La storia del Cuore

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Storia del cuore, uno scritto tratto dal libro di Elena Alquati “Nutrire il corpo e la mente“, un titolo in completa assonanza con il nostro progetto.

Il Cuore, Imperatore e Signore supremo

Aperto in alto, il cuore è penetrato in permanenza dagli influssi discendenti: comunica, tramite gli spiriti, con il cielo.

Al centro non è che vuoto, l’unica sede possibile per gli spiriti. Sovrano dell’essere, perno della vita, garante dell’unità e dell’esistenza della persona. Il sangue è per eccellenza colui che trasmette i suoi messaggi.

da Huangdi Neijing Lingshu

La storia del cuore

Il cuore è l’organo su cui mi sono particolarmente appassionata; parafrasando, direi che mi ci sono appassionata con tutto il mio cuore. Più approfondivo l’argomento e più mi stupivo nel constatare quanto tutto fosse già stato scritto.

Spesso ci si sente dire che dobbiamo aprire il cuore alla comprensione di tutto ciò che vive intorno a noi. Nel mondo moderno è però un’azione difficile da compiere e da comprendere.

Ognuno di noi è convinto di avere la verità in tasca, difficilmente ci si mette in ascolto per comprendere la visione altrui, per unire i diversi punti di vista e costruire qualcosa di forte e radicato.

L’umiltà è ciò che ci permette di aprirci all’ascolto: l’ammettere di non sapere! M.D. Gershon, autore del libro Il secondo cervello, scrive una bellissima frase che personalmente estenderei a tutti noi, non solo agli scienziati:

Quelli di noi che si occupano di scienza, anche i più illuminati, hanno una forte e discutibile tendenza all’arroganza.

L’arroganza degli scienziati deriva da una conoscenza e da una valutazione insufficienti del passato. In tal modo, si realizzano e rivendicano scoperte che sono in effetti delle riscoperte, non avanzamenti, ma solo lezioni di storia.

Le correlazioni del cuore

È già tutto scritto, non dobbiamo fare altro che studiare la “storia”, e poi comprenderemo la storia del cuore.

Dobbiamo solo interpretarla per adattarla alla nostra epoca.

Tornando al cuore, è soprannominato anche Imperatore per indicare colui che regna senza governare e che dà origine alla nostra integrità morale.

Nei rapporti sociali ci predispone alla capacità di stringere relazioni durature con gli altri. Il cuore è custode sia della parte mentale sia di quella psichica, e dalla sua posizione centrale dirige e organizza tutti gli altri organi, così come un direttore dirige la sua orchestra affinché tutti i musicisti suonino all’unisono.

Il cuore in Medicina Tradizionale Cinese

Questo meraviglioso organo è correlato al Sud, il punto più caldo, e la sua stagione è l’estate. Si attiva nello stesso modo in cui la natura esprime al massimo la sua energia arrivando al culmine della sua maturazione.

Insomma è energia espressa alla sua massima potenza, lo yang nello yang.

Nei 5 movimenti è il fuoco: rappresenta la fiamma che si eleva liberando il giusto calore necessario alla circolazione, ma al tempo stesso è danneggiato dal calore estremo. Il suo colore è il rosso, la sua emozione è la gioia, il sapore che gli corrisponde è l’amaro.

Al cuore sono correlati:

  • il sangue, suo messaggero, attraverso il quale diffonde i suoi raggi e trasmette i suoi ordini;
  • i vasi sanguigni, attraverso i quali scorre il sangue, regolato dai battiti cardiaci;
  • la lingua, definita anche “germoglio del cuore”, il cui compito è distinguere i sapori; esprime anche ciò che arriva dalla consapevolezza al cuore: il giudizio.
  • le risa, perché un dissesto del cuore può dare origine a un umorismo fuori luogo.

Inoltre il cuore è la residenza dello Shen, sia per quanto riguarda l’espressione delle facoltà mentali, sia per tutta la sfera emozionale, mentale e spirituale dell’essere umano. In questo senso è correlato anche a tutti gli altri organi.

La gioia come dissolvimento dei soffi

Leggendo il capitolo sul fegato, dove l’emozione correlata era la collera, è probabile che abbiate fatto un’associazione negativa.

L’emozione del cuore è invece la gioia, associazione decisamente positiva! E allora perché dissolve i soffi? Guai se nella nostra vita non ci fossero momenti di gioia! Guai se in generale non provassimo emozioni! Ma le emozioni che ci danneggiano sono emozioni che si presentano a noi con violenza.

La gioia che dissolve i soffi è una gioia estremamente euforica, che non sempre riusciamo a gestire quando la proviamo. Pensate, per esempio, a un sentimento d’amore passionale che ci porta via la mente e ci toglie il “possesso di sé”. La vibrazione che suscita questo tipo di gioia ci inebria, ci eccita, ci ubriaca, ci seduce, ci manda in estasi.

La padronanza e l’arte del cuore

In un mondo dove tutto è diventato faticoso, dove la nostra vita è dominata dagli impegni, spesso si cercano queste emozioni, le vogliamo, ma i soffi si consumano:

Il saggio la prova, ma non si lascia trasportare

da Huangdi Neijing Lingshu.

Quello che dobbiamo conservare è la padronanza di sé.

Ed è quello che ci dà quest’organo: “la padronanza della vita è l’arte del cuore” (da Huangdi Neijing Lingshu). L’arte del cuore è quell’aspetto che ci permette di reagire nel modo giusto senza eccessi di nessun genere; esprime la vita affettiva, emozionale, intellettuale, mentale, spirituale; è tutto ciò che avviene in noi. Il cuore è ciò che siamo e come viviamo. È il perno centrale in cui si raccolgono tutte le informazioni, le conoscenze, le sensazioni, le percezioni che ci arrivano dall’esterno, ed è anche il centro delle reazioni. Il cuore è ciò che permette all’uomo di assumersi la responsabilità del proprio destino, ci permette di agire in modo appropriato, fondato su una conoscenza evidente, che è il saper fare: la saggezza.

Trovare l’equilibrio, ci distacca dalle bramosie, ma per arrivare a questo dobbiamo educarci, un passo alla volta, e lasciare aperti mente e cuore.

Cuore e salute

Se il cuore non è in salute, possono verificarsi disordine mentale, malattia fisica e morte prematura.

Cuore forte, battiti regolari e sangue abbondante-Cuore debole, battiti irregolari e sangue insufficiente regolare attività mentale problemi mentali (depressione che arriva a essere maniacale negli stati gravi, con isteria, comportamenti irrazionali, follia, delirio), equilibrio nella vita emozionale, mancanza di vitalità, pensiero lucido- pensiero limitato, buona memoria- scarsa memoria, coscienza limpida-nei casi estremi perdita di coscienza, buon sonno-insonnia.

Il cuore ci aiuta nella capacità di riconoscimento di un pensiero da noi elaborato come obiettivo di vita. Esso è in grado di comporre il nostro pensiero affinché questo si realizzi. È suo compito identificare, riconoscere, approvare o rifiutare ciò che noi gli abbiamo esposto. Il cuore ci dice se la nostra idea è da portare avanti o da scartare, basta ascoltarlo. Se è in equilibrio non si lascia confondere, non si turba e permette il giusto discernimento. Ci permette di sviluppare la percezione (con il supporto di altri organi) per trasformarla in azione, e se solo riuscissimo ad ascoltarlo ci eviterebbe delle esperienze sgradevoli .

Nutrire il Corpo e la Mente
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