Meditazione: pratica di vita a beneficio di mente, corpo e spirito

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Cos’è la meditazione

La meditazione è un efficace tecnica di rilassamento che contribuisce all’equilibrio del corpo e della mente. Ma essa ha anche effetti più sottili, che possono produrre una profonda trasformazione spirituale. Fino a non molto tempo fa in Occidente la meditazione era considerata patrimonio esclusivo di asceti, yogi e mistici.

Oggi non è raro trovare immersi in pratiche di questo genere personaggi di tutt’altro mondo e genere: manager provati dallo stress di una vita dinamica e competitiva, atleti che desiderano dare il meglio di se in una gara importante, artisti che cercano di attingere alle sorgenti più profonde della loro creatività.

Che cosa porta queste persone ad utilizzare tecniche così lontane dal nostro mondo contemporaneo e cos’è, dunque, la meditazione?

Rilassamento consapevole e altri benefici

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Durante la meditazione l’attività cerebrale rallenta: l’ECG di persone immerse nella meditazione mostra un progressivo spostamento delle onde cerebrali verso onde lunghe e di bassa frequenza (onde alfa). Simultaneamente

  • il corpo si rilassa,
  • il metabolismo rallenta,
  • l’energia si raccoglie all’interno

e tutto l’organismo entra in uno stato di salutare riposo  e recupero.

Si è scoperto che questo rilassamento apporta importanti benefici ai nostri principali sistemi:

  • nervoso,
  • cardiocircolatorio,
  • sistema immunitario.

Questa pratica si usa come coadiuvante alla terapia in molte malattie, dall’ipertensione alla colite, al cancro e come sostegno alla psicoterapia.

Differenza tra meditazione e sonno

La differenza sostanziale tra meditazione e sonno è che la persona è profondamente attenta e presente, più sveglia del normale stato di veglia e l’attenzione si ritrae dal mondo esterno e i sensi si ritirano all’interno oppure si concentrano su un singolo oggetto, un’immagine, un suono.

Una forma antica e classica di meditazione  concentra l’attenzione esclusivamente sul respiro. E’ la cosiddetta meditazione Vipassana. Insegnata dal Buddha ai suoi discepoli è praticata ancora oggi sia in oriente che in Occidente

Smettere di agire meccanicamente, la consapevolezza

Georg Gurdjeff, un moderno maestro spirituale soleva dire ai suoi discepoli che il primo passo consiste  nel rendersi conto di “essere una macchina”. L’anima, diceva, non è data alla nascita ma si conquista con un processo di evoluzione personale. Crediamo di essere coscienti di quello che facciamo e di dirigere liberamente la nostra vita, ma ci accorgiamo che esse sono frutto di un gioco di forze inconsce su cui esercitiamo ben poco controllo. Per questo ci è tanto difficile decidere di veramente qualcosa, per esempio modificare un’abitudine radicata (per esempio smettere di fumare nonostante lo desideriamo).

La meditazione introduce un po’ di spazio nel susseguirsi di questi processi automatici, un po’ di presenza, di attenzione, di consapevolezza, facendo in modo di non essere più governati dai meccanismi della mente.

Distaccati o coinvolti, meditazione e cuore

I grandi maestri spirituali hanno sempre sottolineato che una precisa misura del progresso sulla via della meditazione è l’apertura del cuore, lo sviluppo di quella che i buddisti chiamano “Compassione”, parola che non ha nulla a che fare con il lacrimoso sentimento che noi intendiamo in occidente. Essa è invece una sorta di ampiezza del cuore , un’immediata capacità di empatia, un’ amorevole partecipazione al destino degli altri esseri viventi. Con la pratica ci apriamo a un sentire più vasto, la nostra identità si espande.

Vivere intensamente

Nel rafforzare l’osservatore interno e nel disidentificarci dai processi automatici della mente essa diventa a poco a poco più silenziosa. Le emozioni negative gradualmente evaporano. L’energia vitale che ne scaturisce non va repressa ma vissuta con consapevolezza e gratitudine. In questa pienezza di esperienza vissuta coscientemente, un a trasformazione si produce da se.

La via della meditazione quindi è un delicato equilibrio che consiste nel vivere intensamente, appassionatamente, con tutta la nostra energia ma senza identificarci e restando consapevoli. E’ solo da questa totalità di vita che, a lungo andare, emergono saggezza e compassione.

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