La ghiandola pineale, terzo occhio, mistero ed elisir di giovinezza

ghiandola pineale, pineale, terzo occhio, attivazione della pineale, calcificazione della ghiandola pineale

Recettore della luce, della dimensione di un pisello con una struttura a forma di pigna, e su questo mi soffermerò più avanti in quanto il simbolo che rappresenta è di non poca importanza, situata all’interno del nostro cervello, regola cicli ormonali, riproduttivi e del sonno. Ecco a voi la ghiandola pineale!

Le funzioni della ghiandola pineale ed i suoi effetti

Una tra le sue più importanti funzioni è la produzione di melatonina, che viene rilasciata la notte, durante il sonno, la luce, infatti, limita fortemente la produzione di questo ormone. Melatonina, dunque, che regola i ritmi circadiani del corpo (giorno/notte). Importante ormone, che oltre a ritmare il sonno/veglia, rallenta il processo di invecchiamento, agisce come una sorta di baluardo di difesa contro i radicali liberi, stimola le difese immunitarie, aiuta a superare i pesanti effetti del jet lag, è implicata nel riequilibrio dei disordini affettivi stagionali, coordina e interviene nel campo inerente la fertilità e ci regala quei bellissimi sonni riposanti e rigeneranti. Insomma, agisce esattamente come un perfetto orologio svizzero.

La ghiandola pineale, calcifica con il passare degli anni e questo implica un declino nella produzione di melatonina; dai sette anni in poi, cominciano le prime calcificazioni, che fanno risultare la ghiandola sottoposta ai raggi x come un piccolo cono: la pigna! Può così risultare chiaro come il processo di invecchiamento e questa ghiandola e l’ormone che produce, siano strettamente legati. Certe malattie che si verificano negli anziani sembrano proprio essere influenzate da un mancato rilascio di melatonina.

Annuncio pubblicitario

Non dimentichiamo inoltre, che lo stress quotidiano legato a sbalzi di temperatura, campi magnetici, squilibri nutrizionali, fluoro (e su questo, se non fosse che mi dilungherei troppo aprirei un’importante parentesi: pensate al fluoro contenuto nell’acqua potabile, all’assunzione del fluoro per prevenire la carie, …) , alterati ritmi sonno/veglia quindi buio/luce, alta quota, ecc. influenzano notevolmente la funzione della pineale. Per diverso tempo non si sapeva come questa piccola ghiandola, sepolta nella profondità del cervello, potesse percepire la luce ed il buio, poi fu scoperto che c’era un collegamento della ghiandola alle retine, che stranamente contenevano anche melatonina. La ghiandola contiene infatti, al suo interno, la mappa completa del campo visivo degli occhi e svolge quindi ruoli significativi per l’intero funzionamento del corpo. (Terzo occhio… vi risuona meglio, forse, ora.)

Un “occhio” alla storia

Fin dall’antichità questa ghiandola è stata oggetto di studio ed è stata chiamata, non a caso, anche terzo occhio, in quanto si riteneva che la stessa avesse poteri “mistici”. Questo, forse, portò Cartesio a intravedere nella pineale la sede dell’anima o ciò che chiamiamo mente. Anche se a dire il vero, molti prima di lui avevano già capito cosa questa ghiandola potesse rappresentare: non dimentichiamo il medico greco Erofilo, vissuto intorno al 300 a.C. , esperto nel sezionare cadaveri e nel documentare ciò che vedeva, specializzato soprattutto nello studio delle sezioni del cervello e dell’apparato riproduttivo. Già questo medico aveva notato la singolarità di questa ghiandola, la prima a formarsi e già visibile nel feto a tre settimane, la meglio nutrita e ossigenata, che ne fece per Erofilo la vera porta al nostro “vero sé”.

Un ponte, quindi, di coscienza superiore, la chiave per “risvegliare” i nostri sensi psichici sopiti, la porta che consente l’ingresso ad altri regni e dimensioni: il collegamento con lo spirito,con il “superiore”. Storie antiche raccontano che in tempi lontani l’uomo avesse un terzo occhio, situato nella parte posteriore della testa, avente funzioni sia fisiche che spirituali. Nel corso del tempo e con l’evoluzione dell’uomo, questo occhio si sarebbe atrofizzato, ridotto e sarebbe “sprofondato” all’interno del cervello: quell’occhio sarebbe quella che noi ora chiamiamo ghiandola pineale.

La struttura della pineale e la simbologia

Una cosa strana da sottolineare è che la ghiandola pineale contiene una struttura cristallina, in effetti sarebbe quasi più corretto chiamarla calcificazione pineale, in pratica abbiamo un cristallo in mezzo al nostro cervello.

E’ un caso forse che molti orologi moderni contengano un cristallo di quarzo che ne regola il funzionamento? Non è interessante che il nostro orologio biologico interno si avvalga di una struttura cristallina? Non è un caso, quindi, che questa ghiandola continui ad essere considerata un mistero del corpo umano e che il suo simbolismo racchiuso nella forma di una pigna lo si ritrovi dalle più antiche alle più attuali civiltà: dagli Egizi ai giorni nostri passando attraverso religioni e credo diversi in ogni parte del mondo.

Secondo voi questo non racchiude un significato nascosto alla maggior parte delle persone? Per concludere vorrei sottoporre alla vostra attenzione alcune immagini, ma cercando nel web ne potrete trovare davvero moltissime, in cui è rappresentata la “pigna”, il simbolo della nostra ghiandola pineale, questo può essere un buon inizio per proseguire la ricerca e trovare fili conduttori inaspettati…

Ghiandola pineale 1Ghiandola pineale 2Ghiandola pineale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

© Riproduzione riservata.
Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.