Latte di soia e latte di riso: autoproduzione

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Eccoci di nuovo a parlare di latti vegetali dopo l’articolo Latti vegetali: le cose da sapere in cui abbiamo fatto una panoramica generale sul valore nutrizionale di questo alimento, ed il successivo A chi fa bene il latte vegetale e a chi no in cui abbiamo spiegato per chi sono indicati il latte di soia ed il latte di riso.

Oggi  vediamo come preparare in casa le bevande vegetali più conosciute, latte di soia e latte di riso, in alternativa a quelle in vendita al supermercato, nella maggior parte dei casi preparate industrialmente, addizionate e aromatizzate.

Come già accennato i latti vegetali in commercio sono, salvo eccezioni, delle bevande pastorizzate che hanno perso la gran parte dei nutrienti e che presentano uno scarso profilo nutrizionale.

Indice

La pastorizzazione del latte vegetale

Il trattamento termico ad alte temperature a cui sono sottoposti i latti vegetali, altera o elimina i nutrienti naturali, oltre ad abbattere la carica batterica dell’alimento e a consentire così una lunga conservazione sullo scaffale (quindi una scadenza lunga pari a 10-12 mesi circa).

La pastorizzazione delle bevande vegetali è una prassi dell’industria alimentare, esattamente come avviene per il latte industriale di mucca che troviamo nei supermercati [per maggiori informazioni sulla pastorizzazione del latte vedi la mia “Guida alla scelta dei latticini”]

Le coltivazioni intensive

Oltre alla penalizzazione del trattamento termico (pastorizzazione), spesso le bevande NON biologiche in commercio provengono anche da coltivazioni intensive di cereali (riso, avena) e legumi (soia), pertanto l’ingrediente di base è già di qualità bassa.

Spetta a noi avere l’accortezza di scegliere invece un prodotto più naturale possibile e controllare la provenienza da coltivazione biologica, che ci assicura in partenza una migliore qualità e ricchezza nutritiva dell’alimento, risparmiandoci al contempo anche l’assunzione di residui chimici derivanti dai trattamenti con composti fitochimici nei terreni destinati alle coltivazioni intensive (pesticidi, fertilizzanti di sintesi ecc. ).

I vantaggi dell’autoproduzione di latte vegetale

Preparare il latte vegetale in casa significa risparmiare ed arginare la produzione dei rifiuti ambientali, abolendo i contenitori in Tetra Pak. Da non trascurare anche il fatto che un latte vegetale fatto in casa avrà un sapore incredibilmente più buono di quello comprato per fretta e pigrizia al supermercato !

Latte di soia

E’ il più conosciuto tra i latti vegetali senza dubbio. Viene ricavato dai fagioli di questo legume e deve la sua popolarità al basso contenuto di grassi saturi e all’assenza di colesterolo, rispetto al latte animale, ovviamente.

Presenta un discreto apporto proteico: 3 g di proteine circa per 100 ml. Ciò significa che un bicchiere standard da 200 ml ci apporta 6 g di proteine, un utile quantitativo specialmente se assunto a colazione, pasto nel quale noi italiani siamo mediamente scarsi nella assunzione di proteine.

Il latte di soia non ha adeguati quantitativi di fibre, al contrario del latte di avena, per esempio. Questa bevanda, a causa del suo sapore molto deciso e pungente, è particolarmente indicata per preparazioni salate in cucina, quindi besciamelle, maionese di soia ecc. Non si presta invece alle preparazioni di dolci (a meno che il latte di soia non venga prima dolcificato…).

Preparazione del latte di soia

Prendere dei fagioli di soia gialla, circa 120-130 grammi, metterli in ammollo in acqua per 18-24 ore. Trascorse le 24 ore lavate bene la soia, scolatela e mettetela in un frullatore tipo Vitamix (oppure nell’estrattore di succo) con 400 ml di acqua.

Se usate il frullatore frullate bene il tutto fino ad ottenere una crema omogenea. Mettete sul fuoco una pentola capiente con 1 litro di acqua e portatela quasi al bollore.Unite la soia frullata.

Si formerà tantissima schiuma pannosa che eliminerete con una schiumarola. Fate cuocere 20 minuti dal bollore. Spegnete e lasciate riposare coprendo la pentola per altri 20 minuti. Dopodiché dovrete filtrare accuratamente la bevanda con un colino molto fine  e metterla in frigorifero. Attenzione: va consumata entro 3 giorni, non dura di più e inizierà ad avere un cattivo odore e sapore dopo tale periodo di tempo.

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Latte di riso

Con un sapore e una consistenza molto più delicati rispetto al latte di soia, il latte di riso si presta in cucina per preparazioni sia dolci che salate. Ha un bassissimo apporto proteico e un basso contenuto in grassi, è ricco al contrario in carboidrati e zuccheri a rapido assorbimento (amidi).

Preparazione

Occorrono 100 grammi di riso: il classico arborio è più che idoneo, anche se alcuni utilizzano il saporitissimo basmati. Versare un litro d’acqua in una pentola sufficientemente alta.

Non appena l’acqua raggiunge l’ebollizione, si aggiunga il riso e lo si faccia cuocere  per 5-10 minuti oltre il tempo di cottura indicato sulla confezione. I chicchi devono infatti sfagliarsi completamente e, qualora gran parte dell’acqua dovesse essere evaporata durante la cottura, è necessario aggiungerne dell’altra un po’ alla volta durante il processo. Terminata la cottura bisogna frullarlo col frullatore o col mixer a immersione.

Dopodiché il composto ottenuto va filtrato accuratamente con colino o garza ( o con entrambi, meglio. Prima col colino e poi con la garza o panno in cotone).

Per godere di miglior apporto nutrizionale è sempre consigliabile partire dal riso integrale, anche se i tempi di cottura poi diventano più lunghi. Ne vale la pena.

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Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.
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