Ipertiroidismo: cause, sintomi, cura e rimedi naturali

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Ipertiroidismo – Guida Completa

Ipertiroidismo: è una condizione medica o disturbo del sistema endocrino derivante dall’eccesso di funzionalità della ghiandola tiroidea, caratterizzata da un aumento in circolo di ormoni tiroidei, triiodotironina (T3) e/o tiroxina (T4), sia per aumento di funzione della tiroide che per distruzione della tiroide stessa.

La causa più comune è la malattia di Basedow-Graves. L’ipertiroidismo è stato descritto per la prima volta nel 1786 da Caleb Hillier Parry.  Altri medici del suo tempo, come Carl von Basedow e Robert James Graves, non fecero nessun collegamento tra i sintomi e una possibile malattia della tiroide. Il primo a determinare questa correlazione fu Paul Julius Möbius, nel 1886.

Sintomi dell’ ipertiroidismo

  • Perdita di peso;
  • affaticamento;
  • indebolimento;
  • iperattività;
  • irritabilità;
  • apatia;
  • depressione;
  • poliuria;
  • sudorazione;
  • pelle ingiallita.
  • palpitazioni e aritmia;
  • dispnea;
  • infertilità;
  • calo del desiderio;
  • nausea;
  • vomito;
  • diarrea.

Cause autoimmuni

Esiste un’associazione tra l’ipertiroidismo e la miastenia gravis. La disfunzione tiroidea, in questa condizione, è spesso autoimmune. Il 5% dei pazienti con la miastenia gravis ha anche l’ipertiroidismo.

Metabolismo e ipertiroidismo

  • Stimolazione della calorigenesi con aumento del metabolismo basale.
  • Nel mitocondrio il NADH+ e FADH2 devono essere riossidati per poter essere nuovamente utilizzati.
  • Iperproduzione di ormoni tiroidei T3 e T4 che stimolano la produzione di una proteina (termogenina) – si forma un canale che fa rientrare i protoni nella matrice.
  • Energia liberata non convertita in ATP ma dissipata sotto forma di calore, causando stanchezza e perdita di peso.

Diagnosi medica

Consiste nel dosaggio del TSH, FT3, FT4. In particolare si ha un incremento ematico di rilievo delle frazioni libere degli ormoni tiroidei (FT3, o free-triiodiotironina ed FT4, o free-tetraiodiotironina), associato ad un abbassamento dell’ormone tireotropo (TSH, Thyroid Stimulating Hormone). L’abbassamento del TSH deriva dalla controregolazione negativa a livello adenoipofisario. È necessaria una diagnosi differenziale per valutare diverse cause, tra queste:

  • Ipertiroidismo autoimmune (mediante dosaggio di anticorpi specifici, come anticorpi anti-recettore del TSH, AbTPO o AbTg);
  • Farmaci (per esempio da amiodarone);
  • Tireotossicosi;
  • Distruttiva (tiroidite subacuta);
  • Iatrogena (assunzione di ormoni tiroidei).

Altri esami consistono negli accertamenti ematochimici (VES, Tireoglobulina), o strumentali (ecografia tiroidea con color-Doppler), oppure scintigrafia tiroidea con iodocaptazione.

Trattamento medico

In genere si basa sull’impiego di farmaci (propiltiouracile o metimazolo, quest’ultimo meglio conosciuto con il nome commerciale Tapazole), terapia radiometabolica con radioiodio, chirurgia della tiroide. Il propiltiouracile è un farmaco antitiroideo derivato dal tiouracile che deprime la produzione degli ormoni tiroidei.

Tiroide e neurotrasmettitori

Diete errate, instabilità del glucosio, stress surrenale ed infezioni intestinali non alterano solo la tiroide, ma compromettono anche la salute del cervello causando infiammazione, carenza di neurotrasmettitori (con sintomi come depressione e problemi di memoria) e degenerazione cerebrale.

I neurotrasmettitori sono gli agenti chimici del cervello che permettono alle cellule cerebrali di comunicare fra loro; sono fondamentali per regolare l’umore, il sonno, l’appetito e il comportamento sessuale.

I principali neurotrasmettitori sono la dopamina, la serotonina, la norepinefrina e il GABA. L’ipertiroidismo può provocare una condizione nota come demenza ipertiroidea, in particolare nelle persone che seguono una terapia ormonale a base esclusivamente di T3, perdendo quindi l’effetto compensatorio della rT3.

