Le parole non dette

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Sono tante le parole che non diciamo ogni giorno. Ognuno di noi ha un motivo per dire ma anche per non dire. Così mi sono chiesta: “dove vanno a finire le parole non dette?

Le parole non dette per paura

La paura credo sia l’emozione più forte che ci impedisce di dire, che blocca le parole lì sulla punta della lingua. Paura del giudizio, paura di non saper gestire le conseguenze, paura di ferire. Certo è che quando non diciamo per paura, l’energia di quelle parole da qualche parte va. Le emozioni trattenute finiscono nel corpo: possono finire nella gola che è l’organo più preposto in questo caso a trattenere l’energia delle parole non dette. Oppure possono finire nello stomaco, nell’intestino, nella schiena. Ognuno di noi è diverso e trattiene nel suo punto più debole. Quando non diciamo per paura però può capitare che il corpo parli per noi e lasci trapelare qualche informazione, venendo in soccorso sia a noi che a sé stesso.

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Le parole non dette per orgoglio

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L’orgoglio gioca sempre pessimi scherzi, le parole non dette per orgoglio ci fanno perdere preziose occasioni nelle relazioni, nell’incontro con l’altro. L’orgoglio ci fa chiudere, blocca la forza del dare, dell’accoglienza, dell’incontro, del perdono. Quando ci sono parole non dette per orgoglio si creano grandi malintesi poiché all’altro arriva soltanto indifferenza. Credo sia l’unico caso in cui sia bene mettersi in discussione per cercare di sbloccare le parole non dette.

Le parole non dette per rabbia

L’importante tema della rabbia è stato già trattato nell’articolo “Rabbia e psicosomatica: sfogarsi per non star male”. La rabbia è l’emozione più forte che se non espressa crea dei seri danni alla salute. Sebbene sia meglio sfogarla e quindi esprimere a parole ciò che ci fa arrabbiare, può capitare che se avvertiamo un’energia troppo forte, tratteniamo le parole creando disagi fisici a noi stessi ed impedendo alla relazione che ci ha causato rabbia di evolvere.

Le parole non dette per amore

Ci sono anche le parole non dette per amore. Richiedono spesso un grande sforzo nelle relazioni. Fanno del gran bene quando ci impediscono di interferire nella vita di chi ci è accanto e ci permettono di mantenere equilibri importanti. Ma anch’esse sono comunque parole trattenute e, se non sfogate, restano nel corpo.

Le porte aperte delle parole non dette

Non è semplice sbloccare le parole, tendiamo a trattenere, a far finta di niente, piuttosto ci distraiamo per non pensarci. I più fortunati si sfogano in un secondo momento quando sono da soli o magari ne parlano con qualcun altro. Ma come si dice in ambito tecnologico “il file rimane aperto” o se non vi piace la tecnologia basta semplicemente dire che quella porta, sotto sotto rimane aperta. Si lasciano così questioni in sospeso o nella relazione se questa prosegue o dentro di noi se si tratta di una relazione che si è conclusa.

Rimettere le parole a posto

Per rimettere le parole a posto, chiudendo le porte per poter proseguire il cammino in leggerezza e senza pesi sul cuore, possiamo scegliere almeno due strade. Chiarire, se possibile con la persona interessata anche se è passato molto tempo: ne gioveremo entrambi. Scrivere, che considero sempre un ottimo strumento di sfogo e presa di coscienza. Non è necessario in questo caso consegnare lo scritto: come spiego nell’articolo sul potere della parola, le parole arrivano ed è importante chiudere dentro di noi anzitutto. In ogni caso, per esperienza personale, ho imparato che dire le parole non dette è sempre un atto di liberazione. Di qualunque cosa si tratti: una risposta non data, una dichiarazione d’amore non fatta, un litigio evitato.  Recuperare le parole non dette permette a qualunque relazione di migliorare, anche se il miglioramento comporta una chiusura.

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