Malattie autoimmuni: cosa sono, quale alimentazione

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Le malattie autoimmuni sono un ampio gruppo di malattie che colpiscono il 5-7% della popolazione umana. Sono dovute ad un errore del sistema immunitario che dirige le proprie potenzialità offensive contro i tessuti dell’organismo, anziché contro agenti infettivi. Ne conseguono gravi danni tissutali con sviluppo di patologie diverse a seconda dell’organo e del tessuto colpito.

Il sistema immunitario

Il sistema immunitario è un circuito di organi e cellule specializzate che ha la funzione di colpire tutto ciò che è considerato estraneo all’organismo: virus, batteri, funghi e cellule “impazzite”. Tale sistema si sviluppa dalla nascita in poi, di pari passo con la crescita dell’organismo e “impara” a riconoscerne i tessuti classificandoli come propri, cioè impara a tollerarli. Riconosce il self, processo che permette di non auto-aggredire il suo stesso organismo.

Con le malattie autoimmuni il sistema immunitario impazzisce e non riconoscendo più i tessuti, li attacca.

Quando la medicina tradizionale non capisce da dove nasce una malattia, in genere, la dichiara autoimmune, ovvero che il proprio sistema immunitario aggredisce una qualche componente di se stessi.

Le cause (incerte) delle malattie autoimmuni

Si suppone, come per la maggior parte delle malattie, che parte della suscettibilità allo sviluppo di malattie autoimmuni sia dovuta a fattori genetici, determinanti ad esempio le caratteristiche biochimiche delle strutture preposte alla presentazione antigenica o i meccanismi di tolleranza verso il self.

Molti studi hanno evidenziato l’associazione di determinate malattie autoimmuni con particolari forme, polimorfismi, di specifici geni. Non sempre è chiaro se questi geni siano coinvolti direttamente nello sviluppo della malattia o se interferiscano in modo indiretto. Nel complesso i fattori genetici che sono stati associati con maggiore certezza con l’autoimmunità e al cui base biologica sia stata dimostrata in modo soddisfacente sono il sesso, le molecole HLA e il sistema di spegnimento della risposta immunitaria. HLA è il sistema dell’antigene leucocitario umano, locus dei geni che codificano le proteine sulla superficie delle cellule che sono responsabili per la regolazione del sistema immunitario nell’uomo.

Fattori ambientali e alimentari

Ci sono, però, anche cause ambientali e alimentari: alimentazione, stili di vita, cibi mangiati più spesso, esposizione a tossine, squilibri ormonali, sovrappeso, farmaci che fanno regredire le infiammazioni senza guarirne la causa.

Gli agenti infettivi in soggetti predisposti, scatenano una risposta immunitaria che, dopo aver eliminato l’agente infettivo, si indirizza per errore contro tessuti dell’organismo che presentano somiglianze strutturali con componenti dell’agente infettivo scatenante. Si dice che la risposta immunitaria sviluppa una cross-reazione tra l’agente infettivo e i tessuti dell’organismo.

Quando si sviluppano malattie autoimmuni, il sistema immunitario perde l’abilità di riconoscere le proteine appartenenti al proprio corpo da quelle appartenenti ad un agente esterno. Pertanto il sistema immunitario è erroneamente indotto ad attaccare le sue stesse cellule danneggiando tessuti e organi.

Quali sintomi per le malattie autoimmuni?

Come è difficile fare un elenco delle cause determinanti le malattie autoimmuni così è difficile cercare di individuare i sintomi delle stesse patologie. Ogni malattia autoimmune ha delle sue peculiarità e si manifesta pertanto con sintomi specifici e precisi.

In altri casi è possibile individuare dei sintomi più comuni e aspecifici, che è possibile riscontrare nelle patologie autoimmuni, come le vertigini, una sensazione di malessere generale con dolore alle articolazioni, una condizione di irritabilità e malumore, stanchezza e febbre.

Le malattie autoimmuni sono rare e di solito si arriva a riconoscerle dopo un lungo iter diagnostico, a volte dopo aver sentito vari specialisti. Dal punto di vista medico è necessaria una anamnesi approfondita per indagare con attenzione la storia clinica e familiare del paziente.

Una volta raggiunto un sospetto clinico, il medico lo confermerà o smentirà con specifiche analisi di laboratorio. Si cerca nel sangue del paziente la presenza di autoanticorpi, che reagiscono contro il self, cioè contro le proprie cellule normali.

Essi sono di due gruppi: quelli diretti contro un singolo tessuto che vanno ad ammalare l’organo interessato e quelli diretti contro il nucleo delle cellule, che causano malattie sistemiche, cioè estese a tutto l’organismo poiché possiedono un nucleo.

