Dipendenze comportamentali, alla ricerca di gratificazione

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Dipendenze comportamentali, di che si tratta? Ci sono attività che per la maggior parte delle persone rappresentano parte integrante del normale svolgimento della vita quotidiana, ma per alcuni individui possono diventare dipendenze, al punto da non riuscire a fermarsi. In molti casi posso creare solo situazioni di disagio, in altri possono avere un impatto negativo ed arrivare ad assumere caratteristiche patologiche. Vediamo di cosa si tratta.

Cosa sono le dipendenze comportamentali

Dipendere da qualcosa o da qualcuno può anche farci sentire bene, ma il sollievo è solo temporaneo. In realtà spesso è un modo per demandare all’esterno il controllo della propria personalità. La dipendenza è un problema umano diffusissimo: tutti, uomini e donne la sperimentano in qualche forma. L’unica ragione per cui non ci si rende conto dell’importanza del problema è che certi tipi di comportamento ossessivo, come il bisogno di guadagnare , di bere caffè, di bere alcolici (nei limiti), ma anche di lavorare troppo, sono socialmente accettabili e non attirano l’attenzione. Secondo alcuni esperti le dipendenze comportamentali nella maggior parte dei casi non sono problemi psicologici e nemmeno da trattare con farmaci.

Si tratta fondamentalmente di preoccupazione spirituale, un tentativo distorto di essere integri, completi e interiormente soddisfatti.

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Ma perché questa soddisfazione richiede sempre qualcosa di più?

  • Un’altra fetta di pizza…
  • un altro pezzo di cioccolato…
  • un’altra sigaretta…
  • un altro bicchiere…
  • un oggetto…
  • un altro gratta e vinci…
  • un’altra partita al gioco con lo smartphone…
  • un amante…

Da dove nascono la dipendenze ?

Veniamo tutti al mondo con qualche ferita, indipendentemente dalla famiglia nella quale nasciamo e cresciamo e dalla società in cui viviamo. Gran parte della nostra umana ricerca è legata al bisogno di sanare queste ferite. Abbiamo un profondo bisogno di completarci e di porre fine a questa ricerca.

La ricerca di soddisfazione

Quasi sempre cerchiamo la soddisfazione fuori di noi: da qui nasce la dipendenza. Per ironia della sorte qualunque sia la soddisfazione che riusciamo a procurarci con cibo, droga, sesso, soldi e altri fonti esterne  di piacere, in realtà si tratta sempre di una insoddisfazione che viene da dentro, che rimane.

Proiettiamo il nostro potere su sostanze e attività esterne e permettiamo loro di farci sentire momentaneamente meglio. Pensiamo alle sempre più diffuse dipendenze da gioco o da cibo spazzatura.
Si innesca un circolo vizioso: diamo via il nostro potere per ottenere un fuggevole senso di completamento e poi soffriamo perché l’oggetto del desiderio sembra avere il controllo su di noi.

Come fare per sentirsi appagati  senza accedere a fonti esterne di soddisfazione?

Dato che la radici della dipendenza stanno nel profondo della nostra personalità, cambiare abitudini radicate nel tempo non è facile. Per alcuni è un impegno che si protrae per tutta la vita. Non avere cattive abitudini sembra la soluzione migliore ma poiche tutti siamo potenzialmente soggetti alla dipendenza, possiamo almeno cercare di esserne consapevoli e di scegliere  per noi quelle meno nocive al nostro benessere ed alla nostra salute psico-fisica.

Il fumatore che smette di fumare e si da con la stessa foga all’esercizio fisico non è meno dipendente di prima ma sarà certo più sano.Le dipendenze finiscono solo quando si sperimenta consapevolmente questo processo, ci si riprende il potere e ci si rende conto che le ferite vanno guarite dall’interno.

La sofferenza e la nostalgia ci incitano ad agire, ci forzano a scoprire chi siamo e a identificare il nostro vero io.

Articolo liberamente tratto dal libro “Curarsi secondo natura“.

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