I sintomi della demenza ipertiroidea sono: perdita della memoria a breve termine, perdita della capacità di calcolo e della competenza linguistica.

L’eccesso di ormoni tiroidei impatta i centri cerebrali della memoria, dell’attenzione, del linguaggio, nella capacità analitica e della risoluzione dei problemi complessi. In sintesi, se da un lato una tiroide sana ha un effetto protettivo su cervello, una malattia tiroidea non trattata è una garanzia di degenerazione cerebrale di entità variabile nel tempo, che secondo alcuni medici è simile a quella causata dall’abuso di stupefacenti a lungo termine.

Altre cause possibili

In letteratura scientifica esistono diversi studi che mettono in correlazione alcuni eventi stressanti e l’innesco della problematica. Alcuni fattori scatenanti sembrerebbero essere una separazione o minaccia di separazione dalla persona di cui si è dipendenti, la morte di un caro, un divorzio.

Altri studi correlano la presenza di alcuni metalli tossici e l’innesco della problematica, in particolare il mercurio in quanto determina problemi con lo iodio, zinco, rame, ecc. Secondo alcuni studi statunitensi esisterebbe una correlazione tra permeabilità intestinale e ipertiroidismo.

Raccomandazioni alimentari

In questa condizione è preferibile un aumento dei cereali integrali, pasti piccoli e frequenti per compensare il metabolismo, l’utilizzo e la supplementazione di proteine se il soggetto è esaurito sotto l’aspetto nutrizionale, l’evitamento di stimolanti nervini (caffè e cioccolato ad esempio).

Inoltre, sarebbe bene aumentare gli alimenti goitrogeni [es. cavoli, verze, broccoli, rape, ravanelli, cavolini di Bruxelles, lattuga, spinaci, rucola, soia,  miglio] ricchi in isotiocianati che sembrerebbero simili, ma non per questo da sostituire, al farmaco piltiouracile. Nei casi lievi di ipertiroidismo una raccomandazione potrebbe essere l’utilizzo di latte di soia crudo, ricco in calcio e modulatore estrogenico, o di brassicacee (mezzo cavolo al giorno come trattamento).

Antiossidanti e sostanze utili (vitamine, minerali e altri integratori alimentari)

L’utilizzo di antiossidanti in questi soggetti è essenziale in quanto carenti, che li predispongono a cardiopatie tireotossiche e miopatie (danni mitocondriali). Vitamina C, Vitamina E, selenio, betacarotene rappresentano alcuni di essi.

Vitamina E e Coenzima Q10

La vitamina E pare essere utile come coadiuvante nel processo di disintossicazione dall’eccesso di iodio. Come antagonista dell’effetto dell’ormone tiroideo nei tessuti periferici (inibisce l’entrata nel nucleo della cellula) risulta utile inoltre la L-Carnitina, mentre come protezione cardiaca e cofattore della catena di trasporto degli elettroni (ATP) il Coenzima Q10. Uno studio ha confermato che i livelli sierici di CoQ10 nell’ipertiroidismo erano significativamente inferiori a quelli dei soggetti eutiroidei, mentre nell’ipotiroidismo i livelli sierici di CoQ10 non mostravano alcuna differenza significativa rispetto a quella dei soggetti eutiroidei. Un altro accorgimento interessante è l’utilizzo di Magnesio che decrementa l’assorbimento di sodio diminuendo così l’eccitabilità della tiroide (meno palpitazioni e tachicardia, ecc.).

Rame

Molte persone con una malattia della tiroide (sia ipertiroidismo che ipotiroidismo) hanno uno squilibrio del rame. Ciò che non influisce solo sulla salute della tiroide, ma può anche portare a numerosi altri problemi come emicranie, allergie, sindrome premestruale e depressione. Gli altri sintomi riconducibili ad uno squilibrio del rame includono: senso di spavento, agitazione, stanchezza, distrazione, ansia, paura, eruzioni cutanee come acne ed eczema, mal di stomaco ed altri. I sintomi psicosomatici sono dovuti al fatto che il rame stimola la produzione di ammine biogene (epinefrina, norefinefrina e dopamina) che possono causare ansia, sudorazione eccessiva e altri sintomi simili a quelli dell’ipertiroidismo.