Malattie autoimmuni, alcune tra le più  diffuse

Diabete mellito di tipo 1, tiroiditi autoimmuni, lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide, sclerosi multipla, morbo di Crohn, psoriasi, sclerodermia, tiroidite di Hashimoto, fibromialgia.

L’artrite reumatoide è una delle più diffuse e conosciute: colpisce le articolazioni facendole diventare doloranti e rigide. Di solito ne colpisce diverse e contemporaneamente, provocando stanchezza e febbre. Le parti più colpite sono le dita, i polsi, i gomiti, le spalle, il collo, il femore, le ginocchia.

La fibromialgia interessa ossa e muscoli, provocando dolore e affaticamento. Pare che le cause siano alterazioni a livello dei neurotrasmettitori, squilibri ormonali, alterazioni del sonno e stress.

La sclerosi multipla colpisce il sistema nervoso centrale, con degenerazione della mielina, sostanza che riveste le fibre nervose e consente il passaggio dei segnali dal cervello ad organi e muscoli del corpo.

Il Morbo di Crohn è una malattia cronica infiammatoria a livello intestinale: diarrea, dolori addominali anche molto forti, febbre e dimagrimento sono i sintomi.

In genere le patologie autoimmuni si manifestano prevalentemente nelle persone di sesso femminile e in donne in età fertile; questo fa pensare quanto i fattori ormonali giochino un ruolo importante.

Decorso della malattia

Queste malattie hanno un decorso cronico nel corso degli anni; la risposta autoimmune si espande, e se all’inizio è diretta verso singoli costituenti del tessuto aggredito, poi si rivolge sempre più verso un numero maggiore di costituenti. Il fenomeno è detto “epitope spreading”, cioè espansione epitopica.

L’individuazione della malattia nelle prime fasi del suo sviluppo potrebbe aprire la strada a strategie finalizzate alla prevenzione; la disponibilità di strumenti predittivi potrebbe indirizzare all’utilizzo di terapie nei casi con prognosi infausta. Infine l’identificazione di alterazioni geniche predisponenti allo sviluppo delle malattie gravemente invalidanti potrà suggerire interventi terapeuti volti a correggere la funzione immunitaria geneticamente alterata.

Alimentazione e malattie autoimmuni

Alla base delle malattie autoimmuni esiste il rapporto dei cibi che mangiamo con le nostre barriere intestinali, le quali influenzano direttamente il sistema immunitario. L’intestino è come un secondo cervello del corpo umano. Se l’intestino inizia ad avere problemi, la reazione può sgorgare in infinite patologie che apparentemente non sono collegate con l’intestino, come le autoimmuni.

Pertanto modificando l’alimentazione si può avere un enorme controllo sula prevenzione ed eventualmente sul superamento delle malattie autoimmuni.

Eliminando cibi che indeboliscono la flora intestinale e fornendo i giusti micronutrienti per la riparazione dei tessuti, permettendo altresì la disinfiammazione, si favorisce la guarigione della patologia alla radice, cioè la riparazione delle barriere e flore intestinali.

Cibi da evitare durante la malattia

Zucchero, patate, pomodori, peperoni, cannella, bacche di Goji, derivati dai peperoni, tutti i prodotti con glutine, legumi, alcuni frutti secchi, alcuni semi oleosi, alcool, aspirina e similari per principio attivo, dolcificanti, additivi alimentari dei cibi confezionati.

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Cibi ideali e consigliati

È fondamentale mangiare cibi ricchi di Micronutrienti, perché senza questi non c’è guarigione.

Cibi ricchi di Omega 3, Vitamina C e Antiossidanti; inoltre una quantità ottima di fibre delle verdure che pulisce, rilassa e guarisce l’intestino. Meglio i cibi coltivati e allevati biologicamente.

Prediligere il pesce alla carne, meglio verdure a foglia verde e della famiglia del cavolo, alghe, grassi del pesce, olio, burro bio, avocado, cocco, olio di cocco.

Cibi probiotici come il latte di cocco, vegetali fermentati, germogli e alcuni tipi di yogurt, frutta nelle giuste quantità, sale Himalayano.

Importante è mangiare verdure cotte e crude di diversi tipi e omega 3.

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Come si curano le  malattie autoimmuni

L’obiettivo del medico deve essere quello di tenerle sotto controllo; si caratterizzano per l’alternarsi spontaneo di momenti di riaccensione e di remissione. Occorre usare farmaci ad azione immunosopressiva, capaci di inibire l’azione del sistema immunitario, che è dannosa in questo caso. Nelle fasi di quiescenza si seguono dosaggi terapeutici a basso dosaggi. Il farmaco principale prescritto dai medici è il cortisone.

Medici specialisti

Immunologo, reumatologo e internista sono i medici che si occupano delle patologie a carattere sistemico, cioè che interessano in modo diffuso l’organismo. Nei casi in cui sia colpito un singolo organo il caso passa al medico specialista del caso.

 

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