L’effetto degli additivi alimentari sui bambini

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Sostanze in commercio

Gli additivi alimentari si possono trovare in molti alimenti, vengono utilizzati dai produttori per diversi scopi; ad esempio possono essere aggiunti per esaltare un colore o per aumentare la durata di conservazione di un alimento.

Possiamo distinguere diverse classi di additivi alimentari: conservanti, coloranti, antiossidanti, aromi, agenti di struttura, gas, sali, acidi, basi, antiagglomeranti, agenti lievitanti, agenti di resistenza, agenti di rivestimento e fosfati.

Uso degli additivi

Alcuni conservanti, come i nitriti, possiamo definirli indispensabili poiché sono attivi nei confronti del Clostridium botulinum, batterio in grado di produrre una tossina mortale. Altri additivi li considero superflui e possono essere definiti ingannevoli per il consumatore, poiché vanno ad alterare colore e/o sapore dei cibi e possono nascondere la scarsa qualità delle materie prime.

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All’interno di un’alimentazione varia, le sostanze come gli additivi alimentari non dovrebbero essere un rischio per la salute. C’è da dire, però, che ci sono soggetti più a rischio e più sensibili come i bambini. Il calcolo delle dosi massime permesse di un certo additivo, negli alimenti in cui è consentita l’aggiunta, viene effettuato in base a un peso corporeo di riferimento di 60 kg. Se il consumatore pesa meno, la sua DGA (dose giornaliera accettabile) sarà più bassa. E’ chiaro che un bambino pesa meno di 60 chili, quindi chiediamoci se è il caso che assuma cibi contenenti additivi alimentari.

Studi sugli additivi e l’iperattività infantile

Esiste uno studio molto ampio che ha valutato l’effetto di alcuni additivi alimentari sull’iperattività dei bambini. Sono stati indagati i coloranti (E102, E104, E110, E122, E124, E129) e un conservante, il benzoato di sodio (E211) ed è stata rilevata una relazione tra l’utilizzo di cibi contenenti tali additivi e il disturbo sopra citato. Altri studi, eseguiti negli Stati Uniti, hanno verificato che un’alimentazione priva di coloranti, aromi artificiali, BHA e BHT associata ad una diminuzione dello zucchero, fanno si che il comportamento del bambino (che presenta iperattività) migliori: aumenta il rendimento scolastico e diminuiscono gli episodi di aggressività.

L’iperattività può essere causata da carenze o squilibri nutrizionali, da disfunzioni dei neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale e da allergeni o additivi alimentari.
Già a partire degli anni ’70 fu avanzata l’ipotesi che potessero essere i coloranti e i conservanti, contenuti in molti alimenti, la causa dell’alterazione comportamentale dei bambini. Da allora fino ad oggi sono stati compiuti diversi studi a riguardo, uno di questi (compiuto dalla FSA, Agenzia britannica di vigilanza sui cibi nel 2004) mette in evidenza un legame tra gli aditivi alimentari “sospetti” e disturbi dell’attenzione, impulsività, attività superiore alla norma nei bambini dai 3 ai 9 anni di età.

Le sostanze incriminate sono: il giallo arancio E110 e E104, l’azorubina E122, la artrazina E102, il rosso cocciniglia E124 e il rosso allura E129 ed un conservante, il benzoato di sodio E211. Questi sono presenti in merendine, caramelle, succhi di frutta, bibite, gelati e gomme da masticare.

Come difendersi

Io direi che questo è solo un motivo in più per non comprare questi cibi preconfezionati che nuocono alla salute dei nostri bambini. Risulta importante fare qualcosa per far sì che i nostri figli evitino questi prodotti: trovate il tempo di preparare qualcosa di salutare per sostituire le merendine, un dolce fatto in casa o il classico pane e marmellata vanno benissimo.

Non date da bere bibite gassate , che oltre ai coloranti contengono anche zuccheri in eccesso. Torniamo ad abitudini più semplici, non “preconfezionate” da qualcuno, non imposte dal commercio.

 

Silvia Dagnolo

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