La carenza di questo minerale è associata all’ipertiroidismo, ma a volte anche all’ipotiroidismo. Uno studio condotto su un gruppo di donne ipertiroidee suggerisce che quando la tiroide inizia a lavorare troppo bisognerebbe controllare la quantità di rame. Le pazienti del gruppo hanno constatato che integrare rame ha ridotto i loro sintomi, di solito entro ore o pochi giorni al più tardi. La maggior parte delle pazienti che ha assunto integratori di rame ha ridotto significativamente il dosaggio dei farmaci anti-tiroide dopo 3-6 mesi. Anche se il rame sembra essere coinvolto nella genesi dell’ipertiroidismo, non è l’unico fattore da considerar: se così fosse, sarebbe stato già scoperto da tempo. Il metabolismo del rame dipende da diversi altri nutrienti, come lo zinco.

MSM

Un altro complemento utile è il Metilsulfonilmetano o MSM, un composto organico sulfureo presente nella frutta, nei vegetali e nei semi. Ha principalmente proprietà antiinfiammatorie e antidolorifiche, ma sostiene anche il sistema immunitario e il naturale processo di metilazione e disintossicazione del fegato essendo un cofattore nella produzione di glutatione antiossidante. Inoltre, lo zolfo è un gozzigeno naturale, presente anche nei farmaci contro l’ipertiroidismo, rallentando così il funzionamento della tiroide.  Alcune testimonianze affermano che se preso a cicli e ad un certo dosaggio, i sintomi spariscano nel giro di circa due settimane.

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L’olio di semi di lino è un’altra fonte vegetale utile per questa problematica, ricca di acido alfa-linoleico (ALA), acido grasso essenziale molto utile nel trattamento di diverse malattie. I semi e l’olio ottenuto contengono sostanze note per il loro effetto benefico sulla salute. L’olio di semi di lino è utile per il sistema circolatorio, nervoso, immunitario e riproduttivo. Diverse testimonianze confermano l’effetto positivo dell’olio di semi di lino sull’esoftalmo; i risultati possono essere apprezzati dopo due o tre settimane di cura. L’olio di semi di lino pare essere efficace anche sul gozzo; in questo caso è necessario almeno un mese di cura per ridurne le dimensioni. L’olio di semi di lino è disponibile anche in bottiglia, da usare come condimento.

Altri rimedi naturali a sostegno

Tra gli oligoelementi catalitici spicca il Manganese, sostenuto dall’utilizzo di Iodio nella stessa forma, in quanto modulatore e non stimolatore. Il manganese catalitico non è da confondere con altri tipi di manganese, che invece sembrano alterare le funzioni tiroidee inibendo l’enzima deiodinasi e la produzione di dopamina, neurotrasmettitore regolatore della ghiandola tiroidea. Tra le piante utili esiste il Lycopus europaeus, L. virginicus.   Studi farmacologici hanno mostrato che gli acidi rosmarinico, ellagico, clorogenico e il glucoside beta-7-luteolina contenuti nella pianta sono i principali costituenti attivi che bloccano i recettori del TSH (ormone stimolante la tiroide) e riducono la conversione periferica del T4 in T3.

Fitoterapia

Un’altra pianta utile risulta essere la Lythospermum officinale (Litospermo e miglio selvatico). Gli studi su animali hanno mostrato che questa pianta è in grado di bloccare i recettori TSH e sopprimere la pompa dello ioduro.  Inoltre, inibisce la conversione periferica del T4 in T3. In uno studio in vitro, un estratto secco ha mostrato un’azione antagonista nei confronti degli anticorpi antitiroidei, in un tessuto di tiroide affetta da Morbo di Graves.

Un’altra azione riequilibrante è data dalla Melissa officinalis, pianta che ha le proprietà di rallentare la funzione ipofisaria, ridurre il TSH e gli ormoni tiroidei e bloccare gli anticorpi anti-tiroide.

Micoterapia

Alcuni funghi si sono rivelati preziosi alleati per modulare la problematica e la componente immunitaria. Sono diversi i funghi utilizzati impiegati in modo sinergico tra loro, in particolare spicca l’Agaricus blazei murrill, che riporta il sistema immunitario nello stato di equilibrio precedente allo sviluppo della malattia, riducendo o anche eliminando gradualmente la produzione degli anticorpi autoimmuni, che aggrediscono alcune parti del proprio organismo.

