Assertività : come relazionarci agli altri senza essere né istrice, né zerbino

LItigio, assertività

Assertività, tu ce l’hai? Prima di rispondere vediamo di cosa si tratta.

Premesse

Nelle relazioni siamo sempre alla ricerca di un equilibrio

Nelle relazioni interpersonali, a volte è difficile trovare un equilibrio tra il desiderio di esprimere le nostre esigenze, emozioni, punti di vista, e la necessità e volontà di mantenere un rapporto sano con l’altra persona. Una soluzione a questa problematica molto comune, è data dalla assertività.

Non è facile nemmeno essere se stessi mantenendo contemporaneamente rapporti costruttivi con gli altri.

Ci può a volte capitare di non sentirci soddisfatti di come le persone si relazionano con noi, ci può capitare di non sentirci capiti nei nostri bisogni fondamentali, di non sentirci amati e rispettati.

Come reagiamo alle situazioni

Il modo di reagire quando le nostre esigenze non vengono rispettate varia a seconda del nostro carattere, quindi possiamo

  • stare in silenzio senza esprimere la rabbia,
  • rassegnarci,
  • pensare che forse siamo noi a non andare bene,

oppure, reagire con aggressività, accusando il fautore della nostra infelicità.

Le differenti reazioni a questa situazione sono accomunate da un’unica motivazione: pretendiamo che gli altri ci rendano felici , ma purtroppo non lo fanno.

Il vissuto generato causa disagio, insoddisfazione, impariamo che è inutile chiedere, fare richieste diventa faticoso, oppure che per ottenere quel che vogliamo dobbiamo essere aggressivi.

Istrici, Zerbini, o assertivi

La maggioranza delle persone, nelle relazioni sociali, spesso oscilla, quindi, con il proprio comportamento, fra due estremi.

Zerbini

Alcune assumono un comportamento tranquillo ed evitano il confronto e il conflitto a tutti costi, ma questo le porta a volte a non essere se stesse (e sono i famosi “zerbini”). Gli “zerbini” sono persone con uno stile comunicativo passivo.

Istrici

Altre persone assumono una eccessiva aggressività intimorendo gli altri, mettendoli in soggezione, lamentandosi anche in modo scorbutico o addirittura violento se qualcosa non va (e sono gli “istrici”).

Gli “istrici” sono persone con uno stile comunicativo aggressivo, dove, per “stile comunicativo”, intendiamo non solo un insieme di comportamenti ed atteggiamenti, ma anche lo schema mentale e la concezione del mondo che c’è alla base (e che causa) tale stile.

Entrambi in disequilibrio

Entrambe queste posizioni non garantiscono, a lungo andare, il mantenimento di rapporti interpersonali costruttivi, neanche lo stile “zerbino” (a chi piacerebbe relazionarsi con Fantozzi ?).

Ed entrambi le posizioni non garantiscono il mantenimento della propria autostima, neanche il comportamento aggressivo, perché chi agisce in modo aggressivo spesso poi arriva a spiacersi del suo comportamento.

Stili di comportamento premianti

Ognuno di noi può adottare, di volta in volta, comportamenti passivi o aggressivi a seconda delle situazioni. Sicuramente abbiamo uno stile comunicativo predominante, che tendiamo ad adottare nella maggior parte delle occasioni.

Si tratta probabilmente dello stile comunicativo che abbiamo, anche inconsapevolmente, considerato come maggiormente “premiante”, cioè quello che ha dato maggiori risultati, oppure, per alcune persone, di tratta dell’unico che si conosce.

Assertività o l’essere assertivi

Il “terzo polo” della comunicazione è rappresentato dalla assertività.

  • La filosofia di vita della persona assertiva è la seguente:
  • Non mi aspetto che gli altri si comportino come io vorrei
  • È un diritto dell’altro fare richieste
  • È un nostro diritto rifiutare
  • È un diritto di chiunque comunicare le proprie emozioni.

In effetti, relazionandoci agli altri con in mente questi principi, evitiamo di sentirci frustrati ogni qual volta le nostre aspettative non sono soddisfatte, impariamo a fare serenamente delle richieste, ad esprimere i nostri desideri accantonando la paura del rifiuto, a rispondere all’altro con empatia anziché con amarezza o aggressività.

Com’è una persona assertiva

La persona assertiva può quindi essere identificata comequella che comunica le proprie emozioni ed i propri punti di vista utilizzando prevalentemente frasi in prima persona (quindi “Io penso che …”, “Io ritengo che …”).

E’ quella persona che, di fronte alle critiche, chiede spiegazioni circostanziate (“su quale punto non ti trovi d’accordo?” “Dove pensi che io possa migliorare?”), e che, nell’esprimere un punto di vista magari poco positivo, cerca parimenti di circostanziare la propria critica alla situazione specifica, senza “colpire” la persona (quindi “Io penso in questa specifica situazione tu avresti potuto comportarti diversamente”, senza “catalogare” l’altro come un fallimento totale, senza aggredirlo).

Ascolto e assertività

L’assertività presuppone una componente di ascolto attivo dell’interlocutore. 

Ciò è importante in quanto la comunicazione assertiva si svolge tra due (o più) persone, in un piano di parità relazionale.

Da sottolineare il fatto che la persona assertiva è anche quella che capace di rivolgere un complimento, come importante feedback relazionale.

Questo perché le relazioni si nutrono anche e soprattutto, di componenti positive. Evidenziare le qualità ed i punti di forza dell’altra persona la porta automaticamente a ripetere e rinforzare proprio quei comportamenti che hanno stimolato il complimento.

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