Le quattro qualità per sviluppare il vero Amore

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I quattro  incommensurabili  stati mentali

Buddha sosteneva che per dimorare nella beatitudine fosse necessario praticare i Brahmavihara ovvero amore, compassione, gioia, equanimità, quindi maitri, karuna, mudita e upeksa.

Brahmavihara: Vihara significa rifugio. Brahma è la divinità induista fonte dell’amore.

I Brahmavihara sono detti “i quattro incommensurabili stati mentali” e rappresentano l’essenza stessa del vero amore, puro e incondizionato.

Sono racchiusi in noi ma repressi per via della vita che conduciamo. Tendiamo ad essere individualisti, chiusi in noi stessi, con il chakra del cuore bloccato.

I “quattro incommensurabili stati mentali” vanno solo fatti riemergere. E lo si fa attraverso pratiche specifiche in cui si sviluppa amore incondizionato per gli altri, nessuno escluso, e in cui si abbatte gradualmente l’ego.

Sono detti “incommensurabili” perché, come scrive il Maestro Zen Thich Nhat Hahn nel libro “Insegnamenti sull’amore”:

“Se li pratichi crescono dentro di te ogni giorno di più, fino a comprendere il mondo intero. Tu sei più felice, e lo sono anche quelli che ti circondano”.

Come sviluppare il vero amore

Aprendoci spontaneamente agli altri, la nostra vita fiorirà; infatti lo scopo della nostra esistenza è comprendere il concetto di interdipendenza, capire che, per vivere felici, dobbiamo trasformare il nostro individualismo, abbattere l’ego perché siamo inevitabilmente uniti gli uni agli altri.

Questi quattro “stati mentali” si sviluppano correttamente solo quando impariamo ad amare noi stessi per primi e ad accettarci per ciò che siamo.

Se non amiamo noi stessi e non ci prendiamo cura del nostro corpo, della nostra mente e della nostra anima, non riusciremo a provare amore puro per nessuna persona. Intendo, amare in modo incommensurabile.

Amore (Maitri)

Maitri in inglese si traduce con loving kindness, gentilezza amorevole.

Sviluppando maitri, sviluppiamo “gentilezza amorevole”. Saremo gentili con gli altri, offrendo loro ciò di cui hanno bisogno.

Attraverso maitri riusciamo a comprendere le esigenze dell’altro e ci adoperiamo per offrirgli ciò che necessita.

Thich Nhat Hahn scrive:

“Senza comprensione il tuo amore non è vero amore. Devi guardare in profondità per vedere e comprendere i bisogni, le aspirazioni e le sofferenze di coloro che ami”.

Compassione (Karuna)

Sviluppando karuna, sviluppiamo la compassione e trasformiamo la sofferenza altrui.

La compassione non va confusa con la pietà.

In genere, dinanzi alla sofferenza altrui, proviamo pietà, ma la pietà è figlia dell’ego. La compassione, invece, sorge spontaneamente dal cuore ed è il modo migliore per prendersi cura dell’altro e supportarlo nel suo dolore. La compassione è il solo ed unico aiuto.

Ma per trasformare la sofferenza altrui dobbiamo, innanzitutto, aver trasformato la nostra ed inoltre non soffrire di conseguenza.

Con calma e forza, senza farci coinvolgere emotivamente, entriamo nel dolore dell’altro. Possiamo aiutarlo con un gesto, con una parola o con un pensiero.

Thich Nhat Hahn scrive:

“Se abbiamo nel cuore la compassione, ogni pensiero, ogni parola o ogni azione può generare un miracolo”.

Gioia (Mudita)

O meglio: “la gioia simpatetica o la gioia per l’altrui gioia”.

Risulta difficile a tutti gioire per il successo di un’altra persona, soprattutto quando manca la gioia nella nostra vita e quando la nostra quotidianità è costellata di dispiaceri e frustrazioni.

Però il concetto sopra descritto è un po’ limitante perché crea una separazione tra noi e gli altri.

Cito ancora Thich Nhat Hahn:

“Mudita è una gioia piena di pace e di soddisfazione. Noi ci rallegriamo quando vediamo felici gli altri, ma ci rallegriamo anche per il nostro personale benessere. Come possiamo provare gioia per un’altra persona quando non proviamo gioia per noi stessi? La gioia è di tutti.”.

Equanimità (Upeksa)

Upe significa “sopra”, ksa “guardare”, quindi “guardare da sopra”.

Sviluppando upeksa è come se guardassimo dall’alto, avendo una visione di insieme, una visione più equanime, più imparziale.

Quindi il nostro modo di guardare gli altri e di amarli è imparziale. Non facciamo distinzioni, amiamo gli altri senza discriminare.

Questo non vuol dire che siamo indifferenti ma che trattiamo tutti allo stesso modo e con lo stesso riguardo.

Thich Nhat Hahn:

Senza upeksa il tuo amore potrebbe diventare possessivo.

Se amo qualcuno non devo ingabbiarlo; non devo “usare” l’altro per riempire i miei vuoti affettivi. L’altro non deve perdere la propria libertà.

“… molti derubano l’amato della sua libertà finché non riesce più a essere se stesso: vivono per la propria soddisfazione e, per ottenerla, usano la persona amata. Questo non è amare, è distruggere: dici di amare quella persona ma non capisci le sue aspirazioni, i suoi bisogni e le sue difficoltà e la rinchiudi in una prigione che dell’amore ha solo il nome.

Il vero amore, invece, ti consente di proteggere la tua libertà e quella della persona amata. Ecco upeksa”.

Come sviluppare le 4 qualità per amare in modo incommensurabile e i benefici

Attraverso pratiche di meditazione e di mantra, si sviluppano naturalmente queste quattro qualità. La nostra vita si arricchisce, le paure svaniscono così come le negatività. Le relazioni migliorano ed ogni cosa acquisisce un senso.

 

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