Floriterapia

Alcuni rimedi di tipo energetico vibrazionale potrebbero essere il fiore di Back Oak, insieme ad altri fiori di Bach, utili per modulare l’aspetto emozionale, nonché Grey Spider Flower, rimedio floreale  australiano.

Chiave di lettura energetica della problematica (relazione con i Chakra)

La Malattia di Basedow, o ipertiroidismo, interessando la tiroide, è ascrivibile a una tensione nel Quinto Chakra, negli aspetti dell’esprimere e del ricevere. Il risultato della malattia è un’eccessiva produzione di ormoni tiroidei perché la ghiandola funziona “troppo”.

Da un punto di vista energetico il soggetto non si permette di esprimere il mondo che ha dentro, ma questo preme per uscire. È considerata una malattia autoimmune e questo ci riporta a una tensione nel Quarto Chakra nella percezione dell’amore.

Inizialmente il malessere provocato dal non esprimersi porta la persona ad accelerare il suo ritmo naturale. Si genera così una situazione di disagio e emotivo, con insicurezza (diarrea, sudorazione) e incapacità di sentirsi nutriti (dimagrimento) che indicano tensione nel Primo Chakra.

L’immagine offerta dalla sintomatologia conclamata è di qualcosa che “vuole uscire” a tutti i costi a livello del Quinto Ckakra (gozzo) e del Terzo occhio (Sesto Chakra, occhi sgranati e sporgenti); la persona vorrebbe esprimersi per quello che veramente è ma non si sente nutrita (dimagrimento) né amata (tensioni al Quarto Chakra, con disturbi del ritmo cardiaco e della pressione).

I sintomi di irrequietezza, insonnia, irritabilità ed esaltazione della capacità ideativa indicano una forte tensione a livello del Terzo Chakra, poiché la persona vive più l’aspetto del controllo che della libertà di essere sé stessa. Qualora ci fossero problemi nell’area sessuale questo indica che chi ne è affetto non si permette di esprimersi in questo aspetto. La soluzione è che il soggetto esprima la sua verità, con i tempi e i modi che gli sono consoni, senza paura né controllo.

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La visione della Metamedicina

Secondo la Metamedicina, nell’ipertiroidismo c’è una certa determinazione a raggiungere i propri obiettivi a scapito del proprio bisogno di riposo. Ciò spinge a dover attingere alle proprie riserve di energia. Questa determinazione può avere le sue radici nella paura, si dice a sé stessi: «Non posso fermarmi, bisogna che resista, altrimenti…».

Può anche essere legata al desiderio di dimostrare agli altri ciò che si è capaci di fare, cosa che genera in noi uno stress che ci rende iperproduttivi fino a che raggiungiamo lo sfinimento e lo scoraggiamento che fanno passare alla fase ipotiroidea.

Domanda utile da porsi: “Ho preteso molto da me stesso per avere successo, per dimostrare ciò di cui ero capace, per essere amato o perché mi ritenevo indispensabile?”

Per la persona che non si ferma mai perché si crede indispensabile, la parola chiave per guarire da questa malattia è «rallentare», cercare dei mezzi che l’aiutino ad acquisire la calma mentale e concedersi il tempo di vivere. La meditazione e lo yoga, insieme al trattamento medico, possono aiutare molto.

Nota importante

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo: in nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore declina ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate. Per la diagnosi dell’ipertiroidismo e per la sua cura è necessario rivolgersi ad un medico e/o nutrizionista.

Bibliografia

A supporto di questo articolo è disponibile una ricca bibliografia messa a punto dall’autore Umberto Villanti. Chi è interessato può richiederla all’indirizzo email info @ benesserecorpomente.it

  1. Ogura F, Morii H, Ohno M, Ueno T, Kitabatake S, Hamada N, Ito K. – Serum coenzyme Q10 levels in thyroid disorders. – Horm Metab Res. 1980 Oct;12(10):537-40.
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  3. Benvenga S, Amato A, Calvani M, Trimarchi F.- Effects of carnitine on thyroid hormone action. – Ann N Y Acad Sci. 2004 Nov;1033:158-67
  4. Hyperthyroidism: Botanical Treatment  2011 http://medicinalplants.us
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