Le relazioni familiari e le influenze del nostro albero genealogico

Quante volte ci siamo sentiti paragonare ai nostri genitori o parenti, per atteggiamenti, mentalità, approcci all’esistenza o semplicemente somiglianze fisiche! Queste osservazioni altro non sono se non la punta di un iceberg che ha invece un significato profondo nella nostra formazione psicologica ed emotiva.

Ormai è d’uso comune sentir parlare di condizionamenti e ormai è noto quanto questi siano ricollegabili all’ambito familiare: dai condizionamenti le persone traggono la massima parte delle emozioni che vivono, dalle relazioni familiari si trae gran parte degli stimoli, degli spunti della vita. Sono le relazioni familiari che ci insegnano a vivere attraverso l’esempio, le azioni, l’energia che viene trasmessa.

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!

I saggi detti dei nostri nonni ancora una volta esprimono concetti alla base della conoscenza: quando si pensa ad una persona, per conoscerla bisognerebbe pensare anche alla sua rete di relazioni, familiari e non. Come mai? Risalendo all’antica cultura indovedica fino ad arrivare ai contemporanei studi di psicogealogia di Anne Ancelin Schutzenberger, passando per la metagenealogia di Alejandro Jodorowsky e l’inconscio collettivo di Jung, troviamo conferma nel fatto che il nostro albero genealogico non è solo un insieme di nomi e vecchie fotografie che raccontano una storia, ma in ognuna di queste storie si nasconde un messaggio, più o meno facile da decifrare che contiene il segreto non solo di chi siamo e di dove veniamo ma anche di dove dobbiamo andare.
Secondo i Veda, ripresi poi nei secoli dai suddetti e da altri studiosi, esiste un vero campo psichico karmico familiare collettivo, un inconscio collettivo familiare, un fascio di energie e “semi” che i membri dell’albero creano e lasciano poi in eredità a chi verrà dopo di loro. Dal riconoscimento di questi “semi” -samskara- e dalla loro esplorazione è possibile risalire all’origine dei blocchi energetici (veri e propri tumori emozionali) che possono danneggiare fatalmente il vissuto emozionale emotivo di una persona. Siamo infatti, grazie alla rete karmica, in contatto con gli avi che hanno ancora effetto potente sulla nostra vita.

 

Le influenze familiari sulla nostra vita

In ognuno di noi c’è qualcosa dei nostri avi. I membri familiari sono tutti in rete. Hanno infatti in comune un’uguale tipologia di samskara appunto i semi causali delle azioni. Ma da dove nascono questi samskara? Ogni attività che ciascun individuo compie rilascia una registrazione nell’inconscio formando dei “grumi psichici” che si connettono con quelli di altri individui attraverso un principio di attrazione per analogia. Samskara simili si uniscono e diventano sempre più grandi fino a influenzare la volontà dell’intero gruppo. La loro energia può quindi essere o tossica o benefica.

Relazioni familiari e Veda

Sempre secondo i testi vedici tale rete karmica si espande sulla spinta della relazione emotiva ed affettiva tra i membri della famiglia e per estensione, chi ne venga in contatto entra nella stessa rete e la espande, poiché comincia ad interagire con i samskara attivati dal quel gruppo familiare.
Ad esempio una persona con forte tendenza alle dipendenze risveglia samskara della stesso tipo in coloro che entrano in contatto con essa se in loro questi samskara erano presenti seppur deboli o assopiti.
Nella procreazione i genitori attraggono esseri con samskara simili ai loro. L’essere poi viene ulteriormente influenzato dai samskara dei genitori attraverso una sempre più forte interazione emotiva ed affettiva. Il legame tra genitori e figli si spiega con questo: i figli sono inconsciamente portati a vedere nei genitori parte di sé. Non sarebbe quindi solo una mera e scientifica questione di DNA.

Liberarsi dai condizionamenti delle relazioni familiari

In modo particolare la parte emozionale condivisa dai membri dell’albero è difficile da staccare, anche se la parte razionale ne riconosce a volte la necessità. Da qui ad esempio le dipendenze da un genitore. E’ infatti importante godere di libertà per potersi evolvere; il che non significa abbandonare le relazioni ma viverle con libertà dai condizionamenti che esse ci portano in particolare quelli derivanti dall’attaccamento quasi viscerale al padre e alla madre a causa dei samskara che essi ci trasmettono. Dunque se si riuscisse a percepirci individuando la differenza tra i propri samskara individuali e quelli collettivi ci si scoprirebbe, non solo in rete con l’universo, ma indissolubilmente collegati ai nostri parenti e ai samskara che abbiamo attivato. Il contesto familiare è caratterizzato da samskara molto simili, recenti e di forte intensità. Riconoscerli può aiutare a liberarsi dai condizionamenti che non ci fanno bene.
Ma come è possibile questa trasmissione? Come si può tramandare qualcosa di impalpabile prescindendo lo spazio e il tempo fisici.

Le spiegazioni scientifiche

Una parte delle moderne teorie scientifiche e fisico quantistiche vengono in supporto di questa teoria filosofico-religiosa: J.Bell (nominato al Nobel nel 1990 per la fisica) dice che due particelle correlate anche se separate continuano ad evocare l’una nell’altra gli stessi fenomeni ossia quello che avviene ad una avviene anche all’altra per leggi indipendenti dal tempo e dallo spazio, quindi benché i fenomeni del mondo sembrino strettamente localizzati, la realtà è superluminale (più veloce della luce) e la realtà profonda è mantenuta da un’invisibile connessione quantistica.
Anche secondo la teoria di Rupert Shaldrake dei campi morfogenetici, il campo morfico può essere trasmesso e ricevuto da altri campi e esseri viventi simili. L’informazione legata ad una specifica forma esiste ad esempio anche quando il corpo fisico scompare (ad esempio il caso dell’arto fantasma: alcune persone a cui è stato amputato un arto continuano a percepire sensazioni fisiche collegate a quell’arto, vivo ancora e presente nel loro inconscio). Possiamo uccidere l’ultimo leopardo, ma non abbiamo ucciso il campo morfogenetico del leopardo, il suo archetipo. Quella struttura continua ad esistere. Ciò permette di prescindere dal concetto di spazio-tempo e di giustificare l’influenza psichica dei nostri antenati su di noi.

Leggi anche ” Come liberarsi dalle influenze del nostro albero genealogico 

 

 

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Erika Ferrati
Counselor Relazionale Spirituale, Oparatrice Reiki, Mediatrice familiare e Giornalista, Conduce gruppi e sessioni individuali di Scrittura del Sé® metodo da lei ideato, Crescita personale e Genealogia Emozionale.
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