegnative.
  • Altra complicazione potrebbe essere la sovrainfezione batterica faringo-tonsillare che costringerebbe il soggetto ad assumere antibiotici.
  • Encefalite e epatite fulminante sono complicazioni molto rare dovute a immunodeficienze del soggetto, già particolarmente debole e debilitato.
  • Altre complicazioni possono essere a carico del sistema nervoso centrale.
  • In caso di gravidanza la mononucleosi non è problematica. Infatti non è stato rilevato alcun particolare legame tra l’infezione da mononucleosi e la presenza di malformazioni o aborti. La prevenzione è sempre comunque consigliata!

Prevenzione

Evitare il contatto diretto con persone che hanno contratto il virus, sia durante il periodo della malattia, che nei giorni successivi, al termine di manifestazioni cliniche e sintomatiche. Evitare contatti diretti e indiretti, cioè usando stoviglie o altro di contaminato. Inoltre è importante rafforzare il proprio sistema immunitario con un’alimentazione sana ed equilibrata e con l’integrazione minerale e vitaminica adeguata.

Significato psicosomatico della malattia

Colpisce le persone che si fanno violenza per raggiungere dei risultati, adolescenti e giovani che chiedono molto, troppo, a se stessi a scapito della necessità di riposo del loro corpo. La domanda da porsi è “ Mi sono forse fatto violenza per raggiungere dei risultati o per essere competitivo?

Rimedi naturali

Tra i rimedi naturali vi segnalo le gemme di tamerice (Tamarix gallica).  Trasformate in macerato glicerico sono utili per stimolare la formazione dei globuli rossi, delle piastrine e per proteggere il fegato. È un gemmoderivato utile, oltre che per la mononucleosi, anche nei casi di anemia, sindromi emorragiche dovute alla carenza di piastrine del sangue, anoressia e ipercolesterolemia.

Tamarix Gallica - Gemmoderivato Floripotenziato - Giovani Getti
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