Mantra: una forma di meditazione per liberare la mente

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om, mantra

Mantra è una parola sanscrita che significa “liberare la mente”. Ha origine nell’Induismo, si trova negli antichi testi Veda e grazie al Buddhismo si è diffusa nel tempo in tutto il mondo. Mantra è un suono antico, un canto sacro e ripetitivo che permette di liberare la mente, risvegliare la coscienza, entrare in contatto con la nostra parte più profonda. Oggi questa parola  è di uso comune e spesso improprio, rispetto al suo importante e sacro significato.

Una vibrazione sacra

I mantra si ottengono dall’unione di sillabe e parole sacre. Il mantra dei mantra che tutti conosciamo è OM che si ottiene dai tre suoni A-U-M. È considerato il suono primordiale divino, la vibrazione da cui tutto l’Universo ha inizio. I tre suoni rappresentano il tempo:

  • A il passato;
  • U il presente;
  • M il futuro.

Il questo mantra è racchiuso pertanto tutto ciò che esiste. Secondo le tradizioni e religioni antiche i mantra, oltre a conciliare la meditazione, lo stato di calma, equilibrio e pace interiore, hanno anche un potere attraverso il significato delle loro parole. Permettono di evocare delle intenzioni con le parole. In occidente solo recentemente abbiamo scoperto il potere creativo delle parole, le antiche religioni lo sapevano già da tempo!

Dall’Oriente all’Occidente

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In Oriente la recita dei mantra è una pratica sacra quotidiana, un momento di guarigione spirituale e di comunione con la propria anima e con il divino. Spesso si recita sgranando un Mala, una collana fatta di semi o legno, composta di 108 grani.

In Occidente la recita dei mantra è molto utilizzata nelle pratiche Yoga e dalle persone che desiderano affidarsi a queste antiche e sacre conoscenze. Di seguito alcuni dei mantra più sacri:

Gayatri

“Aum Bhur Bhuvah Swaha, Tat Savitur Varenyam Bhargo Devasya Dhimahi, Dhiyo Yo Nah Prachodayat”

Significa: “Meditiamo sulla gloria di questo Essere che ha prodotto questo universo; possa Egli illuminare le nostre menti.” E’ un mantra che invita alla consapevolezza, alla purificazione, alla più alta espressione di sé.

Om Namah Shivaya

Significa: “Io prendo rifugio, mi inchino, mi arrendo al divino “. È dedicato alla divinità Shiva, creatore e distruttore dell’universo. Si usa per la purificazione e la guarigione;

Om Mani Padme Hum

Significa: “O gioiello sul fior di loto, concedimi tutte le realizzazioni”. È chiamato anche Mantra della Compassione.

Ovviamente è solo un breve riassunto del significato di queste sillabe sacre che si rivolgono a importanti divinità ed hanno una connotazione sacra e profonda.

L’importanza di ciò che è sacro

Se scegliamo di avvicinarci a questa pratica è bene farlo con le giuste conoscenze ed intenzioni. Ed è importante rispettare la cultura che ci ha permesso di conoscere e beneficiare di una pratica così profonda. In Occidente recitiamo il rosario e, sebbene possa risultare simile, scopriremo ben presto la grande differenza tra le due pratiche.

I benefici che si hanno recitando un mantra

Durante la recita vi è un coinvolgimento di respiro e voce particolare che creano benefici a tutto il nostro sistema psicofisico. I benefici che otteniamo sono:

  • armonizzazione del respiro
  • calma della mente
  • aumento della concentrazione
  • miglioramento del sistema nervoso grazie alla vibrazione della voce
  • rilassamento e pace
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