Ippocastano, rimedio per gambe pesanti e affaticate

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Ippocastano,

Ippocastano, un ottimo rimedio della natura. Gambe pesanti, indolenzite ed affaticate? La calura estiva non giova certamente a favore, ma potresti usufruire di un ottimo rimedio naturale che potrebbe rivelarsi funzionale. Parliamo dell’ippocastano (Aesculum hippocastanum).

 Origine botanica e storica dell’ippocastano

Si tratta di un albero ad alto fusto  (può raggiungere fino ai 25 metri di altezza) originario dell’Asia minore, ma ormai radicato sul nostro territorio sopratutto come specie ornamentale di viali e prati. Presenta una chioma molto folta ed ampia, caratterizzata da foglie grandi palmate e picciolate. Il frutto dell’ippocastano consiste in una capsula contenente tre grossi semi marroni, molto simili ad una castagna ma di dimensioni maggiori, comunemente soprannominante “castagne d’India o castagne matte”.

Questa accezione deriva dal fatto, che a dispetto della castagna classica, i frutti non sono commestibili, in quanto contengono una sostanza potenzialmente tossica (l’esculoside, un saponoside ad azione emolitica*1). Se dal punto di vista nutrizionale, l’interesse per tale pianta è minimo, non si può dire lo stesso in campo salutistico, dove i suoi grossi semi, sono uno dei rimedi più conosciuti per il trattamento delle gambe stanche e pesanti.

A cosa serve l’ippocastano?

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L’estratto dei semi di ippocastano viene infatti consigliato a soggetti con problemi di insufficienza venosa cronica a livello degli arti inferiori.

Come agisce

Le principali componenti responsabili dell’azione salutistica sono una miscela di saponine che nel complesso prendono il nome di escina (in particolare di ß-escina). Concorrono in maniera complementare all’azione benefica,  anche la frazione flavonoica (in particolare Kaempferolo, quercitina, rutina) con attività antiossidante ed antinfiammatoria, i tannini e le cumarine.

Per quanto la bio-disponibilità orale dell’escina sia ridotta (circa l’1% – ovvero solo tale frazione sul totale assunto per via orale, verrà effettivamente assorbito a livello intestinale e potrà quindi esplicare la sua azione), l’estratto di ippocastano, di cui ne è ricco, sarà comunque in grado di portare un potenziale beneficio a livello della circolazione venosa.

Proprietà e azione dell’escina

L’escina induce una sorta di “effetto sigillatura” delle pareti vasali entro le quali scorre il sangue. Ed inibendo i due enzimi, la ialuronasi e l’elastasi, responsabili della degradazione di alcune componenti strutturali delle pareti, ne migliora la stabilità e la resistenza (effetto antiedemigeno).

Modera pertanto la permeabilità vasale, che se aumentasse, determinerebbe un travaso di liquidi a livello locale con conseguente ristagno. E’ altresì dotata di azione antinfiammatoria, in quanto interferisce con alcuni mediatori dell’infiammazione).

Sono ben documentate anche le proprietà venotoniche: aumentando la contrattilità delle vene, avrà un effetto positivo sul ritorno venoso al cuore.

Quando è utile assumere l’ippocastano

L’ippocastano è utile nel mantenimento della micro-circolazione sanguigna, aumentando il tono venoso, rafforzando le pareti vasali  e più in generale l’integrità strutturale e funzionale del micro-circolo. L’estratto di ippocastano è un ingrediente utilizzato in alcune creme come coadiuvante nel trattamento delle vene varicose e nelle formulazioni cosmetiche contro gli inestetismi della cellulite. Funzionale anche per il trattamento di emorroidi esterne e ragadi.

Quale scegliere e modalità d’utilizzo

Si consiglia di indirizzare la propria scelta su estratti secchi di ippocastano titolati*2 in escina. La Commissione tedesca E*3 consiglia formulazioni la cui dose giornaliera in escina sia pari a 100mg corrispondenti a 500-580 mg di estratto, da suddividersi in due singole dosi da 250-290 mg a rilascio controllato (per evitare eventuali disturbi gastrici in soggetti particolarmente sensibili).

Tali concentrazioni sono riportare solo a puro scopo divulgativo. Onde evitare sovradosaggi fare riferimento alle modalità d’assunzione riportate sull’etichetta dei singoli integratori alimentari presenti in farmacia ed erboristeria.

Molto spesso tale vegetale è associato ad altri estratti ad azione sinergica, quali amamelide, centella asiatica e pungitopo (rusco). Funzionale per il trattamento delle gambe pesanti anche l’utilizzo di calze elastiche per la loro  azione contenitiva.

Ippocastano: controindicazioni

Ai dosaggi consigliati risulta essere una droga sicura. Riportati in letteratura scientifica lievi e reversibili disturbi gastrointestinali (diarrea, vomito, nausea, costipazione) in soggetti particolarmente sensibili. Consultare sempre il proprio medico in caso di assunzione contemporanea di altri farmaci o presenza di patologie concomitanti. Evitare l’assunzione orale in caso di insufficienza renale, ulcere peptiche, gravidanza ed allattamento.

Note

*1 emolisi: induce la distruzione dei globuli rossi.
*2 titolato: ovvero un estratto su cui è stata effettuata un analisi quantitativa a campione per verificarne la presenza media percentuale delle principali componenti responsabili dell’azione salutistica.
*3:Commissione Tedesca E: valuta ed approva le erbe medicinali basandosi su dimostrate evidenze di sicurezza ed efficacia.

Bibliografia

Capasso, G. granolini, A.A. Izzo (2006), Fitoterapia impiego razionale delle droghe vegetali, Milano, Sprinter-Verlag, 2006
Bettiol, F.F Vincieri, Manuale delle preparazioni erboristiche. Fitoterapici, fitocosmetici, prodotti erboristici, integratori alimentari a base di piante, Milano, Tecniche nuove, 2012.

Articolo aggiornato il 26/11/2018

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